Visto con i nostri occhi
Aziende in crisi, serve investire
L’economia ha risentito del lockdown: produzione calata del 9,3%. Tanti settori in difficoltà, le imprese fanno fatica. Parla Edgardo Bianchi, presidente di Confindustria: «I contributi dell’Europa vanno usati con prudenza»
23/06/2020
Produzione industriale del primo trimestre 2020 in calo del 9,3% su base annua. Difficoltà pesanti che riguardano tutti i settori economici e incidono, in particolare, sull’artigianato (–13,5%). Diminuzione degli ordini interni e del fatturato con scarsa liquidità dovuta ai mancati guadagni. È uno scenario fortemente negativo quello fotografato dalla Camera di commercio della nostra provincia. «Siamo di fronte a una situazione generale difficile e Mantova non fa eccezione – afferma Edgardo Bianchi, presidente locale di Confindustria –. Tutti i settori economici hanno avuto conseguenze negative. Anche quelli non interessati dal lockdown, come l’alimentare, hanno dovuto sostenere spese onerose per adeguarsi alle normative sanitarie e ciò ha inciso sui ricavi».
Uno dei settori più colpiti è l’abbigliamento: «L’emergenza si è verificata proprio nel passaggio tra inverno e primavera – fa notare Bianchi –. I capi sono rimasti invenduti. In pratica, è stata persa una stagione di vendita». Grandi difficoltà anche per l’automotive: «Tante aziende lavorano con la Germania – spiega il presidente di Confindustria – ma, a causa del lockdown, le imprese tedesche hanno cercato altrove la merce che prima acquistavano in Italia. Si sono rivolte ad altri fornitori e questo crea ulteriore concorrenza».
Il problema più diffuso riguarda la liquidità: le aziende più strutturate hanno potuto farvi fronte grazie alle proprie risorse, ma altre stanno vivendo difficoltà dovute al periodo di chiusura forzata. «Il decreto che doveva garantire liquidità ha portato meno effetti di quelli sperati – sottolinea Bianchi –. Il coinvolgimento delle banche per elargire i finanziamenti garantiti dallo Stato ha rallentato i tempi, perché gli istituti hanno dovuto elaborare un numero molto maggiore di pratiche. Certe aziende faticano comunque ad accedere al credito». Il presidente di Confindustria, inoltre, ritiene che la chiusura abbia avuto una durata eccessiva: «Credo sia stato un errore prolungare il lockdown così a lungo. Un conto è fermare un’attività per due settimane, un altro per due mesi. Vuol dire fermare tutte le attività economiche e questo ci mette in difficoltà rispetto ad altri Paesi. Bisognava intervenire con più coraggio, meno guidati dalla paura del momento, che pure era comprensibile».
Gli effetti concreti emergeranno solo nei prossimi mesi, ma alcuni esperti parlano di una crisi peggiore di quella del 2009, che per il Mantovano fu molto pesante. «Sono fenomeni molto diversi – continua Bianchi – ma temo che la crisi del 2009 non abbia insegnato nulla sul fatto che le decisioni vanno prese in fretta. I decreti del governo sono stati tardivi e gli effetti si vedranno a lungo termine, con tempi molto più lunghi rispetto ad altri Paesi». Durante il lockdown molte aziende mantovane hanno modificato in parte la propria produzione, per sfruttare nuove opportunità. Anche da una crisi, insomma, è possibile cogliere qualche insegnamento. «La cosa più importante è la rapidità, le decisioni vanno prese alla svelta. Il tempo è sempre più determinante. In Italia molte imprese sono piccole o medie, gestite spesso a livello familiare, e questo è un bene perché rende più veloci i processi decisionali. La crisi inoltre ha innescato cambiamenti di cui si parlava da anni, come lo smartworking o le videoconferenze. Questi aspetti cambieranno l’organizzazione del lavoro».
Ora serve sostenere le aziende e il Recovery Fund dell’Unione europea, che riconosce all’Italia 172,7 miliardi di euro, offre una grande occasione. «Dobbiamo guardare al medio–lungo periodo, servono profondi investimenti – afferma il presidente di Confindustria –. I fondi europei non vanno usati per spesa corrente ma per costruire il nostro futuro. Le imprese devono investire e lo Stato deve metterle nelle condizioni di lavorare bene. Bisogna spendere questi fondi in modo efficiente». Una caratteristica fondamentale per un’azienda è la resilienza, cioè la capacità di reagire alle difficoltà. Visto lo scenario attuale, da dove può arrivare qualche segnale di fiducia? «Dalla capacità tutta italiana di cogliere le opportunità – conclude Bianchi –. Siamo bravi a trovare soluzioni innovative, abbiamo il grande talento di produrre con qualità e flessibilità. Sono convinto che riusciremo a riprenderci, ma serve un sistema che supporti le aziende».
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