Mantova cultura 2017
Concerto monteverdiano con Emma Kirkby
Il grande soprano porta al Teatro Bibiena gli allievi della masterclass di canto barocco
15/03/2017
Il Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” è lieto di proporre a tutta la cittadinanza un Concerto monteverdiano con Emma Kirkby, soprano di fama internazionale specializzata nel repertorio rinascimentale e barocco. Emma è a Mantova dal 14 al 16 marzo per tenere in Conservatorio una masterclass di approfondimento del repertorio monteverdiano.

Giovedì 16 marzo alle ore 18 presso il Teatro Bibiena Emma Kirkby tiene un Concerto interamente dedicato a musiche monteverdiane, accompagnata dai migliori allievi della masterclass, con il patrocinio del Comune di Mantova. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Kirkby regala a Mantova l'esecuzione del “Lamento di Arianna” di Monteverdi, su libretto di Ottavio Rinuccini, rappresentata per la prima volta al Palazzo Ducale di Mantova il 28 maggio 1608, composizione che lo stesso Monteverdi definì la “più essenzial parte” dell'opera (lettera ad Alessandro Striggio del 21 marzo 1620). Egli trovò proprio nel “Lamento di Arianna” la soluzione alla ricerca della “via naturale all'imitatione” (lettera a Giovan Battista Doni del 22 ottobre 1633): un linguaggio drammatico-musicale in cui parole e musica fossero intimamente fuse. Emma Kirkby esegue inoltre due duetti: “Pur ti miro”, dal finale dell'atto terzo dell' “Incoronazione di Poppea”, 1642 e “Non è di gentil core” (dal Libro VII dei Madrigali, 1619).

L'iniziativa rientra nelle manifestazioni organizzate quest'anno dal Conservatorio “Campiani” per le celebrazioni dell'anno monteverdiano nel 450esimo anniversario dalla nascita di Claudio Monteverdi (Cremona, 9 maggio 1567 – Venezia, 29 novembre 1643), la cui vita è indissolubilmente legata a Mantova. Egli trovò impiego dal 1590 alla corte dei Gonzaga come suonatore di viola nella cappella allora diretta da Jacques de Wert, famoso per la sua innovativa produzione madrigalistica, e dal 1601 come “maestro e de la Camera e de la Chiesa sopra la musica” alla corte di Vincenzo Gonzaga. Ispirato dalla vivacità culturale della corte mantovana, egli seppe indagare e rinnovare tutte le possibilità vocali e strumentali della musica del suo tempo.

Nel panorama musicale italiano tra ‘500 e ‘600, Claudio Monteverdi occupa una posizione di primissimo piano e rappresenta una figura di passaggio fra tradizione e innovazione. Le composizioni - in particolare i madrigali che rappresentano il corpo centrale della sua opera - si distinguono da quelle dei contemporanei come Marenzio, Pallavicino, D’India e Gesualdo, per la loro particolare tensione armonica e per l’uso singolare delle dissonanze, sia nella dimensione orizzontale che verticale. Monteverdi solamente fece uso della tensione tra un’armonia tradizionale, essenzialmente “modale”, e il linguaggio armonico tonale del futuro.

Una delle principali novità dello stile di Monteverdi è proprio la licenza contrappuntistica che egli si concede nelle sue composizioni, giustificata dalle esigenze illustrative del testo: la forma viene mutuata dalla parte letteraria e dal suo assetto retorico, superando l'orizzonte modale della polifonia madrigalistica del 500. L'organizzazione formale esalta il testo poetico, per muovere gli stati d'animo, per restituire musicalmente il vario mondo degli “affetti”, per esprimere ed esplorare in musica l'intera gamma dei sentimenti e delle emozioni umane. Non solo nei madrigali, ma anche nel teatro per musica, egli non si limita a intonare i versi di uno scritto, seguendone i suggerimenti metrici e morfologici, ma ne esplicita - con l'invenzione musicale - i nuclei espressivi, le situazioni sceniche, le posizioni e i contrasti, per estrarre dal testo letterario i contenuti drammatici con più efficacia.

Per informazioni:
Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova
Via Conciliazione, 33 - 46100 Mantova
Tel. 0376.368362
www.conservatoriomantova.com
comunicazione@conservatoriomantova.com

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