Mantova cultura 2017
Esodo Pentateuco #2
Secondo capitolo del ciclo ispirato all’Antico Testamento, il monologo indaga l'esodo istriano e la memoria collettiva di un popolo e di tutta l'Europa
17/02/2017
«Ora potete smettere di immaginare. Quello che succede in Istria, da questo momento in poi, supera di gran lunga la vostra immaginazione».

Esodo è il secondo capitolo del progetto “Pentateuco”, ciclo di cinque monologhi, ognuno spettacolo autonomo, ispirati simbolicamente ai primi cinque libri dell’Antico Testamento (il Pentateuco, appunto, di cui fanno parte i libri Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio).
Dopo Genesi, storia di una migrante in terra straniera, costretta ben presto a comprendere quanto assimilare una lingua sconosciuta e oscura significhi un po’ ridefinire la propria identità, è la volta di Esodo, testo scritto da Diego Runko (istriano nato a Pola), allo Spazio Studio S. Orsola sabato 18 febbraio alle ore 21 e domenica 19 febbraio alle ore 17.

Protagonista di questo capitolo è Rudi, uno che non è mai emigrato ma che ne ha visti tanti partire sul Toscana, il piroscafo che portava gli esuli da Pola in Italia. Anche l’attore Diego Runko è istriano, di quelli che hanno nel sangue nazionalità diverse, popoli, lingue. Se va un po’ indietro con la memoria, ne ricorda almeno quattro e infatti recita in ben quattro lingue, dando vita a vari personaggi che attraversano la storia, tra cui un giornalista croato alle prime armi, un soldato inglese tifoso del Liverpool, un sacerdote partigiano, fino al ragazzo di Pola che pesca con le bombe.

A fare da cornice, la storia dell’Istria vista attraverso due date simbolo: il 25 giugno 1991, giorno dell'Indipendenza della Croazia, e il 18 agosto 1946, giorno in cui la bomba sulla spiaggia di Vergarolla segna simbolicamente l'inizio dell'Esodo. Una bomba che uccide più di sessanta persone, ma che non viene rivendicata da nessuno. Un avvenimento terribile di cui, ad esattamente settant’anni di distanza, si sa ancora pochissimo.

Esodo è una storia rocambolesca fatta di bombe, di zanzare, di barche e di speranza. Tra partigiani e nazisti, veri amici e traditori, giochi infantili e drammi spietati. Rincorrendo James Joyce ed Alida Valli, per raccontare con voce chiara e senza artifici, una pagina dolorosa e complessa della storia recente, l’esodo istriano, con una dimensione umana, attraverso un racconto personale e toccante. L’Istria è sempre stata una terra di confine, una zona in cui tracciare una separazione netta tra italiani, croati e sloveni è pressoché impossibile. Gli istriani sono stati, e sono tuttora, abituati ad accogliere piuttosto che a respingere, e oggi, se si viaggia dall’Italia verso la Croazia, subito oltre il confine c’è un cartello, un cartello che recita le parole “Istra – zemlja dobrih ljudi. Istria – terra di brava gente”. Di questa gente, e anche per questa gente, noi vogliamo parlare.

Il monologo originale di Diego Runko si è classificato al primo posto al Concorso di Drammaturgia Civile “Giuseppe Bertolucci” con la seguente motivazione: «per aver saputo raccontare con voce chiara, ritmo calzante e senza artifici una pagina dolorosa e complessa della storia recente, l’esodo istriano, sottraendo le vicende della città di Pola alle retoriche delle narrazioni contrapposte per restituirle, attraverso la lingua del teatro, a una dimensione umana. […]Runko tiene assieme questi elementi e le loro contraddizioni, ricollocandoli nel quadro di una vicenda personale. Segue così i dettami profondi del teatro, che non usa il palcoscenico per professare una verità ma indaga l’ambiguità, la materia torbida di cui è fatta la vita, per suggerire, al di là delle retoriche, un possibile livello più profondo».

Progetto La Confraternita del Chianti. Musiche di Lorenzo Brufatto, eseguite e registrate dall’ensemble da camera "Il canto sospeso"; traduzioni di Craig Allen, Ester Barlessi, Brigita Lorger, Tamara Turšič; progetto grafico di Mara Boscaro; assistente alla regia Cristina Campochiaro. Produzione Associazione K., Dramma Italiano di Fiume – Teatro Nazionale Croato Ivan De Zajc (Rijeka/Fiume – Croazia) in collaborazione con Teatro Verdi/Teatro del Buratto - con il sostegno di Regione Lombardia – NeXT 2015

La Confraternita del Chianti è una compagnia teatrale fondata da Chiara Boscaro e Marco Di Stefano. È una compagnia stabile che lavora alla creazione di un repertorio di drammaturgia contemporanea e allo sviluppo di progetti culturali multidisciplinari e pedagogici dedicati sia al pubblico adulto che ai ragazzi, in Italia e all'estero. Attualmente sta lavorando al progetto internazionale Pentateuco. La Confraternita fa parte di Associazione K., residenza teatrale che aderisce ad Associazione ETRE e che gestisce MANIFATTURA K., spazio teatrale situato nel comune di Pessano Con Bornago (MI). Nel 2016 il gruppo ha ricevuto il Premio Pradella dall'Accademia dei Filodrammatici e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano.

 Teatro Spazio Studio S. Orsola, Via I. Bonomi, 3 Mantova
info@arscreazione.it - www.arscreazione.it - www.vivaticket.it - www.claps.lombardia.it
Telefono: 0376 288 462 | 347 7269354
(dal lunedì al sabato dalle 16:30 alle 21:00 domenica dalle 15:30 alle 17:00)

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