Mantova cultura 2017
Apparato Musicale di Amante Franzoni
Alla presenza di mons. Vescovo Marco Busca, nella Basilica di Santa Barbara, la prima esecuzione integrale in tempi moderni della musica composta nel 1613 in onore della Santa
04/12/2016
In festo Sanctae Barbarae, domenica 4 dicembre alle ore 21 nella Basilica di S. Barbara, alla presenza di mons. Vescovo Marco Busca, ha luogo la prima esecuzione integrale in tempi moderni delle musiche composte nel 1613 in onore della Santa dal mantovano Amante Franzoni, stimato Maestro di Cappella della Basilica Palatina del tempo di Monteverdi: Apparato Musicale di Messa, Sinfonie, Canzoni, Mottetti et Litanie della Beata Vergine (1613). Ingresso libero.

Programma:
Per l’Introito:
Missa Sexti Toni a otto voci
Kyrie - ritornello - Christe - ritornello - Kyrie
Gloria
Canzon francese a 4 La Gonzaga
Credo

Per l’Offertorio:
-Laudemus Dominum, quem laudant Angeli atque Arcangeli, jubilantes in unum.
Sit nomen Domini benedictum et superexaltatum in saecula.
Collaudent eum omnes tribus terrae, et honor eius et Gloria vivat in aeternum.
-Laudemus Dominum, quem laudant Angeli atque Arcangeli, jubilantes in unum.
Sinfonia al Sanctus
Sanctus

All’Elevazione:
Aperi oculos tuos, Domine, et vide afflictionem nostram:
circumdederunt nos gentes ad puniendum nos:
-Sed tu, Domine, extende brachium tuum, et libera animas nostras.
Afflige opprimentes nos, et contumeliam facientes in superbiam; et custodi partem tuam.
-Sed tu, Domine, extende brachium tuum, et libera animas nostras.
Sinfonia all’Agnus
Agnus Dei
Canzone a 4 due bassi e due soprani

Mottetti:
Duo seraphim clamabant alter ad alterum:Sanctus Dominus Deus Sabaoth.
Plena est omnis terra gloria ejus.
Tres sunt, qui testimonium dant in coelo:
Pater, Verbum et Spiritus Sanctus: et hi tres unum sunt.
Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Plena est omnis terra gloria ejus.
Cantantibus organis
Cecilia Domino decantabat dicens:
Fiat cor meum immaculatum ut non confundar.
Sancta Maria, concerto a cinque de trombone, tre bassi, un tenore et Soprano che canta
Catharina Virgo regia psallebat Domino et Angeli eius,
cum canticis et citharis in aulam regiam susceperunt eam laudantes Dominum.

Litanie della Beata Vergine
a otto voci

Gli esecutori: Cappella Musicale di Santa Barbara
I coro
Laura Fabris, canto; Andrea Gavagnin, alto; Alberto Allegrezza, tenore; Davide Benetti, basso; Marco Vincenzi, organo Antegnati.

II coro
Yoko Sugai, canto; Luigi Lupo traversa (alto); Enrico Imbalzano, tenore; Andrea Favari, basso; Enrico Gatti, violino; Mauro Morini, trombone; Elena Bianchi, dulciana; Umberto Forni,   organo II e direzione

Umberto Forni, organista a Verona, insieme ai mantovani Licia Mari e Damiano Rossi, è autore di “Gaude Barbara Beata”, un progetto promosso dalla Diocesi di Mantova per la valorizzazione dell’organo Antegnati e del repertorio legato alla chiesa palatina dei Gonzaga. Dal 2006, anno dell’inaugurazione del restauro dell’organo Antegnati, il momento clou della rassegna musicale è il concerto in onore della santa la sera del 4 dicembre, che da alcuni anni è affidato alla Cappella Musicale di Santa Barbara, un ensemble di specialisti che, con la direzione di Umberto Forni, già ha curato diversi progetti. Tra essi, la riproposizione nel 2011 di un programma inedito in tempi moderni (con musiche del maestro di cappella Stefano Nascimbeni e di altri musicisti al servizio della corte gonzaghesca) la cui edizione in CD è stata curata dalla Tactus di Bologna; l’esecuzione di un Vespro solenne in forma di concerto nel 2012, con brani del maestro di cappella Gian Giacomo Gastoldi e mottetti in prima esecuzione di Giovanni Battista Sacchi e Lorenzo Sanci, anch’essi attivi presso i duchi mantovani; un omaggio alla policoralità di Benedetto Pallavicino nel 2013, in una serata ricca di sonorità e colori registrata dal vivo; una proposta interamente dedicata a Francesco Rovigo (primo organista ufficiale della chiesa, molto stimato dal duca Guglielmo) e a musiche di raro ascolto nel 2014, di cui la Tactus ha di nuovo edito un Cd nel 2015; un concerto dedicato a Claudio Monteverdi e al suo maestro Ingegneri lo scorso anno.

