Visto con i nostri occhi
Essere testimoni del Vangelo
L’invito del vescovo Busca nella Settimana Santa: «Cristiani nella vita quotidiana». Don Gianni Grandi è il vicario per la pastorale. Le sue prime dichiarazioni
23/04/2019
Siamo a Pasqua, dopo intense celebrazioni liturgiche – dal Giovedì Santo alla veglia – che hanno coinvolto le nostre comunità parrocchiali, inserendole nel cuore della fede in Gesù Cristo. Sacerdoti, cristiani laici e consacrati: un popolo, la Chiesa di Dio, in cammino. «Noi siamo gli uomini del ricordo e del racconto, perché abbiamo vissuto un’esperienza dello Spirito Santo», ha detto il vescovo Marco Busca ai sacerdoti della diocesi, riuniti in Cattedrale il 18 aprile, Giovedì Santo, per la Messa crismale, prima che ognuno andasse nelle proprie parrocchie per dare inizio altri duo pasquale. «Uomini del ricordo e del racconto», in forza dello Spirito: parole rivolte ai preti, da tenere bene in mente, ma valide per tutti i discepoli e le discepole di Cristo.
È lo Spirito che ci permette di raccontare il Vangelo con ciò che testimoniamo, a tal punto –ha aggiunto il vescovo – che ciascun cristiano diventa significativo per gli altri solo se in lui “si legge”, si coglie la presenza di Cristo. «I ricordi di una vita buona e bella si imprimono nell’esperienza degli altri: creano sintonia e relazioni. Dobbiamo saper entrare nei luoghi del “quotidiano” per essere vicini alle persone, nelle situazioni del nascere e del morire, nei drammi della vita degli altri, e lì saper testimoniare il Vangelo. Essere predicatori della strada». La vita concreta, dunque, «la cronaca che, con la forza dello Spirito, diventa Storia».
Al termine della Messa crismale, prima di porgere gli auguri pasquali, il vescovo Busca ha dato ai sacerdoti e ai fedeli presenti l’importante comunicazione che don Gianni Grandi, attuale parroco di San Giorgio, è stato da lui nominato vicario per la pastorale. Don Grandi collaborerà con il vescovo per impostare in modo complessivo la pastorale diocesana; coordinerà il Centro pastorale nei suoi diversi settori, gli organismi di partecipazione (il Consiglio presbiterale e il Consiglio pastorale diocesano) e il lavoro delle unità pastorali affinché si arrivi a un’azione unitaria; si porrà in un atteggiamento di comunione e collaborazione con le parrocchie, le unità pastorali, le associazioni e i movimenti, le persone di vita consacrata.
Don Grandi, 64anni, laureato in Filosofia all’Università di Bologna (con una tesi sul teologo Jürgen Moltmann), ha un’ampia esperienza pastorale, avendo ricoperto numerosi incarichi: da direttore del Centro diocesano per la pastorale giovanile a rettore del Seminario (negli anni 2001–2009). Dal 2009 è parroco di San Giorgio e Villanova Maiardina. È pure referente diocesano della Caritas e insegnante di Filosofia agli Istituti Redentore. «Negli ultimi anni – spiega in un’intervista “a caldo” alla “Cittadella” – tutti abbiamo toccato con mano una crescente partecipazione dei laici alla vita della Chiesa, non solo in veste di collaboratori nelle parrocchie, ma anche con compiti di corresponsabilità. In loro si avverte il desiderio di una più solida formazione, come di mostra il recente corso sui ministeri».
Quali maggiori attenzioni bisognerà avere in futuro? «Ritengo che i sacerdoti dovranno essere sempre più disponibili alla collaborazione e i laici più corresponsabili. Le parrocchie dovrebbero saper mettere al centro i poveri e favorire tra i giovani la capacità di vivere dei cammini con tutta la comunità. Un altro terreno importante sono le unità pastorali, luoghi in cui ripensare la pastorale nella prospettiva della comunione e della missione, in un’ottica di annuncio e testimonianza del Vangelo».
Un’ultima domanda: don Gianni, tu sei sacerdote dal 1987. Che cosati ha insegnato in questi anni l’esperienza di prete? «Mi ha insegnato la maternità della Chiesa, una maternità feconda, che dal punto divista personale colgo attraverso il sentirmi sempre chiamato alla conversione e, sotto l’aspetto comunitario, nel vivere in una prospettiva di fraternità con gli uomini e le donne che incontro ogni giorno».
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