Visto con i nostri occhi
Anche a Libiola e Serravalle è tempo di Grest!
Il viaggio dura per tutto il mese di luglio e coinvolge circa 60 giovani, tra bambini e animatori
15/07/2016
Roberto Dalla Bella

Il viaggio settimanale alla scoperta di come le parrocchie mantovane vivono l’esperienza del Grest estivo ci porta nella piccola comunità di Libiola, nel destra Secchia. Qui l’edizione 2016 è cominciata lo scorso 4 luglio e continuerà per tutto il mese, fino a venerdì 29, con giornate ricche di appuntamenti: giochi, attività, laboratori, gite.
Nonostante i numeri siano minori rispetto ad altre realtà, il Grest conserva anche qui un grande valore, perché rappresenta il momento in cui l’oratorio torna finalmente a riempirsi di bambini e ragazzi ed è l’occasione per ritrovare chi durante l’anno si allontana, distratto dai mille impegni che riempiono la vita quotidiana di tanti giovani.
«Libiola è un paese piccolo e non ha le stesse risorse dei grandi centri sparsi per la provincia - spiega il parroco don Eugenio Ferrari - eppure il Grest è un’iniziativa molto sentita e apprezzata. Quest’anno siamo arrivati a una cinquantina di iscritti, più un’altra decina di animatori: rispetto alle edizioni precedenti la partecipazione è in aumento e questo mi fa molto piacere, perché significa che stiamo lavorando nel modo giusto».
La crescita è dovuta anche alla presenza di bambini dai paesi vicini, come Ostiglia e Sustinente. È anche per questo che a Libiola le attività partono alcune settimane più tardi, quando altri Grest sono finiti o si avviano alla conclusione: per non costringerli a dover scegliere tra più proposte e, anzi, far vivere loro un’esperienza più intensa.
«Vedere tutti questi ragazzi ogni mattina in parrocchia è una grande gioia per me - continua il sacerdote - perché durante l’anno è difficile coinvolgerli, impegnati come sono tra lo studio, lo sport e altre attività. D’estate invece hanno più tempo libero e tornano tutti qui. È bellissimo vedere come partecipano e si impegnano: dimostrano sempre di tenerci davvero tanto a questa proposta».
Le parole di don Eugenio aprono a una riflessione più ampia sul ruolo degli oratori per i giovani nella società moderna. «Bisogna prendere atto che i tempi sono cambiati», aggiunge. «Una volta le parrocchie erano piene di ragazzi che facevano attività tutti i giorni, ora invece è difficile anche solo organizzare il catechismo, specie in paesi piccoli come Libiola dove gli abitanti sono calati molto negli ultimi anni. Anche le distanze penalizzano: molti ragazzi vivono in frazioni isolate e non è semplice per loro raggiungere l’oratorio. L’unica soluzione è unire le forze e proporre iniziative comuni tra paesi diversi, così si riesce a coinvolgere più gente».
Il Grest diventa quindi una delle poche occasioni per tornare a riempire l’oratorio durante l’anno, grazie anche all’impegno degli animatori che seguono quotidianamente i bambini, preparano le attività e organizzano i giochi, in modo che tutto vada liscio e il divertimento sia garantito. «Ho iniziato a fare l’animatrice tre anni fa - racconta la 16enne Sofia Legati - e l’esperienza mi è piaciuta tantissimo. La soddisfazione più grande è vedere i ragazzi contenti e sereni, perché vuol dire che ne è valsa la pena. Trovare ogni anno proposte e laboratori che sappiano coinvolgerli e stimolarli è impegnativo, per questo cerchiamo quando possibile di introdurre qualche novità».
Anche per chi vive il ruolo di animatore, il Grest è un’avventura che insegna molto sul lato umano. È per questo che tanti di loro, poi, tornano anno dopo anno, per continuare un percorso che li aiuta ad affrontare al meglio la loro crescita. «In questi anni sono cambiata molto», confida Sofia. «Prima mi limitavo a fare quello che mi dicevano gli animatori più esperti, adesso invece cerco di proporre la mia idea. Mi sento di consigliare a tutti di fare questa esperienza, perché fa imparare tante cose e aiuta a creare nuove amicizie che poi durano nel tempo».
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