Visto con i nostri occhi
Ecco la sala della comunità, un nuovo cuore per l'oratorio
In parrocchia a Guidizzolo sta per essere concluso il restauro della sala
02/05/2018
Non un semplice cinema, ma un luogo di aggregazione in senso ampio dove gli spazi e le attività sono pensati per stimolare la partecipazione e favorire l’incontro. Il tutto nell’ottica di un servizio pastorale aperto anche ai non credenti. È il profilo della Sala della comunità del futuro, descritto in una ricerca compiuta da “Future City Lab” per conto dell’Associazione cattolica esercenti cinema. Questa realtà mette insieme circa 800 spazi in tutta Italia, eredi dei cinema parrocchiali del passato, per i quali sono all’orizzonte nuove prospettive. Nel 2016, infatti, è stata approvata la legge 220 per potenziare le sale cinematografiche e polifunzionali italiane: è l’occasione per ripensare l’intero sistema delle Sale della comunità.
Lo studio è stato presentato al Politecnico di Milano. Tra i quattro modelli individuati come esempi positivi c’è anche l’oratorio di Guidizzolo, dove l’idea di creare una Sala della comunità è partita due anni fa. «Dal confronto tra operatori ed educatori della parrocchia – spiega Claudia Morselli, del gruppo di volontari coinvolti nel progetto – era emerso il desiderio di promuovere l’evangelizzazione attraverso nuovi linguaggi e strumenti, come ad esempio il cinema o il teatro. Ci sarebbe piaciuto anche organizzare convegni, dibattiti o conferenze. Mancavano, però, gli spazi adatti. Così si è pensato di ristrutturare il salone “Don Giulio”, un ambiente polifunzionale che per decenni è stato il cuore delle attività parrocchiali».
Le idee erano chiare: la Sala della comunità avrebbe dovuto essere un luogo di incontro e approfondimento. Uno spazio per far vivere un'esperienza di partecipazione comunitaria, in cui chiunque possa sentirsi accolto come organizzatore di iniziative o semplice spettatore. Inoltre, c'è sempre stato il desiderio di recuperare e incentivare la capacità di ascolto ed elaborazione critica, oggi minata da diffuso atteggiamento superficiale.
Il tutto senza dimenticare il legame con la Chiesa: una Sala della comunità è un ambiente aperto ai non credenti, ma va visto anche come un'occasione di catechesi. Questo aspetto, in particolare, emerge chiaro da un documento pubblicato sul sito della parrocchia di Guidizzolo, che indica i principi basilari dell'intero progetto. «La Sala della comunità è un “completamento del tempio” - si legge -. Un luogo deputato alla diffusione del messaggio del Vangelo, attraverso linguaggi comunicativi disparati».
I lavori sul salone “Don Giulio” sono costati circa 80mila euro: la maggior parte delle risorse sono state messe a disposizione dalla parrocchia, oltre a due contributi (per un totale di 10mila euro) arrivati dalla Fondazione Comunità Mantovana e dalla Banca popolare di Milano. «Va segnalato, in particolare, il lavoro di numerosi volontari – aggiunge Claudia – che ci stanno aiutando tantissimo a sistemare gli spazi e mettere a punto ciò che serve. Vedere così tante persone disposte a darci una mano ci rende felici: hanno preso a cuore il progetto e sentono che questo spazio sarà importante per tutta la comunità».
Il progetto è in dirittura d'arrivo, intanto gli eventi si svolgono in un altro ambiente. «Proponiamo film recenti che il pubblico conosce già – racconta Alberto Piadena, un altro dei volontari – oppure percorsi ad hoc. In Quaresima, ad esempio, abbiamo scelto film sulla relazione e credo che, in fondo, sia proprio questo a differenziare le Sale della comunità dai cinema commerciali. Chiunque può sentirsi coinvolto e contribuire alla vita di questo ambiente. Inoltre, pur essendo una sala parrocchiale, la gestione ha molti aspetti laici: è insomma una realtà che fa da ponte per raggiungere chi non frequenta questi ambienti, come i giovani e i non credenti».
Un'attenzione sentita anche dai sacerdoti che hanno promosso la nascita di questo spazio: don Libero Zilia, che per anni ha guidato la parrocchia prima di diventare vicario generale e don Luigi Milani, l’attuale parroco di Guidizzolo. «È una proposta bella e intelligente – afferma – che mi sento di condividere e incoraggiare. L’auspicio è che il progetto possa andare avanti con tante iniziative diverse di qualità, capaci di andare incontro ai diversi gusti e sensibilità delle persone».
La Sala della comunità di Guidizzolo sarà inaugurata il 10 giugno alle 16, alla presenza del vescovo, durante la festa dell’oratorio. Per l’occasione, sarà proiettato il mediometraggio Festa del regista Franco Piavoli, originario di Pozzolengo (Brescia). Il film racconta l’attesa degli abitanti di un piccolo paese lombardo che si preparano alla festa del proprio patrono.
La Cittadella Mantova La Cittadella Mantova