Visto con i nostri occhi
Borgo Virgilio, la fusione fa scuola
Nel 2014 Borgoforte e Virgilio si sono uniti in un solo Comune. Il progetto, che è divenuto realtà con l’approvazione dei cittadini, ha garantito vantaggi concreti: servizi migliori, opere pubbliche e meno tasse
12/11/2018
Insieme è meglio: in tempi di spending review e mancanza di risorse, unire le forze appare spesso la sola strada possibile, specie quando si parla di amministrazioni pubbliche. Negli ultimi anni diversi Comuni della provincia di Mantova hanno scelto di fondersi tra loro, dando vita a nuove realtà. È successo tra Borgoforte e Virgilio, da cui è nato Borgo Virgilio nel febbraio 2014; tra Sermide e Felonica, insieme dal febbraio 2017; tra Pieve di Coriano, Revere e Villa Poma, che il 1º gennaio 2018 hanno dato origine a Borgo Mantovano. L’ultimo in ordine di tempo è il Comune di San Giorgio-Gazzo Bigarello, che verrà istituito formalmente il 1º gennaio dell’anno prossimo. Anche altri territori ci hanno provato, ma il percorso poi si è fermato. Il fatto che diversi Comuni prendano in considerazione questo processo è uno spunto interessante per capire meglio come avviene e cosa comporta. La nascita di Borgo Virgilio è un caso emblematico che ha fatto scuola. È stata la prima fusione avvenuta nella provincia di Mantova ed è, a oggi, quella che riguarda il bacino di cittadini più ampio di tutta la Lombardia. Se di solito il processo coinvolge realtà piccole con appena qualche centinaio di abitanti, in questo caso la nuova istituzione ne conta quasi 15mila, su una superficie di circa 70 chilometri quadrati. Gli artefici di questa scelta istituzionale che ha offerto nuove opportunità a entrambi i territori sono Alessandro Beduschi, ex sindaco di Virgilio e attuale primo cittadino di Borgo Virgilio, e Giancarlo Froni, in passato sindaco di Borgoforte e oggi vicesindaco. Insieme a loro, assessori e consiglieri di entrambe le amministrazioni che hanno collaborato passo dopo passo per raggiungere questo obiettivo. Alcuni di loro si sono poi ritrovati dalla stessa parte, dopo le elezioni della primavera 2014 in seguito alle quali è nato il primo consiglio comunale, e si impegnano per l’amministrazione del territorio. «La nascita di una nuova istituzione è stata una scelta quasi obbligata – afferma Beduschi –. I forti tagli agli enti locali, decisi negli anni dai governi, avevano impoverito fortemente le risorse disponibili per i due Comuni, con il rischio di non poter più garantire in futuro i servizi più basilari per i cittadini». Grazie alla fusione, invece, è stato possibile accedere a nuovi fondi statali e, soprattutto, razionalizzare i costi di gestione. «La nascita di Borgo Virgilio ha portato a ridurre i costi di gestione del 18% - spiega l’assessore al bilancio Francesco Aporti – con un risparmio annuo attorno ai 600mila euro. Di questi, circa 250mila derivano dalle spese istituzionali per gli organi previsti dalla legge, come ad esempio il consiglio, la giunta, il segretario, il revisore dei conti. Inoltre, grazie alle economie di scala abbiamo potuto risparmiare sulla gestione ordinaria degli edifici e dei fornitori. Tutto ciò ci ha permesso di abolire alcune tasse comunali, riducendo del 16% il carico fiscale sui cittadini. Infine, nell’arco di quattro anni e mezzo, è stato dimezzato l’indebitamento che i due Comuni avevano prima della fusione». I numeri, seppur importanti, non bastano a dare la dimensione dei benefici ottenuti: sul piano concreto, a fare la differenza sono i servizi ai cittadini, alcuni dei quali erano a rischio e invece sono stati confermati, e le opere pubbliche, finalmente realizzate dopo anni di attesa e rinvii per la mancanza di risorse. «Uno dei primi progetti in cui abbiamo investito – racconta il sindaco di Borgo Virgilio – è stata la riqualificazione di via Alighieri a Boccadiganda, costata 300mila euro. Gli abitanti la aspettavano da tempo ma era difficile trovare i fondi necessari, anche perché si tratta di una piccola frazione. Altra opera pubblica importante è il Palasport di Borgoforte: abbiamo investito 600mila euro per garantire continuità alle attività sociali e sportive del territorio, segno di una forte attenzione a tutte le nostre comunità». «Durante i primi due anni del mio mandato – aggiunge Froni, attuale vicesindaco ed ex primo cittadino di Borgoforte – avevamo investito sul territorio 200mila euro. Dopo la fusione le risorse sono arrivate a due milioni». L’istituzione del Comune di Borgo Virgilio è stata anticipata da un’unione, con la quale le due amministrazioni mettevano insieme le forze per gestire alcuni servizi. Alla lunga, però, questa modalità comportava più oneri che benefici, con l’aumento di burocrazia e la dilatazione dei tempi che rendevano difficile la gestione. Così l’idea della fusione ha preso forma e sostanza: prima con gli incontri nelle frazioni per illustrare il progetto, poi con un referendum popolare consultivo, svolto il 1º dicembre 2013. Gli abitanti si sono espressi a favore e la Regione ha in seguito ratificato la nascita della nuova realtà. «Fin dall’inizio abbiamo parlato alle persone con grande franchezza – continua Froni – spiegando i benefici e mettendo in chiaro che il Municipio di Borgoforte, il Comune più piccolo, sarebbe rimasto aperto. Alcuni all’inizio erano preoccupati, temevano di perdere qualcosa. La realtà è che non abbiamo eliminato niente, anzi mantenuto i servizi e investito in opere pubbliche». Altri territori hanno cercato di replicare l’esperienza di Borgo Virgilio, con risultati altalenanti. Il contesto attuale spinge le amministrazioni a collaborare nell’immediato, ma in ottica futura la sensazione è che molti, per interesse personale o paura, cerchino di salvaguardare il proprio orto. «In una fusione non basta considerare i benefici economici – osserva Beduschi – ma occorre tener conto degli aspetti storici, culturali e sociali dei paesi. L’acqua e l’olio non staranno mai insieme, perciò bisogna favorire la sinergia, affinché ci sia omogeneità tra i territori».
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova