Visto con i nostri occhi
Gruppo «Sant'Anselmo», vero aiuto per la diocesi
L’associazione di volontari è nata negli anni Cinquanta, grazie all’impegno di monsignor Attilio Benedini. Svolge un servizio in diversi ambiti, in modo gratuito e del tutto spontaneo
01/10/2018
Il Gruppo volontari Sant’Anselmo è un’organizzazione mantovana che trae le proprie origini fin dal 1954. I suoi primi membri trovarono impulso e guida in un giovane sacerdote (poi monsignore), Attilio Benedini, già seriamente provato dalla vita: nella salute e nelle sue prime opere, di sicuro valore. Il vescovo Antonio Poma gli affidò la direzione amministrativa della diocesi insieme all’Unitalsi, all’Oda (Opera diocesana assistenza) per le colonie estive e gli interventi assistenziali alla popolazione, la gestione del piano Marshall per gli aiuti a persone e famiglie.
Monsignor Benedini prima iniziò con un piccolo gruppo, poi avviò una partecipazione numerosissima per le colonie marine e montane; da qui altre presenze in attività solidali, sempre attorno a lui. La partecipazione delle persone nelle esperienze diocesane rendeva vitale l’Unitalsi: a Lourdes, al Santuario della Madonna delle Grazie e a Loreto. Si condivideva la segreteria e, fino a pochi anni fa, la sede. Durante l’anno continuava la frequenza degli amici ammalati. A casa loro ci raccontavamo le nostre vite e le nostre attese, con un rapporto vivo nei fatti. Scompariva la distinzione tra ammalato e sano e si faceva strada un senso di famiglia, più larga e significativa. Ci pensava monsignor Benedini, guida e padre spirituale per molti di noi, a creare la giusta armonia, a farci sentire parte di esperienze molto significative per la nostra vita umana e spirituale.
Prima ancora che le istituzioni codificassero l’esperienza del volontariato, siamo stati avviati a una modalità libera e profondamente vera. La dimensione educativa era molto semplice, poco avvezza a portare divise, molto indirizzata a essere promotrice del senso del dovere, anche nei diversi ambiti della nostra vita. Volontari non perché presenti a eventi speciali in cui aiutare qualcuno, ma tali in ogni momento o luogo della nostra quotidianità, in campo per cercare di fare il nostro dovere, in famiglia, nel lavoro, nella comunità parrocchiale, al servizio della diocesi. Anche con i limiti e i difetti, ma ne eravamo consapevoli.
Si faceva ogni cosa con totale gratuità e sempre fu confermata l’essenza della onlus. Il nostro ordinamento interno si caratterizzò giuridicamente, molto tempo dopo aver trovato le finalità fondamentali. Lo statuto seguì le norme che avevano tracciato l’esperienza del volontariato, ma i suoi fini rimasero: «Prestare attività lavorativa, spontanea, gratuita e volontaria per concorrere allo scopo di preservare la fede cristiana e la morale cattolica».
I volontari furono anche coinvolti nell’aiuto alla colonia “Santa Rosalia”, a Folgaria, e nella realizzazione dell’albergo Fratazza a San Martino di Castrozza per il turismo sociale. Non solo in quanto edificio, ma come luogo in cui ritrovarsi come famiglia e comunità, con il lavoro e nella partecipazione alla Messa. Nel 1966 fu prestato soccorso alle trentacinque famiglie del Polesine sfollate a Sailetto e fu offerto sostegno alla città di Firenze alluvionata con l’intervento per il ripristino dell’acquedotto con il cloro portato da Mantova. In seguito ci furono l’impegno di destinare dei fondi per la Caritas diocesana con la raccolta degli stracci (i sacchi gialli dal 1971), l’intervento e il sostegno a Oseacco (Udine) durante il terremoto del Friuli (1976) e molte altre attività.
In questi anni è continuata la disponibilità per la diocesi con l’aiuto in occasione delle assemblee sinodali e delle Settimane della Chiesa mantovana. Dopo la morte di monsignor Benedini stiamo raccogliendo delle testimonianze sulla sua vita umana e sacerdotale. Invitiamo chi lo avesse conosciuto a spedirci uno scritto, inviando un’email all’indirizzo gr.vol.s.anselmo.mn@libero.it. Dopo altri assistenti spirituali, oggi ci accompagna don Alfredo Rocca e siamo incamminati con lui per continuare il nostro impegno associativo al servizio della diocesi. Siamo disponibili ad accogliere nuove adesioni con persone che desiderino sperimentare e condividere i nostri valori associativi, che restano gli stessi di sempre.
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