Visto con i nostri occhi
Capitol, un «sogno» lungo vent'anni
Il cinema ha festeggiato l’importante evento, occasione per rivivere i momenti che portarono alla riapertura. Ora è una realtà solida, punto di riferimento per tutto il territorio circostante
29/10/2018
Che il cinema Capitol di Sermide sia una conquista di comunità lo si avverte senza fatica. Quando il 20 ottobre sono stati aperti i festeggiamenti per il ventennale, l’atmosfera che si respirava era quella di un ritrovo di amici accomunati dall’aver contribuito a realizzare un “sogno”. È questa infatti la parola pronunciata più volte dagli ospiti della giornalista Antonella Vicenzi, abile e brillante conduttrice dell’evento di apertura.
Pur nella ben nota ritrosia agli applausi e all’essere al centro dell’attenzione, il primo a essere invitato a sedere sulle poltrone allestite davanti allo schermo è stato don Libero Zilia. Per la diocesi si tratta “soltanto” del vicario generale, mentre per Sermide è stato un parroco apprezzato, l’uomo attorno al quale un’intera comunità si è legata per realizzare insieme il sogno di una multisala moderna al servizio dell’intero territorio. «Mettendomi sulla scia dei miei predecessori, in special modo don Sergio Ferrari – ha esordito don Zilia – ho trovato una comunità preparata e disponibile, grazie alla quale siamo riusciti a realizzare un’opera coraggiosa e impegnativa sotto tutti i punti di vista. Appena giunto a Sermide, il mio predecessore, sapendo del mio arrivo, passò a me la decisione sul futuro del vecchio cinema parrocchiale. Così coinvolsi la comunità e la scelta fu quella di ricominciare con un progetto nuovo e al passo con i tempi. Non nascondo le difficoltà, anche personali, che in qualche occasione mi fecero pensare che quanto stavamo facendo era qualcosa di troppo grande per noi. Il resto è storia. E se oggi siamo qui è perché il Capitol è una conquista di un’intera comunità, non certamente di un singolo».
Mentre don Zilia insisteva sul tema della comunità, accanto a lui iniziavano a sedere alcuni tra i principali protagonisti del Capitol, tra cui Francesco Marozzi, l’amico e compagno di avventura che ancora oggi coordina il gruppo dei volontari formato da una sessantina di persone. Marozzi li chiama i suoi «volontari professionisti», che ringrazia ripetutamente. «Se abbiamo realizzato qualcosa – ha affermato – è merito dei tanti che ci hanno sostenuto e accompagnato con competenza professionale, fiducia, gratuità. Tanti sono stati infatti anche i professionisti che ci hanno affiancato in questa avventura, mettendo a disposizione tutte le loro competenze perché il Capitol prendesse vita. Ci fu un momento in cui ci veniva chiesta una grossa disponibilità economica che non avevamo assolutamente. Don Libero lo disse pubblicamente e accadde un miracolo: la somma venne raccolta nel giro di pochi giorni grazie alla generosità dei sermidesi».
Dopo Marozzi sono arrivati a turno anche Matteo Pacchioni, responsabile tecnico e della programmazione, Tito Bonini che cura i rapporti con il mondo delle scuole e delle associazioni, e Maria Rossi responsabile del “Capitol magazine”. Pacchioni ha colto l’occasione per presentare gli obiettivi futuri per migliorare ancora la dimensione tecnologica e di comfort del pubblico. «Sono progetti – ha affermato – per i quali ci stiamo impegnando molto, al fine di restare sempre al passo con i tempi e di premiare così, anche in questo modo, la fedeltà e la forza del nostro pubblico».
«Quando iniziammo l’avventura del Capitol – ha ricordato don Zilia chiudendo la serata –, in diversi ci chiedevano perché investire così tante energie sulla sala della comunità e non invece sull’oratorio o sulla chiesa. Eravamo convinti che si trattasse di mettere in piedi un luogo di incontro con il mondo, uno spazio aperto a tutti, volto di una Chiesa missionaria. Un’intera comunità stava maturando una visione nuova. Tuttavia, vi auguro di non farne diventare un idolo. Il Capitol è nato per essere al nostro servizio e non il contrario». Infine un regalo al pubblico: la visione di Nuovo cinema Paradiso. Per continuare a sognare ancora.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova