Visto con i nostri occhi
«Preti così»: nel mondo e in terra mantovana
Nei prossimi giorni il Pontefice sarà a Bozzolo, a visitare i luoghi di don Mazzolari. Un segno di stima e vicinanza verso un prete simbolo del Novecento
15/06/2017
Papa Francesco lascia il Vaticano e arriva a Bozzolo. Un Papa venuto dalla fine del mondo e un parroco della terra mantovana incrociano le loro mentalità e i loro stili sacerdotali. Una visita “privata”, meglio direi “personale” e proprio per questo altamente simbolica della sintonia tra i due. Il simile cerca il simile! Ma cosa c’è di comune nel loro modo di pensarsi come preti? Sfogliando uno dei libri di Mazzolari, Preti così, mi convinco che per entrambi il ministero sacerdotale è un’esperienza che totalizza la vita. Il ministero coinvolge tutta la persona. Scrive don Primo: «Se noi come sacerdoti mettiamo la nostra ragione di vita e di gioia all’infuori delle anime, non sappiamo ciò che cerchiamo». Papa Francesco richiama spesso chi “lavora” per la Chiesa a vigilare sui rischi connessi alle derive funzionalistiche del ministero.
Tanti altri punti di raccordo si potrebbero segnalare tra i due uomini di Chiesa: il primato del povero, l’attenzione ai lontani e la Chiesa in uscita, i segni dei tempi, le istanze di riforma, la fedeltà alla Chiesa di chi è obbedientissimo in Cristo e per questo capace di franchezza evangelica.
Ma c’è una similarità virtuosa tra i due, tutt’altro che secondaria per l’esercizio del ministero sacerdotale, ed è “la disciplina della vita”. Di papa Francesco, forgiato alla scuola di Ignazio di Loyola, conosciamo i ritmi intensi delle giornate con poco sonno e tanto lavoro. Don Primo doveva conciliare l’urgenza della sua alta coscienza della missione del prete con uno stile sapiente per tenere testa a una mole di lavoro considerevole.

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