Visto con i nostri occhi
Gli anziani pellegrini, ricchezza per la Chiesa
Al celebre Battistero di Parma si sono ritrovate un migliaio di persone, arrivate da ogni parte della diocesi. Una giornata ricca di riflessioni, terminata con il Rosario e la Messa in duomo
28/05/2018
Anche quest’anno, come ormai da molti anni, la diocesi ha promosso il pellegrinaggio diocesano rivolto alle persone anziane. Quasi mille partecipanti provenienti da diverse parrocchie della chiesa mantovana. L’équipe diocesana per la pastorale degli anziani lo ha organizzato lo scorso giovedì 17 maggio scegliendo come meta la città di Parma, con la visita del celebre Battistero, la recita del rosario in cattedrale e la celebrazione della messa presieduta dal vescovo Marco Busca e concelebrata da numerosi sacerdoti. Il luogo e i testi meditati avevano come obiettivo quello di riscoprire la vocazione battesimale, in linea con le indicazioni della lettera pastorale del vescovo “Generati in Cristo nostra vita”. Parecchie sono state le parrocchie e le unità pastorali che hanno aderito all’invito. I pellegrini, di fronte allo splendido monumento secolare del Battistero, dove l’intreccio tra fede, storia e arte è un inno alla bellezza e alla bontà di Dio, hanno provato dapprima meraviglia e stupore, poi emozione, suggestione uniti alla riflessione sul significato simbolico e sui riferimenti teologici della ricchissima decorazione pittorica e plastica. L’organizzazione aveva infatti previsto una visita guidata al Battistero. La pianta del Battistero è ottagonale, allusione all’octava dies, il giorno della rinascita dell’uomo tramite il battesimo (giorno in cui Cristo Risorto porta la salvezza all’umanità credente). La cupola rappresenta in maniera allegorica la Gerusalemme celeste su cui venivano invitati a meditare coloro che erano immersi nell’acqua. I pellegrini hanno vissuto poi un altro momento molto intenso nell’abbraccio dello splendido duomo, superba creazione dell’architettura romanica del XII secolo. I posti a sedere disposti nella navata e nel transetto sono stati interamente occupati dai pellegrini accolti in chiesa da don Dino Mezzani che, insieme a don Lino Azzoni, ha curato l’animazione musicale e canora della celebrazione. Prima della celebrazione non poteva mancare la recita del rosario, preghiera molto diffusa e praticata proprio nel mese di maggio. Sono infatti moltissimi i gruppi spontanei che ogni giorno si ritrovano a pregare il rosario, spesso davanti ad edicole votive o anche nel giardino di casa o del condominio.
La Vergine Maria, strumento dell’incarnazione divina, è stata l’ispirazione delle meditazioni dei misteri del santo rosario e dell’omelia del vescovo Marco. Intensa e profonda la meditazione del presule su Maria presente nel cenacolo, con la comunità dei discepoli, ravvivati dallo Spirito Santo consolatore e prima cellula della chiesa nascente. «Il cenacolo - così ha sottolineato il vescovo in un passaggio nell’omelia -
grazie all’effusione dello Spirito Santo diventa luogo di preghiera e di fede ed è casa aperta alla missione di evangelizzazione dell’umanità. Maria, maestra della perseveranza, ci insegna la fedeltà senza interruzione. E vivere secondo lo Spirito fa sì che i credenti da neonati in Cristo diventino adulti in Cristo». Prima di congedarsi, i pellegrini hanno ricevuto anche un testo contenente una descrizione catechistica del celebre battistero, oltre che ad un libretto, curato dal coordinamento anziani, sulla pastorale dedicata a loro. La giornata ha permesso di realizzare una bella esperienza di diocesanità, mettendo in luce anche l’esistenza di tanti gruppi di anziani che settimanalmente si ritrovano nelle parrocchie per meditare la parola di Dio, approfondire la fede e camminare ancora insieme nel servizio della comunità. Come ebbe a ricordare papa Francesco, citando il papa emerito, «la vecchiaia è una ricchezza». La nostra memoria torna al novembre 2012, quando Benedetto XVI, visitando una casa per anziani, disse: «La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune». Gli anziani rappresentano la riserva sapienziale del nostro tempo e delle nostre comunità.
Il secolo attuale, in cui la natalità decresce e gli anziani aumentano, è definito “il secolo dell’invecchiamento”. Uno sbilanciamento che ci interpella, anzi è una grande sfida per la società contemporanea e per la nostra stessa pastorale. Per converso, esiste una cultura del profitto che «insiste nel far apparire i vecchi come un peso, una zavorra». Il risultato è che l’anziano rischia di essere percepito come un onere da scartare. La presenza degli anziani nelle nostre parrocchie è davvero una ricchezza e la presenza di tanti gruppi al pellegrinaggio diocesano dovrà necessariamente portare ad una più organica riflessione su questa realtà e sulle proposte che vengono loro fatte. Terminato il programma della giornata, i pellegrini giunti a Parma “assetati” hanno fatto ritorno alle rispettive parrocchie ricreati dall’”acqua che definitivamente disseta” e dai doni dello Spirito Santo.
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