Mantova cultura 2017
Guri Bulollari e Christelle Labourgade
Due mostre inaugurano alla Casa del Mantegna
14/09/2017
Due mostre inaugurano alla Casa del Mantegna. Guri Bulollari è considerato l'unico pittore naif albanese. Da venerdì 15 settembre e sino al prossimo 17 ottobre, sarà possibile ammirare le sue opere, con ingresso gratuito. La Provincia di Mantova, grazie alla collaborazione e al sostegno della Fondazione Banca Agricola Mantovana e dell'associazione culturale MozArt, propone un artista veramente originale e conferma la sua vocazione ad aprirsi ad produzioni artistiche anche d'oltre confine.

Guri Bulollari, nato nel 1947 a Zvirine, un piccolo villaggio dell'Albania e che, di quel paese, è il solo pittore dell'arte naif, una corrente pittorica nella quale si manifestano forme ingenue o spontanee della figurazione artistica. Dopo i successi ottenuti nel proprio paese, con l'ultima esposizione nel 2016 alla Galleria Nazionale d'arte di Tirana, si presenta per la prima volta all'estero scegliendo la nostra città, consigliato da Artan Shabani Direttore della stessa Galleria e profondo conoscitore dell'arte nazionale e internazionale. Bulollari ha iniziato a dipingere all'età di sette anni, e continua ancora oggi realizzando i suoi lavori con tecniche varie, quali olio, tempera, pastello, matita, ecc., senza mai farsi influenzare dalla formazione accademica, poiché dipinge ancora in modo sincero, come nella sua prima infanzia.

Il suo isolamento nella casa sul lago di Lin, villaggio di Pogradec, ha consentito all'artista di "appartarsi dal mondo e di mantenere l'ispirazione iniziale, cioè la tendenza - come scrive nel catalogo il critico Renzo Margonari - ad esprimere nei quadri il racconto dialettale, elementare, tipico dell'arte infantile".  Guri racconta, così, sulla tela, storie di quotidianità, ammirazione per la vita rurale e fatti folkloristici, come i balli, le esibizioni musicali, la visione del suo lago, le scene pastorali, prospettando varie volte il medesimo soggetto con caratteristiche cromatiche differenti. Egli, confinato nel suo piccolo mondo, ha potuto, così, conservare e difendere l'istinto primitivo del disegno infantile.

Dal 16 settembre al 15 ottobre 2017 i prestigiosi spazi della Casa del Mantegna di Mantova ospitano la mostra "Presenza Luce Respiro" che vedrà esposta una selezione di opere dell’artista Christelle Labourgade. Il vernissage è venerdì 15 settembre 2017 ore 18. La sede espositiva della Provincia, con questa iniziativa vuole proporre e far conoscere al pubblico mantovano, e non solo, la coproduzione di una pittrice attenta e sensibile a temi di grande attualità' come l'immigrazione e l'emarginazione, le periferie.

Il fil rouge che unisce i lavori dell’artista francese è il diritto di esistere: una riflessione poetica e personale sulla “legittimità a essere”, ad avere un proprio spazio esistenziale, ma anche un tema di grande attualità. In questa esposizione, l’artista ci accompagna attraverso la sua storia, fatta di viaggi, migrazioni, continue ricerche, tra Parigi, Marsiglia, l’Africa e Venezia. Da qui scaturisce una significativa produzione di opere, dove il colore è protagonista assoluto; tra i toni più profondi del blu oceano, il giallo ocra, il rosso vivo, si scorgono figure evanescenti che emergono impercettibilmente dallo sfondo, dai muri, quasi ne facessero parte. Anche il tenue contrasto bianco-nero diventa per Christelle un espediente narrativo per raccontare, con delicatezza, la vita al limite dell’esistenza di persone emarginate dalla società, perché di loro si conservi la memoria.

Accanto a questi lavori si afferma con forza la sua ultima creazione, che arriva a Mantova direttamente da Parigi; la potente opera nos ombres. Questa grande tela di quasi tre metri per sei ha visto la luce lo scorso aprile, in una stanza del nono arrondissement di Parigi, che il maire del distretto ha scelto di mettere a disposizione dell’artista. Qui Christelle ha lavorato da sola, instancabilmente, giorno e notte, per rappresentare il suo grido, la processione di esseri umani che hanno perso tutto, tranne la colonna umana nella quale avanzano.

Quella di nos ombres è per Christelle Labourgade una marcia in ascesa, dove i volti dei protagonisti emergono dal buio, scolpiti dalla luce, uscendo dalle tenebre dell’invisibilità, uniti in urlo silenzioso: “io esisto”. Si tratta di sconosciuti che, in verità, possono risultarci quasi familiari, perché dati quotidianamente in pasto alla cronaca, accomunati da una sola condizione, un titolo che sostituisce nomi e identità: profughi, rifugiati, immigrati. Secondo Christelle “tutto non è altro che una questione di posto, di legittimità a essere. Se questo posto viene tolto, disprezzato, distrutto o tolto ad un essere umano o a una nazione, allora accadono i drammi umani peggiori.

Io non ho mai avuto il mio posto. Alcuni dicono che sono nata in un grido di rivolta e di amore. Solo il disegno apriva le porte di un mondo che voleva di me. Il disegno e la notte. La notte dava i neri dei miei disegni. Del suo passato, Christelle racconta che “la solitudine era il mio cappotto, l'errare la mia patria. Sognavo della fine del mondo. Il mio unico asse, la mia bussola era la bellezza. Era la mia ossessione da piccola e sentivo dentro di me che non dovevo allontanarmi da lei. In Italia ho scoperto la forza muta della storia che attraversa i muri delle città. Le pietre sono in silenzio eppure la storia parla; i livelli della storia si sovrappongono".

Quello di nos ombres è un messaggio forte, che non ha lasciato indifferente il pubblico parigino, accorso numeroso alla presentazione dell’opera, così come personalità influenti e autorità che si sono recate rendere omaggio al lavoro di Christelle. Solo per citarne alcuni, l’allora presidente François Hollande e il Ministro della Giustizia Christiane Taubira, il poeta e scrittore Laurent Gaudé a cui l’opera ha ispirato la poesia La Colonne, i responsabili dell’associazione SoS Mediterranée. L'opera nos ombres vuole essere portavoce di un messaggio collettivo e quella di Mantova è la seconda tappa di un cammino ancora da scrivere: nos ombres supera i confini fisici della tela per diventare itinerante, migrante, trovando il suo posto, rappresentando chi un posto non ce l’ha.

Nel corso della mostra sono previste occasioni di dialogo, confronto e interazione con studenti delle scuole superiori, durante le quali Christelle interagirà apertamente con i ragazzi su tematiche quali le implicazioni del lavoro dell’artista, la relazione tra emozioni e creatività, proponendo il superamento della diffusa concezione degli artisti come appartenenti ad un'élite.
Ingresso gratuito

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