Visto con i nostri occhi
I «Giovedì di carità» per i più fragili
Un’iniziativa dell’Unità pastorale dello Zara per la Quaresima: condividere, ogni settimana, il pranzo con gli ospiti della mensa Caritas. Poi, nel pomeriggio, si partecipa insieme alla Messa
19/03/2019
Quaresima, tempo di riflessione. Ma anche di gesti concreti in aiuto ai più deboli. Seguendo questa linea, l'Unità pastorale dello Zara propone “I giovedì di carità” con il pranzo alla Caritas, a Suzzara, in via Dante, e sempre nella stessa sede la celebrazione di una messa. Ogni giovedì, nel tempo di Quaresima, è possibile pranzare alla mensa della Caritas per condividere un pasto con gli ospiti. E' necessaria la prenotazione che si può effettuare al centro di ascolto Caritas o alla segreteria della parrocchia dell'Immacolata entro il mercoledì pomeriggio. Abbiamo partecipato al “debutto” di questa pregevole iniziativa e dobbiamo sottolineare come sia stata un'esperienza positiva: con noi, erano presenti anche don Paolo, don Samuele e don Alberto, oltre ad alcuni cittadini suzzaresi che hanno inteso, con questo amorevole gesto, essere vicini ai poveri e ai più deboli. Il giovedì di preghiera si completa, nel pomeriggio, alle 18, con la celebrazione della messa nei locali della mensa stessa.
Vogliamo ricordare come alla mensa della Caritas suzzarese, nel corso del 2018 siano state servite 71 persone (6 donne e 65 uomini) per un totale di 3.103 pasti in tutti i pranzi dell'anno. La nazionalità prevalente è stata quella italiana, che ha superato il 32% delle presenze. Rispetto alla residenza, riscontriamo che circa la metà delle persone (36%) proviene dal distretto di Suzzara, circa uno su cinque è residente fuori provincia e una parte significativa, pari al 20%, è sprovvisto di residenza.
L'associazione “San Lorenzo onlus”, che si occupa anche della mensa
di via Dante, ha affrontato, nel corso dell'ultimo anno, 727 situazioni di difficoltà e disagio che hanno interessato 31 nazionalità diverse con una forte presenza di italiani, che rappresentano il 38% della richiesta di aiuto. «I dati relativi all'età - puntualizzano dall'associazione - indicano che sono calate le persone della fascia di età compresa tra i 18 e i 45 anni mentre è cresciuto il gruppo che appartiene a quella tra i 46 e i 65 anni: nel 2011 erano il 14%, oggi rappresentano il 23% del totale. Stiamo assistendo, quindi, ad un progressivo aumento dell'età delle persone». Il comune maggiormente rappresentato è quello di Suzzara con il 54%, poi Pegognaga con il 14%, Gonzaga con il 10% e Motteggiana con il 5%. «Incrociando i dati degli accessi ai nostri servizi - continuano i responsabili della San Lorenzo onlus - con quelli dell'Istat relativi alla popolazione residente, evidenziamo densità di richiesta di aiuto: a Suzzara quasi il 2% dei cittadini si sono recati al centro di ascolto, a Pegognaga l'1,4%, Motteggiana l'1,3% e infine a Gonzaga lo 0,8%. Nel 2018 abbiamo registrato la più alta presenza di persone sprovviste di residenza (9%) e quindi in una condizione di grande fragilità. La residenza, infatti, è necessaria per avere il medico di base, ottenere i documenti di identità, cercare una casa, chiedere aiuto ai servizi territoriali».
«La Caritas di Suzzara - sottolinea Daniele Arioli, presidente dell'associazione San Lorenzo onlus - anche nel 2018 ha cercato, e continuerà nell'intento, di dare risposta ad una forte domanda di aiuto con una serie di servizi, in cui operano oltre 200 volontari, che quotidianamente si alternano, donando parte del loro tempo agli altri, con il supporto dei tre nostri operatori. Il 2019 sia per tutti noi un momento di verifica e di rinascita vera, lontano da stereotipi e false ideologie, nessuno deve essere “straniero” in questo mondo, siamo tutti fratelli in Cristo, e questo deve valere al di sopra di ogni demagogica speculazione».
Sui volontari, interviene anche Matteo Amati, coordinatore Caritas di Suzzara: «Sono il cuore pulsante della San Lorenzo onlus, è grazie alla loro dedizione e al loro entusiasmo che siamo cresciuti negli anni e siamo divenuti un segno evidente al fianco delle persone povere del territorio suzzarese. Negli anni il gruppo dei volontari è gradualmente cresciuto: dalle 75 persone del 2008 alle 210 che nel 2018 hanno collaborato alle attività associative. Molti volontari provengono dalle parrocchie della zona di Suzzara, ma non solo. Vi sono anche studenti, cittadini di altre religioni, persone inviate dal tribunale per lavori di pubblica utilità e ragazzi richiedenti asilo».
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