Visto con i nostri occhi
Giovani, costruttori di luoghi di Misericordia
Celebrata la Redditio Symboli e consegnato il mandato per 400 pellegrini diretti alla Giornata Mondiale della Gioventù
19/05/2016
Giada Scandola

Facciamo una chiesa. Nel Giubileo della Misericordia, costruiamo una chiesa nella chiesa. Una piccola porziuncola nella Basilica di Sant’Andrea. Impossibile. Ci si impiegherebbe troppo tempo. Sarebbe instabile. E poi, dove trovare i materiali? Come tenerli uniti? Servono il lavoro di un fabbro, il taglio di un falegname e il disegno di un tecnico. Servono giovani coordinati che in pochi minuti sappiano costruirla. Occorre provare e riprovare.
Mesi fa, in quelle fredde riunioni organizzative sembrava un sogno, quasi un’utopia. Eppure, anche i sogni possono diventare realtà. Perché sabato, durante la Veglia di Pentecoste, il desiderio di qualcuno si è fatto reale. Come quando sulla spiaggia di Copacabana, durante la GMG di Rio de Janeiro nel 2013, Papa Francesco ha esortato i giovani a diventare “i costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore”. Così, sulle note del canto di san Damiano gli scout mantovani si sono fatti costruttori di luoghi di misericordia.
1500 fedeli in basilica, 700 giovani provenienti dalle diverse parrocchie, 400 coloro che andranno alla Giornata Mondiale della Gioventù. A cornice, il coro diocesano di Pastorale Giovanile guidato dal M° Meneghello che per la prima volta si è aperto a chiunque volesse prenderne parte. Due i laboratori per il preveglia e tante le novità per questa ultima edizione intitolata Passioni per la Vita. Tra le principali, la celebrazione dopo otto anni della Redditio Symboli per 22 ragazzi di Pieve di Coriano, San Biagio, Suzzara e Gonzaga che hanno detto il loro sì alla comunità ricevendo dal vescovo una lampada, luce per il loro cammino di fede.
Particolarmente sentito anche il monologo teatrale, tratto dal libro “Il Pastore ferito” di Daniel Ange, e interpretato dall’attore Alessio Caramaschi di Suzzara. Emanuele è il protagonista della storia nonché emblema dell’interiorità di ciascuno di noi: le paure, le ferite, i drammi che appartengono all’umanità di sempre che a un certo punto lo portano a gridare “la vita perché, la morte perché, l’amore perché?”. Sarà proprio da questo profondo interrogativo che nascerà, con l’aiuto di un pastore, una risposta semplice e profonda: “Tu sei amato anche se non lo sai…”.
Una riflessione chiusa con la consegna del simbolo della Veglia: la benda, immagine dell’amore di Dio che cura le nostre ferite. A distribuirla, il gruppo della parrocchia Sant’Anselmo che prenderà parte il prossimo luglio all’incontro mondiale dei giovani con Papa Francesco a Cracovia. Una piccola rappresentanza dei 400 iscritti che dopo aver ricevuto il mandato ufficiale dalle mani del vescovo Busti, hanno fatto volare in aria il tradizionale cappello di paglia sulla scia dell’inno mantovano che li accompagnerà fino in Polonia.
Misericordia è il volto dell’amore, insomma. Cantato, recitato o pregato anche grazie alla sessione del libretto curata da seminaristi e Azione Cattolica che ha accompagnato i fedeli alla preghiera silenziosa, al percorso visivo sul volto della misericordia o all’adorazione davanti al crocifisso di san Damiano. Misericordia anche nelle postazioni che hanno coinvolto una trentina di sacerdoti resisi disponibili alla confessione. Presenti tra questi, anche Roberto Busti, sacerdote ancora prima che guida per la Chiesa di Mantova.
La celebrazione del mistero permanente della vita della Chiesa si è chiuso con l’invocazione dello Spirito Santo e la preghiera per il mondo.
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