Visto con i nostri occhi
Agricoltori «custodi»: mettere la qualità al centro
Celebrata la Giornata del ringraziamento con la partecipazione del vescovo Busca: «Lavorate bene, con onestà e trasparenza». Il Santuario delle Grazie colmo di fedeli
19/11/2018

«Saper dire grazie a Dio per le cose belle». Esce con questa espressione Isacco, 10 anni, di Bagnolo San Vito, davanti al vescovo Marco Busca, che gli chiede qual è il significato della Giornata del ringraziamento. Il primo impatto del vescovo è con un gruppo di bambini, con il fazzoletto giallo al collo, simbolo della Coldiretti. Ogni anno – la seconda domenica di novembre – l’organizzazione agricola celebra la Giornata per esprimere gratitudine a Dio per i frutti della terra e anche per tracciare un bilancio sui raccolti nelle campagne. Già da diverso tempo, l’iniziativa, a livello provinciale, viene proposta al Santuario della Madonna delle Grazie, a Curtatone. Domenica 11 novembre, il vescovo Busca è arrivato poco prima delle 11 ed è stato accolto dai bambini, in particolare da Isacco, che gli ha dato quella significativa risposta. In un Santuario colmo di fedeli, il vescovo ha celebrato la Messa, contraddistinta dal portare all’altare numerosi prodotti agricoli, in cesti, al momento dell’Offertorio. Accanto a monsignor Busca vi erano don Giuliano Spagna, consigliere ecclesiastico della Coldiretti, e il diacono Aler Asinari. Nei primi banchi sedevano il prefetto Sandro Lombardi, il sindaco di Curtatone, Carlo Bottani, il presidente provinciale della Coldiretti, Paolo Carra, la direttrice Erminia Comencini, insieme ad altre autorità civili e militari. Il vescovo, nella sua omelia, ha fatto principalmente riferimento al brano del Vangelo di Marco (12,38-44) della domenica. Da un lato, gli scribi – “personaggi” che amavano la “vetrina” e l’apparire –; dall’altro, la vedova, che aveva donato al tempio tutto quanto possedeva: una persona, sicura del proprio essere. «Il cristiano è colui che ha compiuto il passaggio dall’apparire all’essere», ha aggiunto monsignor Busca. L’alternativa tra il personaggio e la persona vale anche per il mondo agricolo, perché si può lavorare per possedere e apparire oppure in funzione del bene della persona, mediante un’agricoltura sostenibile. Il vescovo ha suggerito tre “regole”: «fare bene, con onestà e trasparenza»; «coltivare prodotti di qualità, a vantaggio delle persone e dell’ambiente»; «fare in modo che il lavoro migliori la qualità delle relazioni umane». Al termine, monsignor Busca, sul sagrato, ha benedetto i fedeli e i mezzi agricoli. Nel ringraziare tutti per la partecipazione, la direttrice Comencini ha ricordato Giancarlo Siena, per molti anni direttore della Coldiretti di Mantova, scomparso il 31 ottobre scorso, mentre il presidente Carra ha sottolineato che il 2018 è stato un anno positivo per l’agricoltura mantovana. «Il settore costituisce uno dei pilastri dell’economia del nostro Paese – ha aggiunto –, su cui si può costruire il futuro, anche per i giovani». E di giovani al Santuario delle Grazie ce n’erano diversi, i quali hanno trovato nel settore agricolo una realtà che li appassiona e che costituisce una fonte di reddito. Dice Giovanni Bellei, 23 anni, delegato di Giovani Impresa, allevatore di vacche da latte a Pietole di Borgo Virgilio insieme ai familiari: «Il nostro è un lavoro pesante, consegniamo il latte a una cooperativa per la produzione di Grana Padano. Per noi futuro significa qualità. L’etichettatura del “made in Italy” deve abbracciare tutta la filiera, dalla produzione della materia prima alla sua lavorazione». Per Giovanni la terra è un dono. «Ogni tanto fermarsi fa bene, altrimenti non cresciamo, né umanamente né spiritualmente». Anche per Alberto Donà, 25 anni, che gestisce un allevamento di vacche da latte a Palidano di Gonzaga – laurea triennale in Produzioni animali a Bologna – è importante trovare le motivazioni per il lavoro che si porta avanti. «Ci vuole anche preparazione». È la strada seguita da Camilla Destro, ventisettenne di Ponti sul Mincio, dove gestisce l’agriturismo Bitturelli, che frequenta Giurisprudenza a Verona, affinché le sue competenze professionali siano sempre più qualificate. Camilla è responsabile di Donne Impresa. Fabio Malavasi, 24 anni, di Quingentole, segretario provinciale degli agriturismi di Coldiretti (“Terranostra”), precisa che «la terra occorre coltivarla attraverso la sostenibilità ambientale e la lotta agli sprechi». Aggiunge che l’uomo è custode della terra, non padrone: un concetto biblico, e Fabio lo ricorda bene.
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