Onore a santa Barbara … con quelle musiche che alla grandezza d'un tanto giorno giudicai più convenevole.

Nell'ottobre del 1612, dopo la partenza dalla corte mantovana di Stefano Nascimbeni (quasi in contemporanea con Claudio Monteverdi), Amante Franzoni viene assunto come maestro di Cappella della basilica di S. Barbara. Si tratta di un servita, nato a Mantova nel 1579, entrato come chierico nel convento cittadino di San Barnaba nel 1592, e lì morto nel 1630 a causa della grande peste. Il convento dei Serviti è uno tra i più illustri della città: ha ospitato fra Paolo Sarpi (1552-1623), veneziano, teologo alla corte di Guglielmo Gonzaga e presso il Cardinale Borromeo a Milano; vi è stato sepolto Giulio Romano (le tracce della tomba, purtroppo, si sono perse dopo i lavori effettuati nel complesso durante il Settecento).

Un singolare rapporto tra la corte e i religiosi si verifica nel 1598 in occasione della rappresentazione de Il Pastor fido di Battista Guarini (intermedi con musiche di Giaches de Wert, Gian Giacomo Gastoldi, Claudio Monteverdi) in omaggio alla visita di Margherita d’Austria, quando viene impartito l’ordine di radunare in Santa Barbara i musicisti coinvolti, compresi gli esterni provenienti da San Barnaba. Possiamo quindi supporre che la musica fosse coltivata a buon livello nel convento e Franzoni vi si dedica con successo, diventando membro dell’Accademia Olimpica di Vicenza, componendo musica fin dai primi anni del 1600 e ottenendo l'incarico di maestro di Cappella del Duomo di Forli. Non dimentica però la sua città natale e conserva interesse per ottenervi un incarico prestigioso: nel 1611 cerca infatti di farsi raccomandare dal cardinale Caetani per diventare maestro di Cappella in S. Barbara. Ecco quindi che ottiene il posto nel 1612, ma due mesi dopo muore il duca Francesco che l'ha assunto e Franzoni ritiene di dover dedicare una sua opera a Ferdinando Gonzaga che ha preso il potere. Pubblica così, nel 1613, un'opera dal lungo titolo assai significativo: Apparato Musicale di Messa, Sinfonie, Canzoni, Motetti, & Letanie della Beata Vergine, a otto voci, con la partitura de Bassi et un novo ordine, con che si mostra, come, et con stromenti, et senza si possa nell’Organo rappresentare. Opera Quinta d’Amante Franzoni Servita, Accademico Olimpico, Maestro di Capella nella Chiesa Ducale di Santa Barbara in Mantova.

L'Apparato comprende le parti del proprio e dell’ordinario di una messa, compresi i brani anche strumentali per l’introito, l’epistola, l’offertorio e la conclusione; il repertorio per l’Ufficio: alcuni mottetti a otto voci (Duo Seraphim, Cantantibus organis, Catharina virgo), un concerto a cinque parti (Sancta Maria, per soprano, tre tromboni bassi, un trombone tenore) e Litanie della Beata Vergine a otto voci.

Nella dedica Franzoni dichiara di aver composto le musiche per la festa di santa Barbara: potrebbe non trattarsi della verità assoluta, ma l'opera è comunque rappresentativa di una celebrazione solenne in Santa Barbara nel primo Seicento, anche se alcune scelte di alleggerimento nell'organico e nella scrittura fanno capire che il momento non è tra i più semplici: è necessario infatti che trascorrano diversi mesi prima che l'impulso dato dal duca Ferdinando alle arti e alla cultura riporti in corte una nutrita serie di cantanti e strumentisti di valore. Manca però forse il numero, ma non del tutto la qualità, a partire dall'ottimo organista di S. Barbara Ottavio Bargnani.

L'opera inizia con un introito strumentale a quattro, cui segue la Messa del Sesto Tuono, che si apre con il primo Kyrie a otto voci, un Ritornello in tempo ternario con un andamento scorrevole, il Christe a quattro, il Ritornello e infine la ripetizione del primo Kyrie.

Nell’Avvertimento sono contenute indicazioni di prassi esecutiva, tra cui: «Li Motetti andranno rappresentati nell’Organo con tutte le loro parti & mancandovi stromenti si potrà supplire con le sole voci, & Organo». Interessante è un’altra annotazione relativa alla Canzon francese a quattro La Gonzaga per l’epistola: «Alla partitura della canzone si è anco posto il Basso continuo, per servirsene ad arbitrio dell’Organista». Si fornisce un'indicazione ‘didattica’ molto utile, poiché il basso continuo rappresenta un buon esempio di conduzione della parte organistica, che rispetta il carattere dello strumento e la sua funzione, e invita a tener presente la struttura di tutta la composizione.

Per l’Offertorio viene proposto il mottetto Laudemus Dominum che si articola in parti vocali (tre a otto voci e una a tre) e parti strumentali (due Sinfonie a otto parti, in tempo binario e con andamento grave e pacato).

Per l'Elevazione troviamo il mottetto Aperi oculos tuos, inaspettato per l'occasione di lieta festività: si tratta infatti di un'invocazione di salvezza nel momento del dolore. Graham Dixon ritiene che la scelta di Franzoni sia dettata dai difficili giorni che Mantova sta vivendo: nel 1612, dopo la scomparsa di Vincenzo I a gennaio, il figlio Francesco resta al governo per neppure un anno e la sua morte (avvenuta un mese dopo quella del suo erede ancora bambino) lascia in grande timore per la dinastia Gonzaga. È plausibile che per tutto questo la supplica di aiuto si faccia accorata. I rimanenti brani strumentali per la messa sono a quattro parti: Sinfonia al Sanctus e all’Agnus, Canzone nel fine a due Soprani e Bassi (due strumenti acuti e due gravi).

Nella seconda parte dell'Apparato colpiscono due brani che hanno chiari rimandi con altrettanti omonimi contenuti nel celebre Vespro della Beata Vergine (1610) di Claudio Monteverdi: Duo Seraphim e Sonata sopra Sancta Maria. Come messo in luce da Jeffrey Kurtzman, segnalano la presenza in S. Barbara di una tradizione di testi e l’utilizzo degli strumenti a fiato secondo una prassi consolidata, ma nello stesso tempo mostrano la sostanziale assenza di virtuosismo nella versione di Franzoni, che si può mettere in relazione con l’allontanamento di diversi musicisti dalla corte mantovana avvenuto a partire dall’estate del 1612 (pochi mesi prima che Amante diventasse maestro di cappella). Questa lettura rende forse più coerenti con la situazione del momento gli altri due mottetti (Cantantibus organis e Catharina Virgo), che hanno struttura tradizionale e lineare: i due cori sono equivalenti nella tessitura, spesso il II coro risponde alle proposte del I. Anche le Litanie della Beata Vergine hanno caratteristiche simili e, in alcuni punti, una più netta separazione tra i due cori sottolinea maggiormente l’alternanza nelle invocazioni.

In quest'opera di grande respiro possiamo quindi cogliere un progetto preciso anche nella scelta dei mottetti, della Sonata e delle Litanie. Per affermare i punti saldi della devozione gonzaghesca e invocare la protezione del Cielo sono accostate, accanto alla Madonna, tre sante significative: Barbara (Duo Seraphim, lodando la Trinità, sottolinea la devozione della santa per tale mistero), Cecilia patrona della musica e Caterina, la cui festa gode di particolare attenzione nella liturgia e nella sensibilità dei fedeli.

Licia Mari

2006-2016: dieci anni di musica nella Cappella palatina.

Nel giugno 2006 Sua Ecc.za Mons. Egidio Caporello, allora vescovo di Mantova, dopo circa quindici anni di chiusura, grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e di altre Istituzioni locali, ha potuto restituire alla comunità la basilica palatina di Santa Barbara, al termine di un lungo lavoro di restauro. Il prezioso organo di Graziadio Antegnati (1565), restaurato da Giorgio Carli, è stato inaugurato nel settembre 2006, con una serie di concerti.

Per valorizzare il ricco patrimonio musicale della basilica è stato costituito un comitato scientifico di studiosi e di musicisti, sotto la direzione artistica del m° Ton Koopman, che ha curato l’avvio e il consolidamento del progetto Gaude Barbara beata, promosso dalla Diocesi di Mantova con il contributo di Istituzioni locali e di sponsor, da svolgersi con continuità negli anni, articolato in tre momenti fondamentali: attività concertistica, attività discografica, attività di ricerca musicologica.

Per quanto riguarda l’attività concertistica - che ha goduto nel corso degli anni anche la collaborazione con Leonardo Zunica e Eterotopie–Diabolus in musica, con l’Accademia Nazionale Virgiliana e con il Conservatorio di Mantova - si rimanda al website (www.antegnatisantabarbara.it), ricordando qui solo alcuni momenti della rassegna che si sono consolidati nel tempo:

L’organista suona dì e notte frequentemente: è la cosiddetta Maratona organistica, nel giorno di Ognissanti: per alcune ore giovani organisti e artisti di fama consolidata si susseguono senza soluzione di continuità e il pubblico entra liberamente. Tra gli artisti si ricordano: Sergio Vartolo, Matteo Imbruno, Alessio Corti, Stefano Molardi, Andrea Macinanti, Luca Scandali, Ivana Valotti, Francesco Tasini, Marco Arlotti.

Concerti organistici o di ensemble: memorabili quelli di: Ton Koopman, Gustav Leonhardt, Bruce Dickey e il Concerto Palatino, Liuewe Tamminga, Edoardo Bellotti e Marimo Toyoda, Fabio Bonizzoni, Gloria Banditelli e Gabriele Catalucci, i virtuosi di violino e cornetto Davide Monti e Doron Sherwin, l’ensemble Zefiro, Marco Mencoboni con l’ensemble Cantar lontano, Voci e strumenti del Conservatorio Reale de L'Aja con la direzione di Charles Toet, i Ministriles de Marsias con Javier Artigas Spina.

Appuntamenti con la musica del ‘900 e contemporanea: con importanti brani di Olivier Messiaen, Sofia Gubaidulina, Einojuhani Rautavaara. Il grande concerto del 4 dicembre, festa di S. Barbara:
in questa occasione si è avuta non solo l’esecuzione di pagine note come il Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi, ma anche prime esecuzioni di brani appartenenti al repertorio della basilica, di maestri di Cappella come Stefano Nascimbeni e Benedetto Pallavicino, di strumentisti come l’organista Francesco Rovigo. L’attività di ricerca ed esecuzione di novità ha visto nascere la Cappella Musicale di S. Barbara, un ensemble di specialisti sotto la direzione di Umberto Forni.

Nel 2011 la Diocesi di Mantova ha bandito un concorso di composizione organistica dedicata all’organo Antegnati; la commissione era formata da musicisti di fama internazionale: Michael Radulescu (Presidente – Vienna); Sonia Bo (Milano, primo direttore donna del Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi); Alessio Corti (Milano - Ginevra); Adriano Guarnieri (Bologna; nativo di Sustinente di Mantova); Francesco Tasini (Ferrara). Sono stati assegnati due secondi premi ex-aequo a Maura Capuzzo e Claudio Cristani; un terzo premio a Riccardo Caleffi.

Per quanto riguarda l’attività discografica, da un lato sono più di quindici i Cd che si sono registrati in S. Barbara (e altri sono in preparazione), tra cui si segnalano: 
Claudio Merulo, Toccate d'intavolatura d'organo, Edizione Integrale, Francesco Tasini, Tactus;
Claudio Monteverdi, Missa In illo tempore, Mottetti, Ensemble Odhecaton, dir. Paolo Da Col, Ricercar (Diapason d’or 2012, Choc de Classica, Grand Prix de l’Academie du disque lyrique);
Il Ballo di Mantova - Organ music in S. Barbara, Mantua, Liuwe Tamminga, Accent (5 stelle Amadeus e Diapason);
Claudio Monteverdi, Vespro della Beata Vergine, Ensemble Cantar Lontano, dir. Marco Mencoboni, E lucevan le stelle Record;
La bella minuta, Florid Songs for Cornetto around 1600, Bruce Dickey, L. Tamminga et al.¸Passacaille 979;
Inni Ambrosiani e Terra Tremuit, Schola Gregoriana Concentus Monodicus, Organisti: Edoardo Bellotti e Marimo Toyoda, La Bottega Discantica;
dall’altro si valorizzano le prime esecuzioni moderne del patrimonio musicale della basilica, per le quali sono stati realizzati:
due Cd editi dalla Tactus di Bologna con rispettivamente: una messa di Stefano Nascimbeni e alcuni mottetti di musicisti al servizio del duca Gonzaga; messa mottetti e canzoni strumentali di Francesco Rovigo.

Per quanto riguarda l’attività di ricerca musicologica, si segnala la creazione di una collana, promossa sempre dalla Diocesi di Mantova ed edita dalla LIM (Libreria Musicale Italiana) – Lucca, che porta lo stesso titolo del progetto: Gaude Barbara beata. A sua volta tale collana si distingue in una serie dedicata alle musiche della basilica e una serie dedicata a studi e ricerche. Della prima serie sono uscite le edizioni moderne delle Messe a otto voci (1612) di Stefano Nascimbeni (2009) e la raccolta di Mottetti a una, due, tre e quattro voci a cura di Federico Malgarini (1618), musicista al servizio del Gonzaga. Della seconda serie è in corso di stampa in volume di saggi storico-artistici dal titolo Una chiesa per il principe. La basilica palatina di S. Barbara in Mantova.

Accanto alla ricerca è doveroso sottolineare che la basilica è luogo di visita e di studio di organisti, cantanti, strumentisti provenienti da varie istituzioni accademiche italiane e straniere. Tra queste ultime si segnalano le Università Statunitensi di Samford e di Yale, le Accademie di Musica e Teatro di Göteborg, di Berlino, di Basilea.



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