Mantova cultura 2017
Alec Wilder Art Song
Stefano Battaglia Trio omaggia il compositore jazz statunitense
15/07/2017
Prosegue la rassegna di concerti “Estate musicale del Conservatorio 2017”, a cura del Conservatorio Lucio Campiani di Mantova e dell'Associazione Amici del Conservatorio di Mantova. Domenica 16 luglio ore 21 all’Auditorium “Claudio Monteverdi” con ingresso libero, il concerto jazz “Alec Wilder Art Song”, dedicato al celebre compositore statunitense da Stefano Battaglia Trio, con Stefano Battaglia, pianoforte, Salvatore Maiore, basso, Roberto Dani, percussioni.

Tra i meriti compositivi di Alec Wilder (1897-1980) va ricordato di aver portato a termine il progetto, la missione quasi, di aver scritto brani in a solo per ogni tipo di strumento e ha ricevuto il premio mondiale al Library Congress per i due Trios For Bassoon Clarinet And Piano. Ha scritto diverse composizioni per organici di strumenti a fiato e molti brani di jazz per gli amici improvvisatori che nel tempo gli hanno sempre dimostrato stima e affetto. Ha inoltre musicato opere letterarie e poetiche diverse, alcune in forma di lieder, altre con una forma a sviluppo orizzontale, non ciclica, da lui denominate Art Songs. Alec Wilder morì nel 1980, alla vigilia di Natale, lasciando un importantissimo contributo allo sviluppo della musica americana del ‘900. Fu catalizzatore e fautore del recupero della tradizione popolare americana, della canzone e della riscoperta delle radici interne del paese, delle musiche tradizionali degli indiani nativi americani. Ha sostenuto e contribuito al concetto di canzone come forma d’arte, e le 56 puntate alla National Public Radio in compagnia di Loonis McGlohon (il suo collaboratore per i testi degli ultimi anni) hanno favorito la scoperta e la conoscenza di nuovi compositori, scrittori e interpreti del genere. Nel 1982, si è formata l’organizzazione Friends Of Alec Wilder, formata da artisti e intellettuali nel tempo in molti modi influenzati e ispirati da Wilder, consapevoli della particolare importanza “trasversale” del suo genio.

Nato a Milano nel 1965, Stefano Battaglia inizia gli studi pianistici all’ età di sette anni, diplomandosi nel 1984 a Milano con il massimo dei voti, la lode con menzione. Come concertista classico ha partecipato a numerose rassegne italiane ed europee proponendo un repertorio bachiano ed il Fitzwilliam Virginal Book, una raccolta di composizioni del 500/600 di virginalisti inglesi. In particolare nel 1986 è stato premiato al Festival “J.S. Bach” a Dusseldorf come miglior giovane interprete dell’anno, proponendo per lo più repertori barocchi (Bach, Scarlatti e Haendel) o moderni (Hindemith, Boulez, Ligeti); nel 1991 si è esibito come solista dell’Orchestra Giovanile Europea a Barcellona; nel circuito jazzistico è stato premiato come miglior talento del 1988 dalla rivista Musica Jazz. Ha collaborato con tutti i migliori musicisti italiani e moltissimi artisti stranieri partecipando a tutti più importanti appuntamenti musicali italiani. Dal 1984 ad oggi Battaglia ha tenuto più di 1000 concerti in Italia, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Ungheria, Svezia, Belgio, Tunisia, Israele, Stati Uniti, Grecia, Marocco, collaborando con molti musicisti internazionali e pubblicando più di cento dischi (di cui dieci per solo piano), che gli hanno valso premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. È docente ai seminari estivi Siena Jazz dal 1988 e al Corso di specializzazione e di Alta Qualificazione Professionale per esecutori di musica jazz e improvvisatori.

Salvatore Maiore, dopo aver compiuto gli studi classici diplomandosi in contrabbasso al Conservatorio di Cagliari nel 1990, ha vinto una borsa di studio che gli ha consentito di frequentare il Corso di Alto Perfezionamento di Saluzzo. Nel 1992 si è trasferito a Milano, dove ha iniziato una lunga serie di collaborazioni tra le quali il quartetto di Franco Cerri e Enrico Intra e il Sardinia Quartet (con il quale vince il concorso Jazz Contest a Milano nel ‘91). Nel 1993 si trasferisce Verona e inizia una nuova serie di collaborazioni tra cui: il Trio di Glauco Venier (con il quale vince il concorso Jazz a Vienne come miglior gruppo), il quintetto Gramelot Ensemble di Simone Guiducci, il quartetto Internòs (con Paolo Fresu), l’Italian Project di Kenny Wheeler, il quartetto di Achille Succi, il Trio Ammentos, il Trio Amada, il duo con Achille Succi, il progetto Itaca di Peo Alfonsi e l’orchestra Egea. Le collaborazioni attuali più importanti e assidue lo vedono a fianco del clarinettista Gabriele Mirabassi con il quale ha registrato per l’etichetta EGEA il disco “Canto di Ebano” (vincitore del Top Jazz come miglior disco dell’anno 2008) e del pianista Stefano Battaglia con il quale ha pubblicato i cd “Re:Pasolini” nel 2005, “The River of Anyder” in trio nel 2011 e sempre in trio “Songways” nel 2013, tutti per la casa discografica ECM. Ha avuto svariate collaborazioni concertistiche e discografiche con musicisti italiani e stranieri. Ha partecipato a più di 50 pubblicazioni discografiche e ha suonato nei maggiori festival di jazz internazionali. È docente di contrabbasso jazz presso i Conservatori di Musica di Vicenza e Mantova

Roberto Dani è musicista autodidatta. La sua ricerca è incentrata sull’improvvisazione, i confini tra la musica improvvisata e la musica scritta, in particolare nella performance solitaria, dove indaga le relazioni tra suono/corpo/spazio. Da qui le molteplici frequentazioni con la danza contemporanea, come nel progetto Mobiles; con l’Opera contemporanea in veste di percussionista/performer come “Il sogno di una cosa” con musiche di Mauro Montalbetti, regia di Marco Baliani, l’Ensemble Sentieri Selvaggi, la soprano Alda Caiello e gli attori allievi della Civica Paolo Grassi di Milano. Nel cinema, prendendo parte alla registrazione della colonna sonora del film Torneranno i prati di Ermanno Olmi insieme a Paolo Fresu e altri. Nell’allestimento di un percorso sonoro con l’artista Gianandrea Gazzola all’interno della mostra Il Rito Segreto presso il Colosseo, Roma (catalogo Electa). Con il teatro come nei progetti “Luce Nera” e “Non Ricominciamo la guerra di Troia” (per sei batterie e la voce recitante di Patricia Zanco), “Oscillazioni” di Vitaliano Trevisan con l’attore Fulvio Falzarano, “Ulisse” con Marco Paolini e Giorgio Gaslini Ensemble. Nei readings “Baldanders” di S. Benni;”Il Ponte”di/con Vitaliano Trevisan, Da un Lavoro Abbandonato (S. Beckett) tradotto dallo stesso Trevisan. Realizza poi le musiche di scena per due pieces teatrali di Trevisan, Quattro Stanze con Bagno e Solo RH, monologo interpretato da Roberto Herlitzka. Ha collaborato con il Teatro La Scala di Milano, incidendo musiche per balletti commissionate al compositore Carlo Boccadoro. Dopo il giovanile debutto discografico con i Devil Doll, band rock progressive poi affermatasi in tutto il mondo, e dopo un periodo al Berklee College of Music di Boston, inizia un’intensa attività concertistica nei più importanti festivals e teatri in tutta Europa, Africa, Americhe e Giappone e didattica nel campo dell’improvvisazione attraverso la conduzione di laboratori interdisciplinari chiamati Forme Sonore. Ha all’attivo più di 70 incisioni discografiche.

Per informazioni:
Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova
Via della Conciliazione, 33
46100 Mantova
Tel. 0376.368362

www.conservatoriomantova.com
comunicazione@conservatoriomantova.com

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