Visto con i nostri occhi
Emanuela, la più votata alle Grazie
Dal 2008 partecipa al concorso di arte madonnara durante la Fiera dell'Assunta. Quest'anno il terzo trionfo nella categoria popolare, con un'opera sul perdono che ha affascinato il pubblico.
30/08/2017
L’arte come filosofia di vita e fonte di ispirazione, una specie di imprinting apparsa durante l’infanzia e coltivata nel tempo con passione, impegno e tenacia. Un filo conduttore che da sempre ispira e guida Emanuela Cerutti, 35enne di Roncoferraro, grafica di professione e artista per vocazione. La voglia di sperimentare l’hanno portata ad avvicinarsi al mondo dei madonnari. Dal 2008 l’incontro nazionale che si tiene in agosto, durante l’Antichissima Fiera delle Grazie, è un appuntamento fisso dove mettere alla prova il suo talento. Anche quest’anno non sono mancate le soddisfazioni: per la terza volta consecutiva, il pubblico ha scelto proprio lei come vincitrice nella categoria popolare del concorso che richiama artisti da tutta Italia.
«Ho sempre disegnato, fin da piccola – racconta Emanuela – e crescendo il mio amore per l’arte è diventato più intenso. Questa passione mi ha aiutata a dare forma a pensieri, paure, sogni e, in certi momenti, a superare situazioni difficili. Nel tempo ho provato tecniche diverse, ma sono sempre rimasta fedele ad alcuni temi più significativi per me, legati al mondo femminile e del fantastico».
Una fase chiave del suo percorso di formazione è il periodo delle scuole superiori, all’istituto d’arte “Giulio Romano” di Mantova. Nel corso degli anni partecipa a vari corsi di grafica che la aiutano a inserirsi nel mondo del lavoro e ad avviare la propria carriera professionale. Poi, una decina di anni fa, sente il bisogno di provare un’esperienza nuova e decide di iscriversi al concorso di arte madonnara delle Grazie.
«La prima volta è stato uno dei momenti più belli della mia vita e se ci penso mi commuovo ancora», ricorda Emanuela. «Mi rivedo ragazzina, così ingenuamente coraggiosa e con il desiderio di mettermi alla prova, scalare una piccola vetta. Ho apprezzato tutto di quella notte così magica e diversa. Non credevo di poter provare qualcosa di tanto meraviglioso grazie all’arte».
In poco tempo scocca la scintilla: nasce così la passione per il disegno in gessetto sull’asfalto, che diventa una delle sue forme d’arte preferite. Per affinare la tecnica si iscrive alla scuola di arte madonnara di Curtatone, dove conosce alcune artiste più esperte. Ad aiutarla è soprattutto il confronto diretto con i maestri che condividono con lei ogni estate il sagrato del Santuario, sede del concorso. «L'arte madonnara è un modo per dire qualcosa di mio al mondo – spiega – seppur con un gesto destinato a svanire con la prima pioggia. Per questo secondo me ha un grande valore simbolico: mi ha portata a capire quanto siano importanti i singoli momenti, proprio perché destinati a finire. Il gesso è polvere e noi stessi un giorno saremo polvere: abbiamo il potere di trasformarci, come l'arte che sullo stesso piazzale accoglie ogni anno disegni nuovi. È l'idea di rinnovo e speranza che dà significato al singolo istante».
Al concorso di quest’anno, Emanuela ha presentato l’opera “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Il dipinto era diviso in tre settori: a sinistra una ragazza che prega, simbolo di perdono e speranza; al centro un soldato, emblema degli errori dell'uomo; a destra, la scena di Gesù in croce, insieme ai due ladroni. «Era una specie di trasposizione moderna della crocifissione – aggiunge – per ricordare che nessuno è escluso dal perdono di Dio. Ricevere per la terza volta il premio del pubblico è stato un regalo immenso, che mi rafforza come persona e artista».
Il riconoscimento dà a Emanuela nuova fiducia in vista del futuro, a partire dal suo cammino professionale: «Il mio sogno nel cassetto – dice – resta quello di fare un lavoro che mi permetta di sfruttare a tutto tondo mani, creatività e sensibilità». Nel frattempo, continuerà ad alimentare l’amore per l’arte madonnara e pensa al prossimo anno: dopo tre vittorie di fila nel concorso popolare, la speranza è di riuscire a trionfare nella categoria maestri.
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