Mantova cultura 2017
La musica a Mantova e a Salisburgo tra Sette e Ottocento
Atti del Convegno di studi su Luigi Gatti
06/10/2017
Il Conservatorio di Musica Lucio Campiani di Mantova, invita alla presentazione del Convegno internazionale di studi su Luigi Gatti (1740-1817), tenuto a Mantova nei giorni 9-10 ottobre 2010, all’auditorium Girolamo Cavazzoni sabato 7 ottobre alle ore 17.30. In apertura, i saluti istituzionali di Mattia Palazzi, sindaco di Mantova, Piero Gualtierotti, presidente dell’Accademia Nazionale Virgiliana, Francesca Zaltieri, presidente del Conservatorio, Salvatore Spanò, direttore del Conservatorio. A seguire, il volume viene presentato da Paola Besutti, Accademia Nazionale Virgiliana, Alessandro Lattanzi, curatore del volume (Edizioni LIM – Libreria Musicale Italia, Lucca) Giordano Fermi, promotore e coordinatore del progetto, Eva Neumayr, RISM Arbeitsgruppe Salzburg, Archiv der Erzdiözese.

Momento musicale:
Luigi Gatti (1740-1817)
Dal Duetto primo in sol maggiore per due flauti e violoncello, LG 10c.5:
1. [Moderato]
2. Adagio amoroso
Dal Duetto secondo in do maggiore per due flauti e violoncello, LG 10c.6:
1. Adagio - Allegro
Gaia Bergamaschi, Enrico Diazzi, flauti
Alessandro Brutti, violoncello
Edizione della partitura a cura di Mariateresa Dellaborra

Introduzione del M°Giordano Fermi:
Nel corso dei secoli l’arte musicale ha accompagnato come vivace realtà la vita quotidiana di Mantova in tutti i settori sociali: dalle chiese alle piazze, alle sontuose sale dei palazzi gonzagheschi. Un’arte in costante evoluzione e trasformazione, spesso di altissimo livello, che
contribuì anche allo sviluppo del linguaggio e delle forme musicali, e che, con Claudio Monteverdi, gettò le basi per il dramma in musica impostosi in tutto il mondo. Numerosissimi i protagonisti della fervida attività musicale: compositori, strumentisti, cantanti e poi poeti, scenografi, direttori d’orchestra, che, grazie alla spiccata sensibilità e al mecenatismo prima dei Gonzaga e poi dei vari governanti succedutisi alla guida della città, animarono la vita culturale e musicale mantovana, imponendosi anche ad una più ampia attenzione in tutta l’Italia e a livello europeo. Molto spesso, tuttavia, compositori che avevano goduto in vita di grande stima ed attenzione furono col tempo dimenticati.

Lo stesso destino seguirono le opere che avevano dato loro gloria e celebrità: esse costituiscono un grande patrimonio artistico rimasto per anni o addirittura per secoli relegato in biblioteche e archivi, silente e negletto. La lunga, ignorata giacenza nelle biblioteche ebbe peraltro il grande merito di impedire la dispersione del prezioso materiale musicale, che con il tempo e grazie a una rinnovata sensibilità culturale ha potuto a poco a poco venir catalogato e messo a disposizione di studiosi e musicisti di tutto il mondo, fino a trovarsi oggi proiettato nella magica rete del Web, comodamente accessibile e fruibile da parte di storici e musicologi. Per questo, quando accade di riscoprire un compositore togliendone gli scritti dalla secolare polvere di uno scaffale, non è corretto supporre di trovarsi di fronte a un cosiddetto autore «minore», in quanto forse solo il tempo ne aveva decretato la scomparsa.

La storia della musica è costellata di riscoperte tardive di grandi compositori. Per citare pochi ed eclatanti esempi ricordiamo Johann Sebastian Bach, notoriamente riammesso all’attenzione del mondo musicale a ottant’anni dalla morte con l’esecuzione della «Passione secondo Matteo» diretta da Felix Mendelssohn-Bartholdy. In ambito mantovano si pensi a Claudio Monteverdi, i capolavori del quale furono studiati da Gian Francesco Malipiero che, a partire dal 1902, trascrisse e pubblicò l’intera, monumentale produzione monteverdiana. Si può proseguire con Antonio Vivaldi, riscoperto grazie al fondamentale impegno di Alfredo Casella, che nel 1939 diede vita ad una storica Settimana Musicale Senese con esecuzioni del “Gloria” RV 589, dell’”Olimpiade” e di altre pagine vivaldiane. Oggetto di riscoperta è anche l’immenso repertorio di Gioachino Rossini, riproposto all’attenzione del pubblico grazie alla costituzione, nel 1980, del Rossini Opera Festival voluto dal Comune di Pesaro.

