Visto con i nostri occhi
«Cercate di essere veramente giusti»
Dal 18 al 25 gennaio ricorre la Settimana per l’unità dei cristiani. Il tema di quest’anno, scelto dalle Chiese indonesiane, è un passo del Deuteronomio
14/01/2019
C’è almeno un momento dell’anno in cui i cristiani convergono sul tema dell’unità, riunendosi per promuovere incontri di preghiera e riflessione. Nella nostra parte di mondo, l’emisfero nord della terra, è la settimana che va dal 18 al 25 gennaio; nell’emisfero sud, dove gennaio è un periodo di vacanza, viene celebrata in altre date, in particolare nel tempo di Pentecoste.
Ogni anno, un gruppo ecumenico locale è invitato a proporre e sviluppare un argomento per comprendere la situazione concreta della società e delle chiese di quel paese del mondo. Nel 2019, le parole del Deuteronomio “Cercate di essere veramente giusti” sono state scelte dai cristiani dell’Indonesia perché parlano, in modo efficace, della loro situazione. Circa il 12% dei 265 milioni di abitanti sono cristiani. Le chiese in Indonesia presentano una vasta panoramica di tradizioni cristiane che include cattolici, luterani, riformati, pentecostali, evangelicali, carismatici, battisti, avventisti del settimo giorno, esercito della salvezza e ortodossi. Queste chiese si incontrano regolarmente per discutere della presenza dei cristiani in Indonesia, nel contesto di una società pluralistica in rapido sviluppo.
In Indonesia, sei sono le religioni ufficiali riconosciute: Islam (86% della popolazione), Cristianità protestante, Cristianità cattolica, Buddismo, Induismo e Confucianesimo. Le chiese indonesiane sono molto coinvolte nella cooperazione e nel dialogo interreligioso.
L’Indonesia è unita da una lingua nazionale e dal principio di “vivere nella solidarietà e nella collaborazione”. Questa armonia è oggi minacciata in nuovi modi. Gran parte della crescita economica che l’Indonesia ha registrato in tempi recenti si basa su un sistema competitivo. La corruzione colpisce la politica e l’economia con conseguenze devastanti per l’ambiente e mina la giustizia e la protezione dei deboli. Ancora, alcuni particolari gruppi etnici o religiosi sono spesso associati alla ricchezza e questo alimenta le tensioniI cristiani indonesiani hanno capito che il brano di Deuteronomio parlava della loro situazione e delle loro necessità perché, in esso, viene presentato come vitale il legame fra le festività di tutti e la giustizia. Anche noi, a Mantova, abbiamo la responsabilità di riscoprire questo spirito di festa, fondato su giustizia e unità.
Il Sae (Segretariato attività ecumeniche), in condivisione con chiese e movimenti interessati, propone due iniziative per sintonizzarci con le intenzioni della settimana 2019.
La nostra settimana mantovana inizierà sabato 19 gennaio, alle ore 15.30, presso la sala Enaip-zona Trincerone (Via Maria Bellonci, 1) con l’incontro: ”I volti dell’Indonesia. Minoranze cristiane in contesto islamico”, che vedrà presenti padre Mario Menin, saveriano di Brescia e direttore della rivista Missione Oggi per la relazione principale ed esponenti del gruppo locale di Amnesty International e del Movimento dei Focolari per interventi complementari. La riunione sarà introdotta da don Roberto Fiorini, consulente del gruppo Sae di Mantova.
Il secondo appuntamento è per sabato 26 gennaio (stesso orario, stesso luogo) con l’incontro “Ho osservato la miseria del mio popolo e ho udito il suo grido”. Persone di varia provenienza parleranno di situazioni concrete di ingiustizia nel loro paese di origine. Si succederanno gli interventi del pastore Celio Abelama, pentecostale congolese; Valeria Barini, associazione Colibrì di Mantova; padre Sorin Croitoru, ortodosso romeno; pastore Manuel Gabrieli, della chiesa evangelica zigana; Dawit Abate Woleamanuel della chiesa evangelica pentecostale etiope; Giorgio Del Zanna, della comunità di Sant’Egidio. Agli interventi si alterneranno canti proposti da piccoli cori ghanesi (chiesa valdese) ed etiopi.
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