Mantova cultura 2017
Amorosi assassini a Guidizzolo
La storia di violenza, a lieto fine, di Francesca Baleani
07/02/2018
Musica, cronaca e poesia. L’attualità messa a nudo con ironia. Partendo dalla storia vera di Francesca Baleani, parliamo di violenza di genere, di amore e di donne. Una voce in più, per non far finta di niente o almeno provarci. Con tutto l’impegno che comporta ma con la leggerezza che ci contraddistingue.

“Amorosi assassini. Facciamo finta di niente dai…”, di e con Valeria Perdonò e con Marco Sforza al pianoforte, va in scena al Teatro Comunale di Guidizzolo venerdì 9 febbraio, alle ore 21. Produzione Ars Creazione e Spettacolo.

Fogli e un pianoforte, documenti e musica, cronaca e poesia, l’attualità col sorriso dell’ironia. Una donna che parla di donne con un uomo e insieme al pubblico. Una donna che pensa alle donne e a se stessa. La storia di Francesca Baleani fa da filo conduttore, intrisa di citazioni, canzoni e riflessioni. Da Esiodo alla Merini, da De Andrè a Gaber passando per Daniele Silvestri, Aristotele, Berkoff e il Trio Lescano, tra mamme, nonne e portinaie varie. Per dare una voce in più. Per non fare finta di niente, o almeno provarci. Per aprire una piccola riflessione sulla violenza sulle donne, sull'amore, o sulle donne e basta. Con tutta la violenza che comporta, e con tutta l’ironia e la leggerezza che mi contraddistinguono come donna e come attrice.

Spiega Valeria Perdonò: «Come può in una stessa frase convivere la parola amore con assassino? Purtroppo può, perché la violenza sulle donne spesso viene confusa col troppo amore di un uomo verso una donna, e diventa, ogni giorno di più, protagonista delle nostre vite e delle più crudeli vicende di cronaca. Non perché prima non ci fossero così tanti episodi come negli ultimi anni, solo perché finalmente se ne parla.

Qualche anno fa il Telefono Rosa di Mantova mi chiese di occuparmi della questione a teatro, ma io non sapevo da dove partire. Erano (e sono) troppi i casi! Tra tante storie, però, mi ha colpito quella di Francesca Baleani, innanzitutto perché ha un lieto fine, se così si può dire (quasi uccisa dal suo ex marito, si è salvata per miracolo ed è riuscita a ricominciare una nuova vita), ma anche perché si è consumata in un ceto sociale e culturale benestante (all’epoca dei fatti il suo ex marito era il direttore di un importante Teatro).

Sono partita da qui per interrogarmi su cosa sia "violenza sulle donne" oggi, anche in assenza di una violenza fisica, sul sessismo costante nel linguaggio e in molti atteggiamenti, sugli stereotipi e sulla responsabilità delle donne stesse. Come si fa a raccontare una storia del genere? Quanto è importante raccontare, oggi? Che valore può ancora avere il teatro in questo? Con l’aiuto di illustri autori, proprio come si fa quando si studia e si cercano fonti, ma soprattutto con l’ausilio della musica, che distende e con parole poetiche innalza, poniamo al pubblico domande senza la presunzione di voler dare alcuna risposta, ma col solo tentativo di,parlarne insieme, e di farlo con una chiave fortemente ironica, col sorriso. Perché nonostante tutto all’amore ci crediamo, quello sano».





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