Tornando alla vita musicale mantovana, negli ultimi venti anni si è registrato, da parte del Conservatorio di Musica, un forte impegno volto alla ricerca e alla riproposta di opere di compositori completamente dimenticati. Di Lucio Campiani (1822–1914), pur onorato e ricordato con l’intestazione dell’antico Istituto Musicale Comunale, poi diventato Conservatorio di Stato, era stata pressoché ignorata la poderosa produzione musicale. Nel 1998 il Conservatorio provvide quindi a pubblicarne il catalogo delle opere, un volume di «Scritti in onore di Lucio Campiani» e un doppio compact disc di musica da camera, edito da La Bottega Discantica di Milano. Figure importanti del mondo musicale mantovano sono state oggetto di analoghi approfondimenti: al compositore, letterato, diplomatico, esploratore Giuseppe Acerbi (1773–1846) di Castel Goffredo è stata dedicata la registrazione di musiche vocali e strumentali, mentre un compact disc di opere del bozzolese Giuseppe Paccini (1876–1945) è stato inciso dalla casa discografica Eridania di Mantova. Altri eminenti musicisti mantovani sono stati ricordati in conferenze e concerti: Cesare Rossi (1858–1930), Aldo Finzi (1897–1945) e Renzo Massarani (1898–1975). Anche il celebre maestro di canto Ettore Campogalliani (1903–1992) è stato ricordato quale primo presidente del Conservatorio di Mantova con la pubblicazione, ad opera della casa discografica Bongiovanni di Bologna, di un compact disc contenente composizioni strumentali e vocali sino ad allora ritenute perdute.

Un ulteriore progetto ha impegnato il Conservatorio di Mantova con la riscoperta dell’abate Luigi Gatti (1740–1817), prolifico compositore mantovano. (La nascita nel 1740 a Lazise, in provincia di Verona, fu dovuta al fatto che il padre, musicista anch’egli, ebbe a ricoprire per un anno il ruolo di organista nella locale chiesa parrocchiale, per poi ritornare al proprio paese di origine: Cavriana, in provincia di Mantova). Anche l’abate Gatti rientrava nella folta schiera di compositori immeritatamente dimenticati, tanto più sprofondati nell’oblio in quanto le loro opere giacciono abbandonate in biblioteche e archivi, molto spesso senza essere catalogate. A conclusione di una ricerca capillare e paziente operata presso istituzioni italiane ed europee, dalla quale sono emerse centinaia di composizioni nell’ambito dei generi musicali più disparati, si è giunti infine alla pubblicazione del catalogo tematico delle opere di Luigi Gatti, in due volumi.

Si è trattato di un percorso particolarmente complesso, ma nello stesso tempo esaltante, che ha permesso al Conservatorio di Mantova di intrecciare rapporti di collaborazione con numerose istituzioni, come l’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova, la Biblioteca Giuseppe Greggiati di Ostiglia, il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze, l’Archiv der Erzdiözese Salzburg e la sezione RISM di Salisburgo. In stretta collaborazione con i partner austriaci sono stati organizzati due convegni internazionali di studi, “Luigi Gatti, 1740–1817. La musica a Mantova e a Salisburgo nel Settecento” (Mantova, 9–10 ottobre 2010) e “Keine Chance für Mozart. Fürsterzbischof Hieronymus Colloredo und seine Hofkapellmeister Luigi Gatti, 1740–1817” (Salisburgo, 4–6 marzo 2011). Del primo dei due presentiamo ora la stampa degli atti, momento significativo di un’autentica Gatti Renaissance che è testimoniata da proposte concertistiche e iniziative discografiche, e che auspichiamo in continua ascesa. Merita infatti di essere ulteriormente approfondita l’opera di questo maestro che una carriera straordinaria condusse da Mantova a Salisburgo, dove fu l’ultimo maestro di cappella della corte e del duomo, al servizio del principe arcivescovo Hieronymus Colloredo; e in tale veste, diretto superiore di Michael Haydn e di Leopold Mozart.

Informazioni
Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova
Via della Conciliazione, 33
46100 Mantova
Tel. 0376.368362
www.conservatoriomantova.com
comunicazione@conservatoriomantova.com

La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova