Mantova cultura 2017
Festival Verdi nel nome di Schiller
In ottobre ai Teatri Regio e Farnese di Parma e al Verdi di Busseto, il Festival indaga il connubio tra il musicista italiano e il drammaturgo tedesco
26/09/2016
«L’artista è figlio del suo tempo; ma guai a lui se è anche il suo discepolo o peggio ancora il suo favorito». Attorno a Friedrich Schiller, i cui drammi ispirarono molti soggetti operistici, ruota l’edizione 2016 del Festival Verdi che si svolge dal 1 al 30 ottobre a Parma, al Teatro Regio e al Teatro Farnese, e a Busseto, al Teatro Verdi.

Dalle tappe giovanili di “Giovanna d’Arco” (Teatro Farnese dal 2 al 20 ottobre), “I masnadieri” (Teatro Verdi di Busseto dal 7 al 29 ottobre, in collaborazione con la Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna e con il Concorso Internazionale Voci Verdiane) sino alla piena maturità di “Don Carlo” (che inaugura, al Regio, il 1 ottobre con repliche fino al 11) Verdi torna più volte ad attingere al teatro tragico di Schiller, ravvisandovi quel «valore simbolico del dramma storico, la necessità del principio che, come il sole, vada irraggiando gli avvenimenti», come espresso in un giudizio critico del 1830 da Giuseppe Mazzini, il cui pensiero politico, etico, filosofico e morale influenzò la poetica verdiana.

A questi titoli, si aggiunge “Il trovatore” (Teatro Regio dal 21 al 30 ottobre), la quarta opera prodotta, di cui tre nuovi allestimenti, realizzati dai laboratori scenotecnici e di sartoria del Regio. Un impegno che dà concretezza alla volontà di rilancio del Festival e che vede il Regio nuovamente partecipe di una rete internazionale di Case d’Opera, grazie agli accordi di coproduzione con il Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, l’Òpera di Tenerife e il Teatro Carlo Felice di Genova.

Il Festival comprende anche spettacoli, concerti, incontri, giornate di studi. Il Teatro Farnese è il luogo delle contaminazioni di “AroundVerdi”, con la musica elettronica, il jazz di Uri Caine, le composizioni di Fabien Lévy, le note poetiche di Vinicio Capossela, la maestria attoriale di Ugo Pagliai, le performance teatrali di Lenz, in cinque prime assolute. Inoltre, per le vie del centro Parma, rielaborazioni musicali e performative del III atto del Don Carlo. Infine i laboratori di VerdiYoung.



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