Visto con i nostri occhi
È il momento di ripartire
Dopo la chiusura dovuta al virus, alcune aziende tornano in attività. Si cerca di guardare al futuro con fiducia. Le istituzioni devono sostenere le imprese: liquidità, tasse inferiori e meno burocrazia
04/05/2020
Il giorno finalmente è arrivato. Da domani, 4 maggio, per tante aziende mantovane inizia la cosiddetta “fase 2”: il rientro effettivo al lavoro, un segnale concreto di fiducia dopo la grande paura diffusa dal coronavirus. Lo stop forzato ha creato smarrimento, ma dalla crisi possono nascere anche opportunità. Per coglierle, però, occorre il sostegno del mondo politico da cui, finora, non è arrivato l’aiuto sperato. La voglia di ripartire, quindi, si scontra con le incertezze sul futuro. «Una situazione simile non l’avevamo mai vissuta – dichiara Roberto Brunoni, proprietario di un’impresa edile di Mantova –. Quando abbiamo chiuso a fine marzo avevamo alcuni cantieri da seguire: domani ripartiremo da lì. Non sappiamo però come andrà nei prossimi mesi. Le modalità di lavoro saranno più complicate, potrebbe volerci più tempo, quindi ulteriori costi».
«Ho sofferto vedendo che la riapertura veniva prolungata, è come se tutto si fosse congelato – afferma Anna Supino, responsabile commerciale dell’omonima impresa di San Giorgio che vende mobili per ufficio –. Siamo chiusi dal 23 marzo e solo nei giorni scorsi abbiamo fatto alcune consegne, dopo averlo comunicato alla Prefettura. Adesso c’è voglia di tornare alla normalità e, per tutelare la salute di tutti, abbiamo adottato ogni accorgimento imposto dalle autorità». La pausa è stata l’occasione per una profonda riflessione: «Il virus cambierà molto il modo di lavorare – continua –. L’ufficio era diventato uno spazio comune, con postazioni multiple ravvicinate, adesso invece bisogna garantire la distanza. Non significa solo riorganizzare gli spazi interni, bensì progettare soluzioni ad hoc per i clienti».
Ogni crisi nasconde nuove opportunità: il motto ha ispirato tante aziende del passato e può valere anche oggi. «La chiusura ci ha spinto ad adeguarci alle direttive e, al contempo, a pensare al futuro – spiega Andrea Caloni, amministratore delegato di Omg Industry, impresa manifatturiera che ha sede a Gonzaga e produce carrelli elevatori –. Ci dovremo reinventare, introdurre prodotti nuovi, puntare sull’automazione. Ciò che spaventa è che per un po’ le aziende avranno molta prudenza nell’investire e per un settore come il nostro può essere un problema». Il rinnovamento chiama in causa anche l’attuale classe dirigente. Il Paese deve diventare più efficiente, altrimenti saranno le imprese e i cittadini a pagarne il prezzo. «Le aziende ora hanno bisogno di liquidità – aggiunge Caloni – ma non sta arrivando nulla di quanto promesso dal governo. Nel lungo periodo poi bisogna abbattere il costo del lavoro, ridurre le tasse, snellire la burocrazia. Sono elementi che ci trasciniamo da lungo tempo, è il momento di affrontarli. La mia preoccupazione è che l’Italia perda competitività, c’è il rischio di un’ulteriore spirale negativa».
La sensazione che le istituzioni finora non abbiano fatto abbastanza è comune, a prescindere dal settore produttivo. «Le misure sono insufficienti – afferma il titolare di un’azienda di trasporti che chiede di restare anonimo –. Capisco che il governo abbia difficoltà, ma per le realtà piccole e medie non c’è stato un intervento significativo, al di là della cassa integrazione straordinaria. Bisogna migliorare l’organizzazione del Paese, perché siamo troppo arretrati rispetto agli altri Stati. È un grave problema, visto che le nostre aziende oggi si confrontano su un mercato internazionale».
In vista della “fase 2” si è intensificato il dialogo tra istituzioni e mondo del lavoro. Nei giorni scorsi c’è stato un confronto, promosso dalla Provincia, tra politici, rappresentanti di categorie economiche, sindacati e Agenzia di tutela della salute. Sono emerse varie difficoltà, tra cui l’organizzazione dei trasporti pubblici; l’aiuto ai genitori con figli affinché possano tornare al lavoro; i controlli nelle aziende per garantire il rispetto delle norme sanitarie. Senza dimenticare la richiesta di chiarezza sui fondi messi a disposizione dal governo ai Comuni, la ripartenza di investimenti e cantieri pubblici e la preoccupazione di alcuni settori in particolare, come il turismo. Questioni che verranno inviate al governo nazionale e alla Regione Lombardia: è necessario affrontarle alla svelta per sostenere i cittadini e le aziende mantovane in questa fase delicata.
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