Visto con i nostri occhi
Diaconi nella Chiesa a servizio del mondo
L’ordinazione di Enea, Matteo e Michael nella basilica di Sant’Andrea, alla presenza di molte persone provenienti dalle parrocchie. Le parole del vescovo Busca
06/05/2019
«Eccomi», «Sì, lo voglio» e «Lo prometto». Sono queste le tre frasi, brevi e lapidarie, che hanno letteralmente cambiato la vita di Michael Cottica, Enea Grassi e Matteo Sisti, domenica 28 aprile, nel corso della celebrazione eucaristica in cui, per l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione del vescovo Marco Busca, sono stati ordinati diaconi della Chiesa di Mantova.
La solenne liturgia si è svolta a partire dalle 17.30 nella basilica di Sant’Andrea, presieduta dal vescovo Marco e concelebrata da almeno cinquanta sacerdoti, provenienti anche da fuori diocesi – addirittura due preti di Lugano, in Svizzera –, poiché legati da profondi vincoli di amicizia. Tra questi preti hanno assunto un ruolo molto evidente i parroci delle comunità di provenienza – don don Renato Menegazzo di Revere, don Marco Bighi di Castellucchio e don Rino Vagliani di Redondesco – insieme ai parroci delle comunità di servizio: don Paolo Azzini, parroco di Poggio Rusco e in precedenza di Revere, don Alfredo Rocca di Canneto sull’Oglio e don Riccardo Crivelli di Monzambano. Erano presenti anche i diaconi permanenti della nostra diocesi insieme a don Arrigo Duranti, diacono transeunte della Chiesa di Cremona – attualmente in servizio a Casalmaggiore –, futuro presbitero e anch’egli amico. Non potevano affatto mancare le famiglie, gli amici e i parenti. I fedeli hanno letteralmente riempito ogni sedia e banco della basilica e diverse erano le persone in piedi.
Una cornice davvero maestosa, nella quale si è respirato un forte clima di preghiera e una profonda emozione da parte di tutti, grazie anche all’accompagnamento del coro “Don Giuseppe Vincenzi” di Goito, diretto da Alfredo Scalari, e con Mauro Bonatti all’organo. Don Lorenzo Rossi, rettore del Seminario, seguendo il rituale di ordinazione, ha attestato pubblicamente il fatto che questi giovani sono degni di essere ordinati diaconi. Dopo questo momento, il vescovo si è rivolto ai tre giovani come un padre nei confronti dei propri figli, esortandoli, incoraggiandoli e facendo sentir loro tutto il calore e l’affetto della Chiesa di Mantova.
Prendendo spunto dalle tre parole chiave che gli ordinandi pronunciano durante la liturgia di ordinazione, monsignor Busca ha offerto preziosi pensieri e spunti di riflessione. Ha puntato molto sull’immagine degli uomini-ombra, capaci di non fare ombra a Dio, attenti al loro ruolo pubblico, senza mai puntare alla visibilità mondana, ma alla Chiesa nel mondo. È necessario essere visibili per il Vangelo e per il Cristo servo. Il vescovo ha inoltre esortato a un ministero che si preoccupi di coloro che mancano, che serva gli increduli, i tormentati e i rassegnati. Un ministero che aiuti quelli che sono affetti dal male della banalità.
Anche gli incoraggiamenti, dati a partire dalle conversazioni avute con i tre giovani seminaristi, aprono all’invito a un’inventiva tipica delle persone che sanno creare gli incontri fraterni e che conducono vite che sono sillabe di Vangelo vissuto. Il punto di arrivo è sempre Cristo, colui che è più importante del punto di partenza. Durante la liturgia di ordinazione, dopo l’emozionante e toccante momento delle litanie dei santi, i tre diaconi hanno emesso le importanti promesse. Tra queste spiccano quelle di celibato e di obbedienza al vescovo. Sono aspetti importanti per il ministero, per il quale è necessario puntare sull’amore di Dio e non sulla propria fedeltà incerta.
Un lungo applauso ha scandito i momenti successivi alla vestizione e alla consegna rituale del libro dei Vangeli, di cui sono ora annunciatori. La celebrazione eucaristica è poi proseguita nel modo consueto e si è conclusa in un grande clima di festa e di gioia. Una festa che è continuata nel loggiato del Seminario vescovile, dove le tante persone convenute a Messa si sono radunate per un momento conviviale sereno e fraterno, in cui ogni persona presente ha potuto notare e farsi coinvolgere dalla gioia generale. Questi sentimenti così positivi sono propri di tutta la Chiesa mantovana, che ripone in questi tre giovani tanta speranza e fiducia. È questo l’entusiasmo che Michael, Enea e Matteo dovranno ricordare, per svolgere un ministero felice e profondo.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova