Visto con i nostri occhi
Agricoltura, segnali di fiducia
La Giornata del ringraziamento (11 novembre) è l’occasione per fare un bilancio. Trend in crescita in vari ambiti, bene l’export. Il presidente di Coldiretti, Paolo Carra: «Il 2018 è stato molto positivo»
05/11/2018
In una provincia come quella mantovana, dove l’agricoltura ha sempre avuto un ruolo primario nello sviluppo del territorio, la Giornata del ringraziamento rappresenta un’importante opportunità di incontro. È una tradizione attesa e consolidata che coinvolge a tutti i livelli contadini, agricoltori e allevatori. Domenica 11 novembre alle 11 si ritroveranno al Santuario delle Grazie per la Messa celebrata dal vescovo Busca, il momento per ringraziare dei frutti raccolti in questi mesi. «Oggi tutto evolve, ma questa iniziativa mantiene intatto il suo significato e l’attaccamento ai valori cristiani – afferma Paolo Carra, presidente di Coldiretti per la provincia di Mantova –. Nella nostra società a volte viene meno quella solidarietà un tempo più diffusa e questa è l’occasione per ricordarsi che l’agricoltura vive di rapporti umani, aiuto reciproco e collaborazione».
La Giornata del ringraziamento offre lo spunto per tracciare un bilancio sull’agricoltura mantovana. Il settore zootecnico, che rappresenta una buona parte del fatturato locale, ha avuto un’annata positiva. Segnali incoraggianti anche per le due produzioni di origine protetta – Grana padano e Parmigiano reggiano – nonostante un periodo di calo che ha colpito il primo. Molto bene anche la produzione di carne e l’allevamento di suini, mentre il clima (con il caldo intenso cominciato più tardi rispetto al solito) ha portato a concentrare le raccolte, perdendo la stagionalità. Ne hanno risentito soprattutto i prodotti ortofrutticoli. Nel complesso, osserva Carra, per le aziende mantovane «il 2018 è stato un anno positivo, uno dei migliori dell’ultimo decennio. È cresciuta la mole di esportazioni ed è un segnale importante: vuol dire che sempre più realtà guardano all’estero per allargare il proprio mercato».
Quella dell’esportazione dei prodotti è una sfida sempre più attuale. Da un lato, offre l’opportunità di compensare il calo della domanda interna e aumentare il fatturato, sfruttando la situazione economica favorevole di altri Paesi. Dall’altro, permette di far conoscere le nostre eccellenze agroalimentari, che rappresentano un patrimonio unico. Certo, il contesto attuale non semplifica le cose: molti governi chiudono le frontiere e impongono dazi, così tutto ciò che viene da fuori è visto come una “minaccia” all’identità locale. «L’agricoltura mantovana si basa su prodotti di eccellenza – mette in evidenza con orgoglio il presidente di Coldiretti –. Rispetto ad altri territori produciamo meno, ma abbiamo più valore perché siamo una provincia di trasformazione. È vero, oggi si passa dalla globalizzazione estrema a Paesi che reintroducono dazi o fanno accordi bilaterali. Noi non siamo contrari a queste negoziazioni, purchè siano fatte nel rispetto delle regole e nella tutela dei nostri prodotti. Ciò non toglie che l’estero rappresenti il futuro, perchè il mercato nazionale non basta a sostenere le produzioni locali».
Tra Mantova e l’agricoltura esiste un legame profondo. La terra ha favorito lo sviluppo locale e diffuso usanze che nel tempo sono diventate tradizioni popolari. Trasmettere questo patrimonio di valori non è semplice, ma l’agricoltura ha saputo attrarre tanti giovani mantovani. «C’è un ritorno dei giovani – aggiunge Carra –, che guardano non solo ai settori tradizionali ma alla multifunzionalità. Nell’agricoltura hanno trovato uno sbocco professionale, in un periodo difficile per l’occupazione, e il loro contributo porta una ventata di novità al sistema. I giovani hanno visioni diverse e conoscono le lingue straniere: questo permette un approccio più agile ai mercati».
Il presidente della Coldiretti torna più volte sull’argomento: allargare gli orizzonti ed esportare i prodotti è un’esigenza attuale per le aziende mantovane e lo diventerà ancora di più in futuro. «Abbiamo prodotti che sono ai vertici mondiali sul piano della qualità e riconoscibilità – sottolinea – per cui possiamo guardare avanti con fiducia. Certo non bisogna accontentarsi, anzi spetta ai giovani portare innovazione per coniugare tutela ambientale, sostenibilità economica e incontrare gli interessi dei consumatori. La sfida del futuro sarà questa: sostenibilità e mercati esteri».
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova