Visto con i nostri occhi
Due «punti giovani» in diocesi
Nascono delle realtà per offrire esperienze comunitarie e proposte spirituali. Una delle sedi a Mantova, in San Leonardo Il responsabile è don Scutteri: «Sarà un luogo di amicizia, segno di Chiesa che accoglie»
24/09/2018
I giovani protagonisti della Chiesa: vanno riportati al centro, parte attiva della comunità, non lasciati ai margini e abbandonati. Nel corso del suo pontificato, Francesco ha parlato spesso alle nuove generazioni, invitando più volte i ragazzi a svegliarsi dal torpore in cui la società moderna li riduce, assuefatti da una realtà che impoverisce le relazioni; allontana e isola invece di avvicinare. Per riflettere su come accompagnare e sostenere i giovani, Bergoglio ha indetto un Sinodo straordinario dei vescovi, in ottobre.
Anche il nostro recente Sinodo diocesano aveva dedicato spazio ai giovani, con la proposta di affiancare loro figure educative capaci di guidarli nei momenti più significativi della vita. Insomma, a vari livelli la Chiesa sente la necessità di guardare alle nuove generazioni. Da un lato perché rappresentano il futuro delle nostre comunità, un cuore pulsante che deve continuare a battere. Dall’altro perché talvolta nascondono situazioni di fragilità di cui bisogna farsi carico. Hanno bisogno di esempi positivi da seguire, qualcuno che li aiuti a cercare risposte alle loro domande.
Parlare dei giovani, però, non basta: occorre agire con proposte concrete. La diocesi di Mantova va in questa direzione con la scelta di creare due “Punto giovani”: uno nella parrocchia di San Leonardo, nel centro storico della città, l’altro a Castiglione delle Stiviere. Le due strutture nascono per rispondere a esigenze molto differenti: periodi di ritiro spirituale, esperienze di vita comunitaria, proposte educative e formative, occasioni di confronto. «Il “Punto giovani” si propone come luogo di amicizia evangelica – spiega don Fabio Scutteri, responsabile del Centro di pastorale giovanile –, come segno di una Chiesa madre che sa prendersi cura, capace di accogliere e custodire. Per riuscirci è fondamentale parlare al cuore ferito dei ragazzi».
Nelle intenzioni, questa struttura dev’essere una casa dove i singoli giovani possano trovare ospitalità nella condivisione di una vita cristiana con altre persone e dove quanti desiderano crescere nella fede possano trovare qualcuno pronto ad ascoltare e che li aiuti nel cammino spirituale, nel discernimento. «Questa realtà – sottolinea don Scutteri – non sostituisce le altre proposte parrocchiali, diocesane o realizzate dalle associazioni, ma le affianca». Il desiderio è che possa diventare punto di riferimento per tutto il territorio, «un polmone spirituale» che spinga i giovani a mettersi in cammino.
La sede del “Punto giovani” di Mantova è nella parrocchia di San Leonardo, all’interno di alcuni ambienti in fase di restauro. Il progetto comprende una ventina di posti letto con bagno, una cucina comune, sale di varie dimensioni per fare attività e incontri, oltre a uno spazio esterno con campetto da basket. I lavori si concluderanno entro un paio di mesi. Nel “Punto giovani” sarà presente una comunità formata da don Fabio Scutteri, responsabile del Centro di pastorale giovanile e da tre suore di congregazioni diverse: Gabriella Verzeletti (Ancelle della carità), Elisabetta Sepich (Orsoline di Maria Immacolata) e Rosa Lucia Betta (Dorotee).
La loro è una presenza fondamentale perché la testimonianza di vita comunitaria diventa un esempio positivo e concreto per chiunque arriverà in questo luogo. «Il punto da cui partire - afferma suor Gabriella Verzeletti – è stare in comunione tra di noi, per poi andare verso gli altri. In altre parole, essere l’esempio della bellezza di vivere insieme nella sequela del Signore. Accompagnare i giovani è una sfida avvincente e personalmente ho già avuto qualche esperienza. È fondamentale essere testimoni credibili, dedicare loro tempo e parlare in modo chiaro e diretto, attraverso gesti semplici, concreti».
Uno degli aspetti che più caratterizza il progetto è lo stile missionario: «Vogliamo dare un contributo a tutta la diocesi – conclude il responsabile del Centro di pastorale giovanile – e per questo siamo disponibili a muoverci sul territorio, per collaborare con parrocchie e associazioni. Il “Punto giovani” può essere anche un luogo di annuncio per raggiungere ragazzi che di solito non frequentano la Chiesa. Alcune delle suore che ne fanno parte insegnano nelle scuole: può essere l’occasione per incontrarli e far conoscere loro il messaggio cristiano».
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