Mantova cultura 2017
Artiste al lavoro, il lavoro delle donne
A Palazzo della Ragione inaugura la mostra dedicata ai capolavori delle raccolte d’arte della Cgil
04/11/2016
Viene inaugurata sabato 5 novembre a Palazzo della Ragione la mostra dal titolo “Artiste al lavoro. Il lavoro delle donne. Capolavori dalle raccolte d’arte della Cgil”, che rimarrà aperta fino al 10 gennaio 2017 con ingresso gratuito. Sono circa ottanta le opere presentate, tra dipinti, sculture e incisioni, realizzate da venti artiste e da una trentina di artisti. Al taglio del nastro, alle ore 11, sono presenti il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e il sindaco Mattia Palazzi.

L’esposizione, curata da Flavia Matitti, indaga per la prima volta, all’interno delle vaste raccolte d’arte della Cgil, l’iconografia del lavoro femminile e il “mestiere” della maternità, si sofferma sulla raffigurazione dagli inizi del Novecento fino a oggi, ed è arricchita da foto e filmati d’epoca.

Il percorso espositivo è articolato in cinque sezioni tematiche che accolgono, accanto ad artisti famosi, figure minori note solo localmente o talvolta dimenticate, comunque in grado di evocare le condizioni, le situazioni e i luoghi del lavoro femminile.

La prima sezione, intitolata “Il lavoro delle donne” invita a riflettere sulle tradizionali attività svolte dalle donne, a partire da due mestieri oggi scomparsi (almeno in Italia): la lavandaia, ritratta dal pittore fiorentino Baccio Maria Bacci in “Sera sull’Arno” (1934) e “Le infilzatrici di tabacco” (1936), del pittore pugliese Gennaro Fantastico. Il lavoro agricolo, documentato anche attraverso un focus sulle mondine, è introdotto dal quadro simbolico “Grano” (1919) di Emma Bonazzi, pittrice e grafica pubblicitaria bolognese di grande talento, che nel 1925 diventò consulente artistica della ditta Perugina, allora guidata dall’innovatrice imprenditrice Luisa Spagnoli. Il trittico “Madre” (1924), capolavoro di Cagnaccio di San Pietro, è dedicato al “mestiere” della maternità, a ricordare come il compito di madre sia stato quello che, per secoli, ha monopolizzato l’attenzione degli artisti.

La seconda trance, “Il coraggio, la passione, la lotta e la repressione”, è dedicata agli episodi e ai protagonisti delle battaglie sindacali per i diritti dei lavoratori, combattute a partire dal secondo dopoguerra nelle zone rurali e nelle città. Tra le opere che raccontano fatti di brutale repressione, spiccano il dipinto del pittore Gabriele Mucchi, torinese di nascita ma milanese di adozione, dedicato a “La morte” di Maria Margotti (1949), “La strage” di Portella della Ginestra (1951) del siciliano Pippo Consoli e “La carica” (1952) del ferrarese Ervardo Fioravanti.

La terza tappa ha per titolo ”Fratelli d’Italia”, da un pastello di Piero Guccione realizzato per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (2011): una sorta di intermezzo che invita a riflettere sulla storia del nostro Paese, sul ruolo della donna e sul tema dell’accoglienza.

La quarta parte, “La fabbrica”, affronta il tema del luogo della produzione industriale e, attraverso opere recenti, realizzate dalla fine degli anni Novanta a oggi, descrive un clima completamente mutato rispetto al periodo delle grandi battaglie operaie. Un nuovo, angoscioso scenario si delinea in Italia alla fine del Novecento, descritto magistralmente da Ermanno Rea nel suo libro ”La dismissione”.

Il quinto segmento, “L’arte delle donne”, riunisce esclusivamente lavori realizzati da artiste. Un nucleo è composto dalle opere, per lo più degli anni Sessanta, di cinque pittrici spagnole, entrate a far parte delle raccolte della Cgil in seguito all’esposizione “Amnistia que trata de Spagna”, allestita nel 1972 a Milano. Sono rappresentati i lavori delle artiste italiane, appartenenti a diverse generazioni, entrate negli anni a far parte delle raccolte della Cgil. Un focus speciale è riservato alla grafica d’arte di grande qualità, realizzata da tre incisori di fama internazionale.

Conclude il percorso un disegno di Emanuele Luzzati raffigurante Papagena (2003), personaggio de “Il flauto magico” di Mozart, che Luzzati ha dedicato alle “donne della Cgil”.

Questi gli artisti in mostra: Sonia Alvarez, Anonimo, Ugo Attardi, Amalia Avia, Baccio Maria Bacci, Giovanna Baruffaldi, Gabriella Benedini, Gianna Bentivenga, Maria Pina Bentivenga, Marina Bindella, Esther Boix Pons, Emma Bonazzi, Aldo Borgonzoni, Ettore Bozzoli, Valeria Cademartori, Cagnaccio di San Pietro, Ennio Calabria, Giulio Capezzuoli, Gea Casolaro, Vittoria Chierici, Pippo Consoli, Claudio Diaz, Stefania Fabrizi, Gennaro Fantastico, Ervardo Fioravanti, Sineo Gemignani, Alberto Gianquinto, Giovanni Governato, Jonathan Guaitamacchi, Piero Guccione, Luigi Guerricchio, Jaber (Jabor Alwan Salman), Carlo Levi, Emanuele Luzzati, Giacomo Manzù, Piero Martina, Titina Maselli, Maddalena Mauri, Giuseppe Migneco, Saro Mirabella, Gabriele Mucchi, Nemesio Orsatti, Carmen Planes, Giacomo Porzano, Carlo Rambaldi, Amélia Riera Toyos, Albano Seguri, Beatrice Setti, Mario Sironi, Liana Sotgiu, Alberto Sughi, Emilia Xargay Pages e Tono Zancanaro.

Le opere provengono da: Cgil nazionale, Flai nazionale e Camere del Lavoro di Bologna, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Mantova, Milano, Modena, Parma, Reggio Emilia, Rovigo, Venezia. Le fotografie e i filmati provengono da: Ediesse; Aamod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico), Roma; Archivio del Lavoro, Milano.

Nella ricorrenza del 70° anniversario del voto alle donne (2 giugno 1946), come icona della mostra è stata scelta Anna Kuliscioff (da un dipinto del 1985 di Aldo Borgonzoni) “la dottora dei poveri” che ai primi del Novecento condusse una battaglia per l’estensione del voto alle donne italiane. Mantova Capitale della Cultura italiana 2016 si arricchisce così di un nuovo evento promosso da Cgil nazionale, Cgil Lombardia, Camera del Lavoro di Mantova, con il patrocinio del Comune di Mantova.

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