Visto con i nostri occhi
Anno pastorale, si va avanti: discepoli dentro la vita nuova
La nostra diocesi guarda al futuro: il vescovo Marco Busca vuole dare continuità alle linee presentate nella lettera Generati in Cristo (2017)
10/09/2018
Nella Settimana della Chiesa mantovana, che è cominciata ieri in tutte le parrocchie della diocesi, due sono gli appuntamenti a cui siamo invitati. Il primo è oggi, lunedì 10 settembre, alle ore 19.15, in Cattedrale, fino alle 22.30. In mezzo a queste ore un momento conviviale, voluto di nuovo per riproporre l’attenzione alla fraternità, a quel gusto di familiarità che, per quanto rapidi siano gli scambi, fa bene al cuore. E poi il pensiero va a chi arriva direttamente dal lavoro o dai luoghi più lontani e sa che può rifocillarsi.
Ma prima e dopo che cosa succede? Qual è il senso della serata? È quello di continuare a tracciare l’orizzonte del cammino ecclesiale. La mano che lo disegna ha iniziato lo scorso anno recependo uno dei mandati del Sinodo diocesano: «I battezzati si rendano coscienti del significato del dono ricevuto e capaci di una risposta consapevole» (Libro sinodale, p. 30). Ci stiamo meravigliando di essere persone chiamate a vivere la comunione con Dio? Di esserlo in questo mondo, in questo contesto culturale, e di esserne onorati? La coscienza è innanzitutto stupore, occhi spalancati di fronte a un regalo che apre le mani.
Questo vuole scorrere nelle comunità, nelle tante iniziative attivate, nei percorsi formativi. È acqua fresca che genera una pastorale propositiva perché “tocca la vita” e spinge al movimento. L’orizzonte si allarga. Il dono della vita nuova dà gambe agili per mettersi in cammino e dare passi di discepoli. Non solo il dono con lo stupore, ma anche la scelta con la risposta, adesione a mettersi in gioco con il Cristo, in un “apprendistato esistenziale”, lungo le stagioni della vita, che coinvolge libertà, progetti, beni.
L’icona artistica che don Stefano Savoia commenterà è la promessa compiuta, l’eredità. Il Vangelo di Marco che racconta di quel “tale ricco” e che don Fulvio Bertellini commenterà ci dice che non ci sono automatismi. Tra desiderio e promessa c’è una purificazione da attraversare, passaggi liberatori che vedono sbriciolarsi ideali di perfezione di fronte al “vieni”, “seguimi” di Gesù. La voce di alcuni giovani nel secondo momento della serata dirà (e non solo perché siamo alla vigilia di un Sinodo che li riguarda direttamente) come questo sia possibile anche in un cammino condiviso tra generazioni diverse ma che solo insieme danno forma alla Chiesa. Non da ultimo il vescovo Marco Busca. Attendiamo la sua parola di padre e maestro, di discepolo e fratello. Ci accompagna costantemente e ne gusteremo ancora la guida sapiente e chiara. Con lui invocheremo lo Spirito sulla Chiesa mantovana, sul nuovo Consiglio pastorale diocesano, sui giovani, su tutti coloro che, alla sequela del Signore, desiderano servirlo.
Il secondo appuntamento è nelle unità pastorali. Quello che abbiamo respirato nella prima serata raggiunge le comunità, come un vento che entra nei gruppi, tra i catechisti, le famiglie, nei consigli pastorali, nella liturgia, nella vita personale. Entra e si posa per suscitare cammini ed esperienze di discepolato. Non si tratta di approfondire un argomento, ma di crescere dentro il dono della figliolanza. Una proposta unitaria diocesana c’è e intende incoraggiare la creatività pastorale. È un itinerario scaturito dall’icona artistica e da quella biblica e che conferma il riferimento alla lettera pastorale Generati in Cristo, nostra vita (2017). Nella guida pastorale che tutti possiamo avere tra le mani, troviamo questo itinerario, preceduto da alcune pagine di approfondimento e seguito da informazioni su appuntamenti diocesani e proposte specifiche degli uffici pastorali.
La serata nelle unità pastorali intende provocare la domanda: come la nostra comunità, nelle sue diverse espressioni, recepisce l’invito a camminare da discepoli nella vita nuova in Cristo? È una domanda a cui non si può rispondere nella serata stessa ma è affidata al discernimento di tutti coloro che si sentono interpellati e che dovranno confrontarsi per dare una “buona organizzazione” all’anno pastorale. Per il clero un appuntamento in più, mercoledì 12 settembre: segno di una comunione che vuole continuare e rafforzarsi e di cui siamo grati.
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