Visto con i nostri occhi
Verso il Referendum: per un confronto sereno e senza isterie
Da qui al 4 dicembre faremo la parte che ci spetta per contribuire ad arrivare preparati e sereni all’appuntamento
12/10/2016

Paolo Lomellini

Abbiamo di fronte il rischio serio che il referendum costituzionale diventi l’occasione per far tornare indietro le lancette dell’orologio che segna il cammino di maturità e consolidamento democratico del nostro Paese. Peccato perché in linea di principio poteva essere un’occasione di crescita.
E invece ci troviamo di fronte a una campagna referendaria ricca di vizi e avara di virtù. Lunga (troppo) e da subito incentrata sulla fiducia oppure no al governo, personalismi, veti, rivalse. Il merito dei cambiamenti introdotti nella seconda parte della Carta Costituzionale rimane in secondo piano, in penombra. Renzi ci ha messo del suo nell’imprimere questa direzione e ne porta, come capo del Governo, la maggiore responsabilità. Non è che nel fronte avverso siano brillate stelle di statisti e atteggiamenti di altissimo profilo.
Qualche voce autorevole, come quella del Presidente emerito Giorgio Napolitano, ha denunciato questo scadimento di toni e contenuti. Si potrà riportarli a un livello dignitoso e accettabile? Difficile fare previsioni ma bisogna provarci. I Vescovi italiani hanno ricordato che il voto su una questione importante come la riforma costituzionale è libero ma, per essere davvero tale, deve basarsi su informazione e responsabilità. Una responsabilità seria e sobria, una questione di stile e metodo che alla fine diventa importante quanto quelle di merito e contenuto.
È quello che cercheremo di offrirvi, cari lettori. A partire dalla piccola rubrica “Granelli di Senape” con le parole profonde e misurate sulla questione referendum del direttore di Repubblica, Mario Calabresi. A pagina 3 troverete la sintesi di un confronto tra due studiosi cattolici che dimostrano che ci si può orientare per il SI o per il NO con la ragione e non con il clima da stadio. E daremo ovviamente ospitalità alle prese di posizione che riceveremo. Da qui al 4 dicembre faremo insomma, nel nostro piccolo, la parte che ci spetta per contribuire ad arrivare preparati e sereni all’appuntamento.
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