Visto con i nostri occhi
Da Francesco uno sguardo ampio verso tutte le periferie del mondo
L’ennesima riprova, e conferma, delle grandi novità che questo papato sta introducendo: la sempre maggiore apertura verso Chiese lontane
19/10/2016

Roberto Melli

“Su quale millennio intende rivolgere il suo interesse?”. Non so se corrisponda a verità o sia solo leggenda che questa domanda sia la prima che venga rivolta a qualunque studioso che voglia compiere le sue ricerche all’interno degli Archivi Vaticani, resta comunque il fatto che tale interrogativo dimostra non solo il largo respiro storico dell’istituzione ecclesiastica ma anche la sua capacità di vedere nel passato molto, ma molto da lontano. Ma, almeno a partire dal Concilio Vaticano II, questo sguardo ha cominciato ad aprirsi anche a un futuro molto ampio e sempre più inglobante la complessità e le diversità del mondo, di quel mondo che la Chiesa è chiamata a evangelizzare.
L’ennesima riprova, e conferma delle grandi novità che questo papato sta introducendo, è la nomina delle nuove 17 berrette cardinalizie che papa Francesco ha deciso di conferire nel prossimo concistoro. Di queste non stupisce tanto la quasi totale assenza di nuove porpore di provenienza curiale - una soltanto - (tale prassi è già da tempo seguita ed è segno di una Chiesa sempre meno introflessa su Roma e sempre più aperta alle specificità delle singole Chiese) ma la sempre maggiore apertura, che è nel contempo segno di interesse e riconoscimento, verso Chiese che un tempo avremmo definito lontane e decisamente “periferiche” tanto geograficamente che per peso di incidenza sulla popolazione: Bangui, Papua Nuova Guinea e Mauritius (bello anche andare a cercare sull’atlante dove si trovano queste località) sono un segno, come scrive lo storico Daniele Menozzi, “di testimonianze di comunità cattoliche non particolarmente significative dal punto di vista quantitativo, ma qualitativamente importanti: segno di una Chiesa che si muove alle frontiere del mondo, dove è più necessaria la spinta verso forme pastorali in grado di parlare ad altri, ai diversi, anche a coloro che non si riconoscono nella religione cattolica”.
Già, una Chiesa che si muove alle frontiere del mondo. Tutto il contrario dei movimenti della politica tanto nazionale che internazionale che guarda sempre più ai suoi meschini interessi. Sia la possibilità di raccattare qualche manciata di voti alle prossime elezioni (fossero anche quelle per l’amministrazione di un condominio) o sia per rilanciare la propria immagine offuscata sul fronte della “grande” politica internazionale poco importa: la moneta di scambio è sempre la vita di tantissimi ultimi del mondo, ignorando il grido dei disperati che chiedono un minimo di condizioni per poter vivere. E così si continuano a tirare su muri (a quante centinaia di Km siamo giunti?) e a bombardare civili innocenti solo per ribadire il proprio ruolo sugli scenari internazionali. Forse è anche per questo che insieme alle periferie del mondo papa Francesco ha voluto assegnare il titolo di cardinale al nunzio in Siria, segno della vicinanza del pontefice a quelle popolazioni. È anche il segno che in questo mondo sempre meno interessato agli “altri” la voce della Chiesa si alza, potente perché risuona in un silenzio colpevole, a difesa dell’uomo.
È significativo il fatto che tale voce non si levi con un grido di condanna di questo o di quello ma con una serie di gesti concreti decisamente controcorrente, il cambiamento si fa compiendo atti e non proclami.
Così la Chiesa è sempre più la vera Europa, almeno se prestiamo fede all’etimologia che fa risalire il termine che in greco significava “ampio sguardo”. Ecco che allora in un mondo e in un’Europa sempre più miopi, questo ampio sguardo lanciato da Roma sul mondo, uno sguardo d’amore e di misericordia che non si cura delle diversità che ciascuno porta con sé, ci permette di intravedere ancora un segno di speranza.
Guardiamo quindi con animo lieto il prossimo concistoro del 19 novembre e osserviamo la certamente colorata piazza San Pietro piena di una popolazione proveniente dalle estreme parti del mondo… a meno che qualche nuova legge non blocchi questa gente da qualche parte in qualche frontiera.
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