Visto con i nostri occhi
Battesimo, «linee» per le parrocchie
È stato pubblicato un documento che offre indicazioni sulla preparazione
10/02/2020
«Con il presente decreto promulgo il documento Linee orientative per una pastorale battesimale al fine di orientare, incoraggiare e accompagnare le singole comunità cristiane nell’ambito della pastorale battesimale». Con queste parole, il vescovo Marco Busca ha consegnato alla diocesi il frutto del lavoro di una commissione guidata dall’Ufficio catechistico sulla pastorale battesimale. Il percorso ha preso avvio dalla lettera pastorale del vescovo Generati in Cristo, nostra vita, che suggeriva di ripartire dal Battesimo come sorgente della nostra vita di fede. Da lì quindi si è partiti con il mandato, affidato all’Ufficio catechistico dal Consiglio presbiterale, di tracciare delle linee diocesane comuni, che permettessero di camminare insieme come Chiesa mantovana nel momento fondamentale della vita cristiana che è il Battesimo.
Le Linee orientative che vengono consegnate alle comunità parrocchiali non intendono essere un insieme di norme che regolano rigidamente la prassi battesimale, ma offrire dei suggerimenti su come occuparsi con convinzione di un ambito non sufficientemente praticato: quello del periodo pre e post-battesimale. Questo richiede una chiara scelta pastorale: investire tempo, persone, energie in un periodo piuttosto lungo (sei-sette anni), molto importante e delicato e che tuttavia non è quasi mai intercettato dalla nostra attenzione e azione pastorale.
Le priorità che intendono sottolineare queste Linee orientative non riguardano tanto il cosa fare ma il come essere sempre più comunità capaci di accogliere, generare e rigenerare i propri figli. Riportiamo in sintesi alcune delle indicazioni che si trovano nel sussidio (disponibile presso il Centro pastorale). Il primo passaggio consiste nell’individuare persone, coppie di sposi ma non solo, che si rendano disponibili per formare un’équipe che avrà il compito, insieme al sacerdote, di accompagnare i genitori e i loro bambini dalla richiesta del Battesimo fino ai 6-7 anni di età. Nella fase di formazione, per la quale i membri dell’Ufficio catechistico si rendono disponibili, sarà fondamentale, oltre ad approfondire alcuni contenuti, dedicare molta attenzione agli atteggiamenti da coltivare come l’apertura di mente e cuore, la libertà da pregiudizi, la capacità di ascolto e l’accoglienza.
L’équipe battesimale dovrebbe farsi promotrice di alcune iniziative di attenzione e di preghiera anche nei tempi dell’attesa e della nascita di un figlio. Gli incontri in preparazione al sacramento possono essere variabili a seconda della realtà parrocchiale e della disponibilità dei genitori che si incontrano. Le Linee suggeriscono di proporre due incontri nella casa della coppia che chiede il Battesimo per il figlio e un incontro negli ambienti parrocchiali insieme alle altre coppie.
Vengono date anche alcune indicazioni liturgiche in merito alla celebrazione del sacramento. Il tempo che dovrebbe essere maggiormente valorizzato, dando spazio a fantasia e creatività, è quello del post-Battesimo o dell’educazione alla fede. Si invita a richiamare le famiglie che hanno già battezzato i loro figli per tre-quattro incontri durante l’anno. Questi incontri saranno caratterizzati da momenti celebrativi e di condivisione adeguati a delle coppie con bimbi piccoli. Sarà compito dei membri dell’équipe mantenere i contatti e invitare di volta in volta le famiglie. In questo modo si desidera manifestare la vicinanza e mostrare il volto materno della Chiesa che non solo genera i suoi figli ma anche li educa e li accompagna. Sul sito Internet della diocesi verrà messo a disposizione del materiale scaricabile con degli schemi per gli incontri.
Come già detto, gli spunti contenuti nelle Linee orientative potranno essere accolti, sviluppati e adattati in maniera creativa in base alle risorse disponibili nelle parrocchie o unità pastorali. L’intento è anzitutto quello sinodale, ossia quello di poter camminare insieme avendo qualche indicazione condivisa. Per evidenziare ancora di più questo stile desideriamo che il metodo di lavoro dell’Ufficio catechistico non sia soltanto unidirezionale ma assomigli sempre di più a un centro di ascolto, di raccolta e di condivisione-ridistribuzione di tante belle iniziative che già da tempo, nel silenzio e talvolta un po’ solitariamente, vengono portate avanti da sacerdoti, religiosi e laici nelle parrocchie. Invitiamo quindi a diffondere e far conoscere i passi che si stanno facendo, in modo che si possa camminare insieme.
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