Visto con i nostri occhi
Campi Bonelli, l'oratorio ritrovato
Restaurata la bella chiesa romanica, che contiene un ciclo di affreschi del XV secolo dedicato a Maria
23/04/2018
«Canbunèi» chiama questo luogo, in dialetto, la gente; Campi Bonelli nella traduzione in italiano. Siamo nel territorio del comune di Mariana Mantovana, in una zona suggestiva per quanto riguarda l’ambiente e la natura. Secondo un’interpretazione, Campi Bonelli significherebbe “piccoli appezzamenti presso una curva”: la curva sarebbe quella che qui compie il fosso Tartarello.
Nelle vicinanze corre la via Postumia, l’antica strada consolare romana: congiungeva Aquileia a Genova.
Campi Bonelli è noto per un bell’oratorio, in stile romanico, affrescato all’interno, che di recente è stato restaurato. Nel pomeriggio di domenica 15 aprile, la chiesa è stata riaperta al culto, con una messa celebrata dal vescovo Marco Busca, alla presenza del parroco don Rino Vagliani e del diacono Ivan Arienti. Molti i fedeli intervenuti, anche dai paesi vicini, a conferma del fatto che la gente, da sempre, è particolarmente affezionata a questo oratorio, dedicato all’Annunciazione.
La prima citazione documentaria si ha nel 967: «Una cappella costruita in onore di Santa Maria si trova in luogo e fondo Tartaro, con viti e prati». Afferma lo storico dell’arte monsignor Roberto Brunelli, con riferimento alla chiesa attuale: «Le sue forme la dicono del XII secolo; la impreziosiscono le cornici in cotto, eccezionalmente il protiro e un bel campanile, a monofore e bifore. L’interno ad aula presenta, nella parte absidale, un notevole ciclo di affreschi» (Arte, fede, storia. Le chiese di Mantova e provincia, Tre Lune edizioni, Mantova 2004, pagine 125-126).
Gli affreschi risalgono al XV secolo e si riferiscono alla Vergine Maria, circondata da santi e sante: nell’abside semicircolare, in alto, l’Annunciazione dell’angelo a Maria e, al centro, l’Incoronazione della Vergine. Nel tamburo dell’abside, un affresco rappresenta la Madonna in trono con il Bambino, “dei Cambonelli”, proprio come viene ricordata negli atti della visita pastorale del vescovo di Brescia, Domenico Bollani, nel Cinquecento.
Il vescovo cita la chiesa campestre detta «Annunciationis Beatae Mariae de Cambonelli». Anche qui il terremoto del maggio 2012 ha causato alcuni danni; il resto lo ha provocato l’umidità, rovinando in particolare gli affreschi. Perciò si rendeva necessario un restauro, concordato tra la parrocchia, la Soprintendenza e l’Ufficio tecnico della Curia vescovile di Mantova. I fondi necessari per i lavori sono arrivati grazie al lascito testamentario di Maria Chittò, una signora originaria di Mariana, trasferitasi a Milano dopo il matrimonio, molto affezionata al proprio paese.
Maria è morta il 3 novembre 2013, all’età di 98 anni, destinando alla parrocchia la somma di 103.000 euro, con i quali si è potuto procedere ai restauri dell’oratorio di Campi Bonelli. I lavori sono stati eseguiti da una ditta di Verona, i cui titolari sono Silvia Forante e Pierangelo Pievani. I restauri precedenti risalgono a cinquant’anni fa, quando Servilio Leali, un capomastro molto competente, aveva riportato alla luce alcuni significativi elementi architettonici della chiesa.
Come si ricordava, all’inaugurazione è intervenuto, domenica 15 aprile, il vescovo Busca. La sua omelia è stata incentrata sulla necessità, da parte dell’uomo, di vivere «a tre dimensioni»: il corpo, la psiche (intelligenza, memoria, affetti) e lo Spirito Santo, perché «una vita solo biologica si esaurisce ed è destinata a morire», mentre la vita piena è quella ravvivata dallo Spirito. Monsignor Busca ha concluso affermando che «il bene entra nel mondo attraverso il volto dei cristiani, che dev’essere pieno della luce di Dio». Prima della messa, gli studenti del liceo “Giovanni Falcone” di Asola avevano proposto un repertorio di canti. Alla fine, la festa ha avuto un bel momento di fraternità con un rinfresco e l’estrazione dei premi della lotteria. Si è fermato anche il vescovo, in segno di amicizia e condivisione.
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