Visto con i nostri occhi
Grest, proprio una «bella storia»
Al via in molte parrocchie mantovane l’attività che coinvolge 10mila giovani. Non solo giochi: è l’inizio di un percorso educativo. Un laboratorio di formazione dove fare squadra ed essere parte di una comunità
17/06/2019
Diecimila. È questo il numero dei bambini e ragazzi che, dal termine delle scuole fino a estate inoltrata, sarà interessato dai Grest in diocesi. Di questi diecimila, circa un quarto sono animatori: un numero importante che rivela l’entità dello sforzo organizzativo.
La preparazione è cominciata mesi fa, perché non si tratta solo di pensare a “giochi per occupare i bambini” ma proprio come negli anni scorsi c’è un tema, ci sono le canzoni, le preghiere, le rappresentazioni teatrali, i laboratori, le proiezioni cinematografiche… E poi gli spazi: ogni comunità ha luoghi più o meno idonei ad accogliere centinaia di ragazzi, così entra in gioco anche la sinergia con i comuni e le associazioni di volontariato. Il Grest è totale, coinvolge la comunità, e non solo quella cattolica: sono molti i bambini musulmani che hanno aderito in un clima di assoluta integrazione.
Il tema è “BellaStoria”, quella che, attraverso il tempo più lento dell’estate, si costruisce con l’aiuto di tutti, fino alla scoperta della propria vocazione. Un Grest fatto non solo di pura animazione, quindi, ma rivolto alle esigenze educative rapportate alle età coinvolte. Attraverso quattro parole chiave – nascere, crescere, desiderare, compiere – i giovani approfondiscono il senso della propria vita, come in un grande laboratorio di formazione dove sentirsi parte della comunità.
Il “nascere” fa parte di un progetto d’amore scelto da chi c’è prima, un dono che genera stupore e crea famiglia; in “crescere” il protagonista sceglie i suoi compagni di viaggio dove importante è la cura delle relazioni; ogni “BellaStoria” ha una meta verso cui viaggiare, e quello è il “desiderare”; infine il “compiere”, ciò a cui assolutamente non si vuole rinunciare, la strada fatta e quella ancora da fare. “BellaStoria” ha per sottotitolo “io sarò con te”, segno di un cammino che non si esaurisce alla fine di un gioco, di una preghiera, di una biciclettata. La “BellaStoria” si incrementa ogni giorno, è una storia che dura una vita, attraverso un percorso di fede che fa scoprire talenti diversi ma tutti indispensabili alla formazione della propria vocazione.
In questi giorni, diversi Grest sono partiti “a mille”, grazie alle belle giornate estive. Accoglienza e distribuzione delle magliette, canzoni e inno del Grest da imparare e cantare tutti insieme, momenti di preghiera divisi per età, prove dello spettacolo che prende spunto dal personaggio di Pinocchio attraverso le quattro parole–chiave. E poi tanti giochi, tante gite, tante gare per fare squadra sempre insieme, uniti.
Nell’Unità pastorale di Curtatone, il primo giorno del Grest, tutti i bambini e i ragazzi si sono riuniti nell’arena e, dopo aver ballato sulle note dell’inno, gli animatori hanno recitato una piccola parte della scenetta che narra la storia di Giona e della sua chiamata da parte di Dio. Un momento di preghiera e poi divisione per fasce d’età e squadre per sfidarsi nei vari giochi; poi hanno realizzato la copertina della loro “BellaStoria” che scriveranno nel corso dell’intero Grest. 150 ragazzi e 40 animatori: sono questi i numeri a Bancole dove, per venire incontro alle esigenze delle famiglie, si è allungato il tempo del Grest: durerà tre settimane anziché due e ogni giorno terminerà alle 15. Anche a Quistello 150 ragazzi e 50 animatori: si ritrovano in una struttura concessa dal comune e la preghiera viene commentata dagli universitari e dagli educatori alla fede, segno di presenza e testimonianza che fa crescere quella vocazione ricercata dall’esperienza dei gruppi estivi. A Castel Goffredo, dove la tradizione del Grest è iniziata cinquant’anni fa, “Bella Storia” vuole essere un nuovo bagaglio di emozioni, risate e spiritualità, non una semplice esperienza estiva di puro divertimento, ma l’inizio di un nuovo percorso che abbia come meta la crescita dei giovani.
Dalla prossima settimana, “La Cittadella” dedicherà una pagina ai vari Grest della diocesi. Scriveteci le vostre “belle storie” e mandateci le vostre fotografie a redazione@lacittadellamantova.it
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