Visto con i nostri occhi
Grest, occasione di annuncio e segno di una Chiesa vicina alla gente
I ragazzi con gli educatori danno vita a una esperienza creativa dai molteplici obiettivi
24/06/2016
Giampaolo Ferri

È forse la proposta per adolescenti e bambini più coinvolgente delle nostre parrocchie in questi anni. Prima ancora di qualsiasi riflessione, più o meno teologica-pastorale, il fenomeno del Grest (gruppo estivo) ci travolge come un’onda di gioia e porta nelle nostre comunità cristiane centinaia di bambini e adolescenti che danno vita a una delle esperienze più creative e colorate dell’oratorio estivo. L’investimento delle diocesi lombarde sulla qualità cristiana della proposta è evidente e anche una semplice occhiata ai sussidi proposti dalla commissione regionale ne danno immediata conferma.
La proposta del Grest è motivo di grande investimento, anzitutto di persone, non solo per il coinvolgimento di adulti, adolescenti e ragazzi, ma anche per molti preti e suore che vi si dedicano a tempo pieno. È sempre più chiara infatti la convinzione che la congiuntura del Grest è occasione preziosa per annunciare il vangelo e far sperimentare a famiglie e ragazzi il volto di una Chiesa vicina e “accessibile”. Molti adolescenti passano la maggior parte delle loro giornate estive in oratorio anche grazie a queste proposte, attraverso le quali sperimentano la forza del lavoro di gruppo, dell’amicizia, del servizio ai più piccoli e di riflessione sul senso della vita sempre più difficili da realizzare. Crescono poi di qualità i momenti di preghiera e di catechesi offerti per le diverse età durante il Grest, grazie ai quali anche molti ragazzi che non frequentano la parrocchia, incontrano nuovamente la parola di Gesù e vengono stimolati a porsi seriamente la domanda di Dio. Molti ragazzi “ritornano” in oratorio con il Grest estivo e alcuni, non tantissimi però, rimangono e ricominciano anche un cammino di gruppo e di fede.
L’annosa discussione all’interno della Chiesa circa l’opportunità o meno di un tale investimento di energie resta aperta. I “partiti”, anche tra i preti, sono vivi e vivaci nel portare le loro motivazioni pro e contro. Resta tuttavia l’evidenza di una domanda diffusa e crescente di una Chiesa “vicina” alla gente, all’interno della quale anche proposte così popolari sembrano andare in questa direzione. Per le nostre parrocchie il Grest rimane una grande occasione pastorale che, quando debitamente curata, risulta anche più incisiva di tanti momenti distribuiti lungo l’anno. Purtroppo quando l’anno pastorale è ancora forzatamente segnato dal calendario scolastico risulta difficile intuire percorsi nuovi e più promettenti! Quante volte Papa Francesco nelle sue parole ci sprona a essere più audaci e creativi nella nostra pastorale. Non tanto per il gusto di novità effimere, quanto perché certi percorsi ormai non dicono più nulla a nessuno, e se fino a qualche anno fa andavano bene oggi non più!
Per chi non ne avesse ancora fatto esperienza, suggerisco di provare a stare anche solo un’oretta nel proprio Grest parrocchiale. Così per farsi un’idea propria di quanto accade. Senza scomodare i grandi santi dell’oratorio, che di allegria se ne intendevano, mi sento anch’io di affermare che la gioia e il bene sono dei ponti gettati nel cuore dei ragazzi, sui quali lo Spirito potrà camminare e far sentire loro l’amore forte e fedele del Padre.
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