Visto con i nostri occhi
I cristiani, «profumo di Gesù»
«Digiuno e Parola» in Cattedrale a Mantova nei venerdì di Quaresima. Agli incontri con il vescovo sul tema «Liberare i sensi» partecipano molti fedeli che arrivano da vari paesi della diocesi. Catechesi, preghiera e gesti per la vita.
08/04/2019
La Cattedrale di Mantova, anche quest’anno, è colma di fedeli nei venerdì di Quaresima, per partecipare a “Digiuno e Parola”, l’appuntamento di preghiera e catechesi presieduto dal vescovo Marco Busca. L’orario è insolito: dalle13 alle 14. Ma qualcuno viene apposta, «per staccare», come dice Valentina. «Siamo talmente presi dagli impegni in famiglia e dal lavoro –aggiunge – che non ci fermiamo quasi più. Allora venire qui ci consente di vivere una sosta che dà ristoro alla nostra esperienza cristiana».
Valentina abita a Goito, altre persone sono arrivate dalla città e da vari paesi della diocesi. Il tema scelto quest’anno dal vescovo Marco è “Liberare i sensi”, riportare cioè l’udito, la vista, l’olfatto, il tatto e il gusto a delle caratteristiche “spirituali”: se veramente siamo discepoli di Cristo, la nostra nuova identità derivante dal Battesimo si deve esprimere con tutto di noi, anche mediante la corporeità. «O sensi miei, organi divini, tornate obbedienti», ricorda un’efficace frase di padre David Maria Turoldo, collocata in Cattedrale accanto all’ambone.
Gli incontri di “Digiuno e Parola” incominciano con la processione (il diacono regge l’evangeliario) e un canto. Quindi viene presentata un’immagine che “accompagna” l’incontro: il 29 marzo, per l’olfatto, era il particolare di un mosaico di padre Marko Ivan Rupnik raffigurante L’unzione di Betania; l’altro ieri, 5 aprile, La deposizione di Gesù(icona russa della fine del XV secolo) per il tatto.
Il momento centrale è costituito dalla proclamazione della Parola di Dio: gli stessi episodi poc’anzi ricordati, contenuti nel Vangelo di Giovanni. La spiegazione del vescovo, il silenzio, la lettura di testi meditativi, un gesto, la proclamazione lenta della preghiera del Padre nostro, la benedizione e il “mandato” sono altrettanti momenti che scandiscono ogni appuntamento del venerdì. «Cristo è l’unto, il profumato– ha detto monsignor Busca il29 marzo a proposito dell’olfatto –. Noi siamo stati unti con il Battesimo e la Cresima: in tutti gli ambienti in cui viviamo dobbiamo saper portare il buon profumo di Cristo, che si manifesta attraverso la gratuità, l’accoglienza e la misericordia».
Ed ecco il “mandato”, attenzioni concrete per “liberare i sensi”. Questi i suggerimenti del vescovo per l’olfatto: saper scoprire per esempio «l’odore acre del sudore» di persone di culture diverse dalla nostra e i«profumi dolci della primavera» (che sollecitano il rispetto per il creato), come anche il profumo del pane (da non sprecare) o gli «olezzi dell’ospedale» (mai dimenticare le persone sole o ammalate). Altre proposte, collegate al tatto: «Purifichiamo il tatto a cominciare dalla stretta di mano, che dev’essere vissuta in modo vero e pieno, come segno della pace di Cristo»; il bacio «sia autentico e gioioso» nei confronti delle persone cui vogliamo bene; «Il tocco è anche storia e memoria: sentire la fede nuziale tra le dita oppure sentire una cicatrice sulla pelle». Segni che rimandano a volti e persone, delle quali ricordarsi nella preghiera.
Mentre i fedeli escono poco per volta dalla Cattedrale, anche noi fissiamo i volti di alcuni per delle rapide interviste. Veronica dice che l’esperienza di “Digiuno e Parola” è come un tatuaggio che le si imprime nel cuore. Caterina, catechista a Roncoferraro, spiega che gli incontri dei venerdì di Quaresima sono di aiuto per l’esperienza personale di fede («Incontri ricchi di contenuti e di stimoli», precisa), come anche per il servizio in parrocchia, nel preparare i bambini alla prima Comunione. Da Brescia è venuto apposta Maicol, per ascoltare il «vescovo amico», già insegnante di teologia all’Università Cattolica. E Stefano aggiunge che gli incontri sono «una boccata d’aria fresca», toccano la vita, aiutano a valorizzare meglio la Quaresima. Rivediamo Valentina, che, in fondo alla Cattedrale, si ricongiunge con il marito Matteo, il quale tiene in braccio Emanuele, il figlio di appena tre mesi. Anche lui a “Digiuno e Parola”. Il prossimo e ultimo appuntamento è venerdì 12aprile, sul tema del gusto. Da casa si può seguire in diretta streaming sul canale YouTube della diocesi.
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