Visto con i nostri occhi
Bene comune, obiettivo da raggiungere con la politica
Incontro in Seminario con il presidente nazionale dell’Azione cattolica, Matteo Truffelli, che ha presentato il suo libro «La P maiuscola», di grande attualità
19/03/2019
«Tutti i cristiani devono prendere coscienza della propria speciale vocazione nella comunità politica; essi devono essere d'esempio, sviluppando in se stessi il senso della responsabilità e la dedizione al bene comune, così da mostrare con i fatti come possano armonizzarsi l'autorità e la libertà, l'iniziativa personale e la solidarietà di tutto il corpo sociale». Così si esprimeva il Concilio Vaticano II nella Gaudium et Spes, invitando la comunità cristiana a prendere coscienza delle proprie responsabilità politiche. Ed è questo uno degli spunti da cui è nata la visita di Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, presso la diocesi di Mantova, avvenuta la sera dì lunedì 11 marzo scorso.
La serata, intitolata “La P maiuscola: fare Politica sotto le parti”, è stata preceduta da un incontro tra Truffelli e i membri della presidenza diocesana di Azione Cattolica Mantova, in cui sono stati trattati temi importanti per i diversi settori dell’associazione: dalla solitudine vissuta dagli anziani e il loro bisogno di un dialogo intergenerazionale, all’esigenza di sinodalità ecclesiale propria dei più giovani, dalla necessità riscontrata dagli adulti di un accompagnamento tra laici nelle diverse fasi della vita, fino al bisogno di ripensare a esperienze formative anche per i “piccolissimi” dell’Acr. Il tutto in un bel confronto, diretto e conviviale, al quale ha preso parte anche il vescovo di Mantova, monsignor Marco Busca.
«Partire dal basso» è stato l’invito del presidente nazionale alla delegazione mantovana, «anche con poche e piccole iniziative, intraprese da laici animati da un forte senso di responsabilità e solidarietà: questo è fare politica, sotto le parti». E da questo primo spunto è iniziata poi la serata aperta a tutti che ha registrato un’aula magna del seminario quasi totalmente piena. Truffelli è intervenuto rispondendo alle domande dall’assistente unitario diocesano di Azione Cattolica e direttore de “La Cittadella”, don Giovanni Telò, che attraverso un’intervista ha ripreso le tematiche presentate dallo stesso nel libro che ha dato il titolo all’incontro.
«Il nostro è un paese con grandi risorse, ci sono ancora tanti legami di vicinanza e solidarietà. È un paese che sa stare accanto alle persone più che al fenomeno» ha detto Truffelli dando una propria visione d’insieme sull’Italia di oggi. «Ma siamo anche un paese fortemente diviso: tra nord e sud, tra ricchi e poveri, tra italiani e immigrati, tra anziani e giovani. La politica stessa accentua e strumentalizza queste divisioni. Siamo anche un paese molto arrabbiato e deluso, che tende a guardare più al passato che al futuro». Luci e ombre caratterizzano il quadro descritto, da cui il ruolo fondamentale del laicato e dell’associazionismo, chiamati a «ricucire i legami», come ricordato anche dal cardinale Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Un ricucire volto a creare un tessuto sociale forte che sappia «pensare insieme una nuova realtà» per la costruzione di un bene che sia davvero comune. Perché «il bene comune si crea e si forma insieme», pensiero che dovrebbe farci riflettere anche in vista delle imminenti elezioni europee.
Il presidente di AC ha invitato inoltre a creare spazi di formazione al pensiero critico, per evitare le semplificazioni, per «non dare risposte semplici a quesiti complessi». Da qui il ruolo della “Politica sotto le parti”: una politica che si fa lontano dal clamore, nella vita quotidiana, nel vissuto professionale. Una politica che forma la coscienza di persone capaci di compiere scelte e farsi carico della responsabilità che da queste deriva, ossia «essere un buon insegnante, un buon medico, un buon avvocato… anche questo è fare buona politica». Forte è anche il richiamo alla responsabilità del laicato che deve farsi interlocutore autorevole nello scenario politico e sociale e assumere nuovamente quel ruolo attivo che è stato perso nel recente passato. La chiave di volta è sempre quella del dialogo, unico modo vincente di porsi e di affrontare i problemi, costruendo alleanze e facendo grandi progetti per il futuro.
Non sono mancati i richiami ai discorsi di Papa Francesco, su tutti la provocazione fatta nell’aprile 2017 in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’AC che ha ispirato il titolo “La P maiuscola”. La provocazione era inserita in un concetto più ampio che alla fine può riassumere il senso di tutto quanto, ossia che «in Italia abbiamo bisogno di buoni cittadini che mettano a frutto il proprio impegno caritativo, politico, educativo e culturale per il bene di tutti».
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