Visto con i nostri occhi
Cristiani oggi, con quale presenza?
L'«analfabetismo religioso» e le forti novità lanciate da papa Francesco: ne hanno parlato in Seminario il professor Cipriani, sociologo, e don Ruggeri, docente di teologia
21/05/2018
Sul tema “Ripensare il cristianesimo oggi in Europa”, l’Istituto superiore di Scienze religiose “San Francesco” di Mantova, l’Istituto teologico del Seminario vescovile e l’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica hanno organizzato due incontri, il 9 e il 14 maggio. I relatori sono stati Roberto Cipriani, docente di Sociologia all’Università Roma Tre, il quale ha tenuto una relazione dal titolo “L’analfabetismo cristiano di ritorno oggi in Europa”, e Giuseppe Ruggieri, docente emerito di Teologia fondamentale presso lo Studio teologico di Catania. Don Ruggieri ha approfondito un argomento collegato a quello precedente: “Una odierna riproposta del cristianesimo”.
Un fenomeno che da tempo colpisce l’attenzione di molti studiosi è l’“analfabetismo di ritorno”: anche in Italia ha avuto una rilevante incidenza. Tuttavia – ha sottolineato il professor Cipriani – «io, essendo sociologo, sono anche critico, perché la sociologia o è critica o non è». Passando in rassegna diverse proposte di formazione religiosa che si sono susseguite nel corso degli anni, compresa quella dell’insegnamento della religione cattolica, il sociologo è arrivato a una prima conclusione: «Le indagini sui giovani dimostrano un calo di impegno sul piano religioso, però altre evidenziano che, nel corso della vita, vi è poi un recupero degli ideali ricevuti e sostanzialmente in questo consiste quello che io chiamo la “religione diffusa”».
Quindi, parlando delle prospettive, Cipriani si è chiesto: «Che futuro ci aspetta? Ritengo – ha aggiunto – sia difficile smantellare l’impianto storico, culturale, tradizionale costituito dalle religioni» e, commentando altri dati, ha affermato: «C’è ancora una forte tenuta del cattolicesimo in un Paese come l’Italia». Il futuro che ci attende, secondo Cipriani, non è quello di un’invasione dei musulmani, i quali, nel 2050, in Europa saranno il 10% e in Italia il 6%. Ci aspetta invece un forte pluralismo religioso, verso il quale ci si prepara conoscendo da un lato la propria religione di appartenenza e, dall’altro, anche le altre religioni con cui ci si dovrà confrontare.
Nel secondo incontro, don Giuseppe Ruggieri ha richiamato l’attenzione su due importanti fenomeni. La cultura post-moderna ha mandato in crisi le ideologie e le “grandi narrazioni”, con la conseguenza che l’uomo di oggi si trova a vivere esperienze frantumate e a scegliere ciò che maggiormente gli conviene. Ciò costituisce una forte provocazione per l’esperienza di fede cristiana. Nello stesso tempo assistiamo a una contestazione del magistero di papa Francesco da parte di alcuni settori della Chiesa. Il Papa mette al centro la novità rappresentata dal Vangelo, mentre i suoi contestatori spesso sono più legati a una serie di norme, regole e formule. «Papa Francesco – ha sottolineato don Ruggieri – invita a riscoprire la misericordia di Dio Padre, senza esclusioni, e la gioia del Vangelo. Il Vangelo non è una dottrina o una disciplina, ma potenza di Dio che opera nel cuore di coloro che credono in Gesù Cristo: così afferma san Paolo nella Lettera ai Romani (1,16)».
Partendo di qui, il cristiano scopre un’appropriata prassi di vita, incentrata su quanto raccomanda Gesù: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi» (Vangelo di Giovanni 15,12). Ciò implica una “sottomissione” nei confronti degli altri – ha spiegato Ruggeri –, come ricordano san Francesco d’Assisi e san Benedetto. Don Ruggeri si è soffermato anche sulla figura di Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco, impiccato dai nazisti nel 1945 per la sua opposizione al regime, il quale aveva scoperto l’autenticità del Vangelo nel “discorso della montagna” di Gesù, nelle beatitudini, contenute nel Vangelo di Matteo (5,1-12).
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