Visto con i nostri occhi
L'azzardo: corruzione del gioco, del tempo e della falsa speranza
La malattia del gioco consegna schiere di persone curve, solitarie e silenziose. Occorre agire con concretezza per arginare un fenomeno sociale già preoccupante.
18/05/2017
Partendo dall’ascolto, dai volti, dalle famiglie attraversate da desolazione psichica, affettiva ed economica. Proprio il contrario di una slot. Così, a Mantova, è stato istituito il Tavolo di coordinamento “No slot” che coinvolge numerose associazioni del territorio e ha l’obiettivo di accendere lo sguardo della comunità locale sul fenomeno.
L’azzardo è corruzione del gioco, del tempo, del legame sociale, della fondata speranza. Sostituisce l’esercizio di diritti, doveri e responsabilità per dare fiducia a una controparte «senza occhi, senza mani, senza orecchi», che promette benessere e denaro facile.
Quando l’illusione s’infrange si resta vittime con costi sociali altissimi: perdita del lavoro, indebitamento, usura, precarietà psichica, relazioni umane in frantumi.
Un sistema, quello dell’azzardo legale e illegale, che fa delle fragilità delle persone la cassa di approviggionamento dell’amministrazione pubblica, “dipendente” da queste entrate, e delle lobby economiche che condizionano le regolamentazioni in materia.
Il 2016 si è chiuso con un giro d’affari record per il gioco d’azzardo: 96 miliardi di euro di fatturato. Il gioco online o le slot ci consegnano schiere di persone curve, solitarie, silenziose immerse in una zona, centro della vita psichica, pulsionale ed emotiva, nicchia, micromondo di competizione, fortuna, vertigine.
Nella precarietà, nelle desertificazione degli scambi affettivi, questa morfina elettronica preserva una zona franca dalla realtà, insicura e discontinua. Un processo solitario che distrae da problemi interiori ed esteriori come ansia, depressione e noia per trovare rifugio in uno schermo colorato e trillante.

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