Mantova cultura 2017
Celate presenze
Mostra di Sandro Negri per il progetto Arte in torre
24/03/2018
Il liceo artistico Giulio Romano di Mantova, dopo il successo della passata stagione, promuove anche per il 2018,il progetto artistico-culturale "Arte in torre", in collaborazione con dieci Comuni della nostra Provincia. In sintonia con la precedente edizione, la rassegna si prefigge di promuovere il suggestivo dialogo tra le varie forme artistiche contemporanee e le storiche vestigia medioevali della nostra provincia, con l'intento di costituire un'armonica simbiosi.

La prima rassegna artistica si svolgerà nel Comune di Ceresara dove, nei bellissimi spazi della Torre medioevale e in quelli più recenti della fondazione "Pelati Bonoldi", saranno esposte circa una trentina di opere del compianto artista mantovano Sandro Negri che rimandano alla precedente esposizione del Museo Polironiano dal titolo "Celate presenze". La mostra inaugura sabato 24 marzo alle ore 11 a Palazzo Pelati-Bonoldi con appendice nella torre medioevale, prolungandosi fino al 9 aprile ad ingresso libero.

A tale riguardo, il Liceo artistico Giulio Romano sente il dovere di ringraziare il sindaco Laura Marsiletti, il vicesindaco Enrico Burato, l'assessore Dante Allodi e il Presidente della fondazione “Pelati Bonoldi” Mario Vignoli per l'opportunità e la fattiva collaborazione per la realizzazione di questa prima rassegna espositiva.

Dalle note di Marco Gandini: «Celate presenze è una raccolta di circa trenta opere dell'artista mantovano in cui sole protagoniste sono le figure femminili legate al mondo della campagna, da sempre tema dominante nelle opere di Negri. Una campagna che racconta di riti e stagioni, ruoli e fatiche che oggi vanno scomparendo ma che, fino a poco tempo fa, ne erano il tratto essenziale. E quei volti celati, sempre uguali, quelle mani invisibili, non ci parlano di singole specifiche storie, ma di esistenze discrete eppure essenziali, tesori di una cultura che si tramandava e che diventava pietra angolare nel quotidiano scorrere dell'esistenza. In queste figure non è l'identità che importa, quanto il ruolo e la fatica che l'artista racconta con la maestria che gli è ovunque riconosciuta.

Decise pennellate e colori intensi, che ci raccontano di una Natura prorompente, affascinano l'occhio e per ogni sensibilità c'è un tratto capace di catturare lo sguardo e di far riemergere emozioni, impressioni, sentimenti e ricordi. È poesia per gli occhi, che attraversa tutte le stagioni e che ritrova alla fine il suo senso nella mietitura, nella vendemmia, nella fioritura o nel raccolto. Una poesia che racconta di gesti semplici e vigorosi in un mondo aspro ed essenziale, duro e vitale, spesso profondamente religioso, in cui la presenza femminile, specie materna, è garanzia di equilibrio e solidità».

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