Visto con i nostri occhi
Da un paese all'altro verso Cristo risorto
Tra proposte recenti e altre consolidate, la Settimana Santa è stata seguita anche nelle parrocchie. Abbiamo cercato di individuare alcune esperienze particolarmente significative
29/04/2019
La Pasqua ha coinvolto tutte le parrocchie della diocesi di Mantova, con tante le iniziative promosse: alcune nuove, altre consolidate. Tra le prime rientra la “camminata” che ha unito le comunità di Ospitaletto e Sarginesco, la sera del Venerdì Santo. Circa duecento persone hanno percorso insieme gli otto chilometri che separano i due paesi, portando a turno la croce: tra loro ragazzi delle medie, giovani, genitori e rappresentanti delle associazioni. L'iniziativa, proposta per la prima volta, aveva l'obiettivo di rafforzare il legame tra le due parrocchie, geograficamente molto vicine, dando l'idea di un'unica comunità. Il cammino è stato scandito da canti, preghiere e momenti di raccoglimento, in un clima sereno che ha dato un significato diverso alla tradizionale processione del Venerdì Santo. «È stata un'esperienza singolare – commenta il parroco don Valerio Antonioli – che ha avuto alcuni effetti concreti: dare l'idea di due parrocchie che collaborano insieme; coinvolgere anziani e genitori, che in altre occasioni non avrebbero partecipato; lanciare un messaggio di apertura alle associazioni laiche. Questa allegra camminata ha espresso al tempo stesso la fatica della croce e la gioia della Resurrezione. Avevamo chiesto la disponibilità a più persone e l’adesione è stata oltre le aspettative: erano tutti contenti di portare la croce».
Per una “camminata” che sa di novità, ce n’è un'altra ormai consolidata e bella da rinnovare. È la “Camminata della pace” che si snoda, nei giorni che precedono Pasqua, lungo le vie del paese di Carbonara di Po. «L’iniziativa viene organizzata dalla scuola dell’infanzia “Maria Immacolata” – spiega il parroco, don Andrea Barbieri –: è un’opportunità per coinvolgere bambini e genitori e si è affermata come occasione d’incontro per tutta la comunità». Quest’anno, la manifestazione si è svolta la sera di mercoledì 17 aprile: in paese si sono ritrovate tante famiglie e anche i rappresentanti di associazioni del territorio, come Pro loco, Avis e Anspi. Lungo il “serpentone” era possibile vedere alcuni cartelloni con immagini che richiamavano i diversi significati della pace.
«Ad ogni sosta – continua il parroco – venivano letti dei brevi messaggi, a turno, da un bambino, da un genitore e da un referente delle associazioni. Così, ecco apparire tante sfumature di un unico concetto: “Pace è dedicare tempo alle persone sole”; “Pace è farsi carico degli impegni dell’altro all’interno della famiglia”; “Pace è non arrabbiarsi”». La “camminata” si è conclusa in oratorio, dove a prendere la parola sono stati alcuni bambini delle elementari, ex alunni proprio della scuola “Maria Immacolata”. Poi, sono stati posti sul sagrato davanti alla chiesa dei lumini accesi, disposti a formare la parola “Pace”.
Una delle tradizioni pasquali più diffuse nelle parrocchie mantovane è l'adorazione delle “Quarant'ore” che prevede l'esposizione dell'Eucarestia dal lunedì mattina al mercoledì sera. È il cosiddetto Triduo “minore”, che prepara al Triduo pasquale vero e proprio. Così come Gesù, prima della Passione, è stato ospite in casa di Lazzaro e ha cenato coi discepoli, questa tradizione invita i fedeli a “stare” con Cristo, attraverso la preghiera e l'adorazione. Molto nota a livello popolare, questa usanza è particolarmente sentita nelle parrocchie di San Benedetto Po e Portiolo, dove si è affermata grazie alla sensibilità dei preti che si sono alternati nel tempo. L'adorazione delle “Quarant'ore” è stata rilanciata anche quest’anno e vissuta con intensità a San Benedetto e Portiolo. A Brede, invece, che fa parte della stessa Unità pastorale, l'adorazione si è svolta per un'ora al giorno lungo tutta la Settimana Santa.
Nell’Unità pastorale di Curtatone (Levata, Montanara, San Silvestro e Buscoldo), invece, una cinquantina di persone ha partecipato alla visita ai Sacri Vasi, esposti nella basilica di Sant’Andrea il Venerdì Santo. Guidati da don Stefano Savoia, collaboratore dell’Unità pastorale, hanno camminato nel centro storico di Mantova, tra la basilica di Santa Barbara, la rotonda di San Lorenzo e la basilica di Sant’Andrea, per conoscere le vicende legate alla reliquia del Preziosissimo sangue di Gesù. «È un’iniziativa recente ma già molto apprezzata – dichiara don Savoia –. La gente partecipa volentieri: i bambini sono “catturati” da questa vicenda e fanno un sacco di domande. Anche gli adulti sono incuriositi: è l’occasione per conoscere la storia della reliquia e della nostra diocesi. Ogni anno partecipano anche parenti dei parrocchiani, che magari vivono in altre città: sono meravigliati che qui ci sia una reliquia così importante. E il pellegrinaggio è il modo più adatto per prepararsi a celebrare il Venerdì Santo con la processione». Dalle camminate all’adorazione, fino alle iniziative legate alla storia della diocesi: tanti modi diversi di vivere la Pasqua che hanno unito, ancora una volta, le nostre parrocchie.
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