Visto con i nostri occhi
Com'è ricca l'estate dell'Azione cattolica
Oltre a momenti di svago anche incontri spirituali, per ripensare la propria vita in una dimensione cristiana. Un periodo pieno e intenso che dà slancio per il futuro
27/08/2018
Un rinnovato slancio di entusiasmo ha contraddistinto l’estate 2018 dell’Azione cattolica di Mantova. Il 3 giugno scorso a Bancole si festeggiavano 60 anni dalla nascita dei campi estivi e, se da un lato la ricorrenza ha aperto una breccia nostalgica nel cuore di tutti coloro che in passato vi hanno preso parte, dall’altro ha senza dubbio acceso gli animi in vista della sessantunesima estate di attività. Eccoci dunque a raccontare come sono andate le esperienze di quest’anno.
Ad “aprire le danze” sono stati i più piccoli. Il primo campo dell’Azione cattolica ragazzi (Acr) ha portato una trentina di “acierrini” di quarta e quinta elementare e prima media, provenienti un po’ da tutta la diocesi, a Biacesa di Ledro (Trento) dal 29 luglio al 4 agosto. La casa “Pier Giorgio Frassati” è stata teatro delle avventure di un gruppo di ragazzi che, alcuni per la prima volta, hanno vissuto una settimana di distacco da casa immersi in un’esperienza di convivialità, amicizia, preghiera e divertimento, accompagnati da un’equipe di educatori formati e dalla guida spirituale di don Mirko Frignani. Il filo conduttore del campo è stata la figura di Rut (titolo del campo: “mACRo su Rut”), personaggio biblico forse poco considerato per la brevità della sua storia, ma importantissimo in quanto donna esemplare che con fedeltà e coraggio ha riposto, da straniera, la sua vita nelle mani di Dio, divenendo un fondamentale anello di congiunzione nella genealogia che porta a Gesù. I ragazzi confrontandosi giorno dopo giorno con un pezzo della sua storia hanno colto i messaggi celati dietro questa interessante figura e hanno imparato a metterli in pratica con attività e giochi, ma anche momenti di preghiera e riflessione che, nonostante la giovane età, hanno insegnato loro a mettere in discussione la propria vita.
Il weekend successivo è stato il turno delle famiglie. Ogni anno l’Azione cattolica propone un’esperienza di tre giorni agli adulti per fare una sosta di “discernimento spirituale” sulla propria vita di coppia e di genitori. Dal 10 al 12 agosto sono così approdate a Biacesa circa 60 persone tra adulti, giovani educatori e bambini. Mentre quest’ultimi erano impegnati in momenti di animazione strutturati, gli adulti hanno vissuto un’intensa ed edificante esperienza dal titolo “Per non perdere la bussola… o la mappa” con la guida spirituale di don Riccardo Gobbi.
Subito dopo è stato il turno dei ragazzi più grandi dell’Azione cattolica ragazzi. Dal 13 al 21 agosto la casa di Biacesa s’è riempita con quasi 50 ragazzi di seconda e terza media e prima superiore. Con il titolo “C’era una Svolta” la loro è stata una lunga e intensa esperienza alla riscoperta di se stessi. Seguendo anch’essi la storia biblica di Rut, accompagnati da una consolidata equipe di educatori e guidati dall’assistente diocesano don Marco Sbravati, i ragazzi hanno affrontato giorno dopo giorno temi attuali e rilevanti come il rapporto con lo straniero e il funzionamento della politica italiana, il tutto senza dare chiavi di lettura premeditate ma fornendo ai ragazzi gli strumenti necessari per valutare tali delicati argomenti ragionando con la propria testa. L’esperienza è stata un condimento di momenti forti a livello fisico (come la gita, efficace sperimentazione della fatica), spirituale (come il cosiddetto “deserto”, che mettendo in isolamento i ragazzi permette di ricentrare su Dio la propria vita, talvolta grazie al confronto diretto con gli educatori) e associativo (come il suggestivo momento della veglia all’alba che ha definito il “passaggio” per questi ragazzi dovendo essi lasciare l’Azione cattolica ragazzi per entrare nel settore Giovani, dando così una svolta al proprio percorso).
Contemporaneamente, dal 13 al 19 agosto, i ragazzi più grandi di seconda, terza e quarta superiore (i cosiddetti giovanissimi) hanno vissuto la loro prima esperienza fuori porta dal titolo “Duc in altum - Sui sentieri di San Francesco”. Accompagnati anch’essi da un’equipe educatori ben preparata e guidati da don Jury Marinelli e da suor Giuliana delle Sorelle di San Francesco, sono partiti in circa una trentina alla volta del centro Italia per vivere un viaggio itinerante di fede. Essi sono stati chiamati ad interrogarsi sul proprio rapporto con la fede e, attraverso la vita di san Francesco, hanno dato concretezza a cosa significa “vivere nella fede”. Hanno poi attraversato la storia, l’arte e la bellezza dei paesaggi di Perugia, Assisi e Spoleto, sperimentando la comunione con il Padre e scegliendo di vivere sull’esempio di Gesù.
Camminare in questi luoghi ha permesso loro di cogliere le difficoltà vissute da Francesco, la fatica di salire e scendere per i sentieri, ma anche la grandezza e radicalità della sua scelta. Si sono poi confrontati sul loro personale credo mettendolo in discussione, hanno riflettuto sulle manifestazioni di fede che riconoscono nel mondo e hanno ragionato sul complesso rapporto con la scienza. Vivendo insieme per una settimana hanno poi sperimentato che la fede è un’esperienza comunitaria dove ciascuno è chiamato, lì dove vive, a operare nella grande famiglia della Chiesa.
Va concludendosi dunque un’estate di “pienezza” che ha dato la possibilità a chiunque abbia partecipato all’una o all’altra esperienza di arricchirsi aggiungendo un prezioso tassello al puzzle della propria vita. In fondo i campi estivi sono questo: vere e proprie esperienze di vita che mai si dimenticano perché, nella loro profonda straordinarietà, scavano solchi indelebili e li riempiono di quella bellezza vera di cui oggi c’è un enorme bisogno.
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