Visto con i nostri occhi
La Riforma di Lutero ci interpella ancora
A cinque secoli di distanza, le tesi del monaco tedesco fanno discutere. Se ne è parlato in due incontri di approfondimento in Seminario.
18/05/2017
Martin Lutero ha ancora molto da insegnare alle donne e agli uomini di oggi. Questo è quello che è emerso dai due incontri sul tema “La Riforma luterana a cinque secoli di distanza” che si sono svolti nell’aula magna del Seminario vescovile di Mantova, il 26 aprile e 10 maggio.
Il Centro diocesano “Fede e cultura”, l’Istituto teologico del Seminario, l’Istituto di Scienze religiose “San Francesco” e l’Ufficio per la pastorale scolastica hanno proposto due giornate dedicate a Martin Lutero, invitando il direttore del Centro studi per l’ecumenismo in Italia, Riccardo Burigana, e il prefetto della Biblioteca Ambrosiana, monsignor Franco Buzzi.
Quest’anno ricorre un anniversario decisivo, che ha segnato la storia della Chiesa nel bene e nel male. Nel bene, perché nel 1517 un monaco agostiniano, Martin Lutero, inaugurò la Riforma che fece reagire la Chiesa in un momento difficile. Nel male, perche da questo evento è nata una divisione profonda. Tale ricorrenza è oggi per noi un’occasione per riscoprire e rivalutare alcune peculiarità.
Burigana, dell’Istituto di studi ecumenici “San Bernardino” di Venezia, presentato dal docente dell’Istituto di Scienze religiose Roberto Melli nel primo dei due incontri di studio, ha più volte sottolineato la necessità di ripercorrere le vicende storiche con l’intento di costruire una narrazione comune, riconoscendo errori commessi e intenzioni stravolte, ma anche ricadute positive nella vita di fede di tanti cristiani.
Ha inoltre analizzato dal punto di vista documentario l’infinità di fonti che sono pervenute dopo Lutero, ma ha messo anche in guardia dalle derive in cui si può incappare. Come quella di pensare solo al singolo anno 1517, invece di inserire la Riforma in un contesto più ampio.
Era infatti il 1517 quando il monaco affisse alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, in Germania, le 95 tesi in latino riguardanti il valore e l’efficacia delle indulgenze, dando così origine al movimento di Riforma che spezzò l’unità cristiana dell’Europa occidentale.
L’intento di Martin Lutero infatti era quello di rinnovare la Chiesa e non di dividerla, ecco che allora la sua figura va riletta secondo canoni non più astiosi ma con la sincerità del cuore e apertura all’incontro con l’altro nel cammino ecumenico.
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