Visto con i nostri occhi
Genitori oggi tra mille sfide: educare i figli all'autonomia
Comunità di Montanara in festa l’8 dicembre, nel giorno dell’Immacolata, patrona della parrocchia. Nella Messa presieduta dal vescovo sono stati celebrati i battesimi di due bambini
16/12/2019
Festa grande domenica 8 dicembre nella parrocchia di Montanara di Curtatone, di cui l’Immacolata è patrona. La Messa, presieduta dal vescovo Marco Busca, è stata allietata dai battesimi di Bianca Maria Vittoria e Leonardo e ravvivata dai canti dei giovani coristi. L’omelia è stata una felice sintesi tra le letture, il sacramento del Battesimo e la festa della comunità parrocchiale.
Il vescovo ha evidenziato come il peccato di Adamo ed Eva sia esemplare di ogni peccato nella sua triplice modalità: pensar male di Dio, come fosse un padrone; pensar male di se stessi, vergognandosi della propria nullità e cercando di nascondersi a Dio; pensar male degli altri, scaricando su loro le responsabilità dei propri errori. È la schiavitù di chi è sottomesso al male. La grazia invece è un insieme di bellezza, bontà e tenerezza. Dobbiamo pensar bene sia di Dio sia di noi stessi che degli altri – ha aggiunto Busca –, perché siamo tutti chiamati a essere santi e immacolati nell’amore, come i bambini battezzati.
Il Battesimo introduce i bambini nella grande famiglia di Dio. La parrocchia deve essere una comunità familiare in cui ciascuno è chiamato a essere generativo: promotore e portatore di grazia, cioè di bontà e bellezza, come la comunità che accoglie i suoi nuovi figli. Finita la Messa, i genitori hanno avuto un incontro con il vescovo Busca sul tema “Come educare i figli in un mondo in continua accelerazione”: sempre di corsa, con il timore di essere in ritardo. Perché a volte i genitori per amore sbagliano. Sbagliano quando litigano di fronte ai figli; quando diventano iperprotettivi; quando li caricano delle proprie ansie; quando vorrebbero farli vivere in ambienti asettici (“Genitori Amuchina con figli sottovuoto”, a rischio depressione); quando cercano una vita facile risolvendo al loro posto i problemi (“Genitori spazzaneve e genitori pronto soccorso”). I figli non vanno posseduti, vanno protetti e accompagnati verso una sempre maggiore autonomia.
Il vescovo si è soffermato sulla cosiddetta “crisi adolescenziale”: crisi non significa negatività ma passaggio, crescita; i pericoli non vanno certo sottovalutati ma ridimensionati nella consapevolezza che il bene è più forte del male. Occorre essere accanto ai figli con tenerezza materna e con paterna autorevolezza, facendo loro proposte forti: mai giocare al ribasso! E mai ingabbiare i figli nei nostri schemi precostituiti: educare è favorire l’emergere dell’individualità di ciascuno (la sua vocazione) nei tempi e nei modi a lui più consoni.
Ma la cosa più grande da donare è l’amore di coppia: è l’unità della coppia il soggetto educante e il fondamento su cui si basa la famiglia. Se con il Battesimo nascono l’uomo e la donna nuovi, nel matrimonio lo Spirito Santo li unisce. La prima fecondità è il diventare una coppia, sorretta da una solida fede da trasmettere ai figli. È stata una mattinata decisamente feconda perla comunità, che già auspica nuovi incontri con il vescovo.
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