Visto con i nostri occhi
Esperienze intense in diocesi: i giovani si lanciano nella vita
Alla scoperta di alcune realtà dove poter svolgere l'alternanza scuola-lavoro: Caritas, oratori, Centro di aiuto alla vita. E non è raro che gli studenti decidano poi di ritornarci come volontari
10/07/2018
La concretezza di un impiego pratico in un’azienda o associazione unita alle conoscenze imparate in aula, a lezione. L’alternanza scuola lavoro è una delle novità più recenti nel mondo dell’istruzione, istituita nel 2015. Prevede che gli alunni svolgano un’esperienza pratica “sul campo” durante gli ultimi anni delle superiori. È un modo per consolidare le competenze acquisite a scuola e mettersi alla prova in un ambiente diverso: un’anticipazione di ciò che li aspetterà da adulti, quando avranno concluso il loro percorso accademico.
Tra i tanti settori in cui i giovani possono fare l’alternanza scuola lavoro, ci sono anche realtà che hanno a che fare con la nostra diocesi. Ad esempio, i centri di ascolto Caritas sparsi sul territorio o il Centro di aiuto alla vita. Oppure l’archivio storico diocesano, che conserva numerosi documenti antichi. E ancora gli oratori, dove gli studenti possono partecipare come animatori o educatori ai Grest parrocchiali. In questi luoghi, l’alternanza scuola lavoro assume un significato più ampio: non solo un dovere da portare a termine, ma un’esperienza umana che fa conoscere realtà diverse, promuove la solidarietà e favorisce il contatto con le persone.
Lo sa bene Giulia Bernini, del liceo linguistico “Virgilio”, che ha prestato servizio al centro di ascolto Caritas di Quistello. Per lei è stata una scelta consapevole: «Volevo conoscere meglio la realtà della Caritas – racconta –, dove avevo già avuto qualche esperienza. Mi sono occupata soprattutto della distribuzione di alimenti e vestiti, oltre ad attività di ufficio e segreteria. È stata un’esperienza bella: mi sono resa conto delle famiglie in difficoltà che abitano nella mia zona, ho scoperto un gruppo di volontari affiatato che passano tanto tempo ad aiutare gli altri e sono felici di farlo. In questo periodo sono cresciuta come persona e mi piacerebbe tornare ancora alla Caritas come volontaria».
Un percorso simile a quello di Camilla Schivi, dell’istituto “Redentore”: per lei l’alternanza scuola lavoro è stata al Centro aiuto alla vita di Mantova. L’associazione sostiene donne e madri in difficoltà e offre anche strumenti per i ragazzi come il “Telefono giovane”, una linea dedicata dove poter raccontare i propri problemi a qualcuno pronto ad ascoltare e intervenire. È proprio qui che Camilla è stata impegnata: «Mi ha colpita l’alto numero di giovani – spiega – che vivono situazioni di disagio: litigi in famiglia, problemi a scuola, difficoltà con gli amici, solitudine. Non sapevo che queste difficoltà fossero così comuni anche a Mantova. È difficile toccare con mano realtà di questo tipo, non emergono facilmente e tendono a essere nascoste. Come se fossero persone in un certo senso “invisibili”, eppure abitano nei nostri stessi quartieri, vicino a noi. Attraverso il “Telefono giovane” ho cercato di dare il mio contributo, grazie anche al sostegno dei volontari che mi hanno seguita ogni giorno: sono stati un aiuto fondamentale».
Dal Centro aiuto alla vita all’oratorio: forme diverse di aiuto alla comunità e occasioni diverse di alternanza scuola lavoro. Chiara Zampolli, anche lei del liceo linguistico “Virgilio”, ha svolto il progetto al Grest di San Giorgio. «Ho fatto l’animatrice varie volte in questi anni – racconta – e frequento la parrocchia, quindi non è una realtà nuova. Mi sono occupata dell’animazione dei bambini e ho dato una mano a organizzare le attività. Consiglio a tutti di farlo perché è un modo per avvicinarsi al mondo della parrocchia, un ambiente che può offrire molto a noi giovani».
Marcello Bassi Manfredi, studente del liceo scientifico “Belfiore”, ha invece avuto a che fare con lettere e testi dell’Archivio storico diocesano. «Trascrivevo la corrispondenza e documenti del 1835 – ricorda – che fanno parte del registro di protocollo della Curia. Alcuni erano curiosi, magari riferiti alla vita di re o imperatori dell’epoca. È stato interessante e può essere un’opportunità per tanti miei coetanei appassionati di storia».
Caritas, Centro di aiuto alla vita, parrocchia, Archivio diocesano: in questi ambiti l’alternanza scuola lavoro può essere davvero un’occasione formativa di crescita, capace di tornare utile ai giovani anche una volta concluso il percorso di studi.
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