Mantova cultura 2017
I love New York: fotografie di Brian Hamill
Daniela Sogliani presenta le immagini di Woody Allen, Robert de Niro e delle icone del cinema
17/02/2018
La storica dell’arte Daniela Sogliani cura la presentazione, nella giornata inaugurale, di “I love New York: fotografie di Brian Hamill – Woody Allen, Robert De Niro e le icone del cinema”, personale del fotoreporter e fotografo di scena che dagli anni ’70 ha lavorato sul set di oltre settantacinque film, di cui ventisei solo di Woody Allen. Appuntamento al Mantova Outlet Village di Bagnolo san Vito domenica 18 febbraio, alle ore 16.30.

La mostra, a ingresso gratuito, è composta da sessanta scatti e presenta, per la prima volta in Italia, immagini tratte dai set di film come “Il migliore”, “Big”, “Una moglie”, “Pallottole su Broadway”, “Stardust Memories”, “Sabrina”, “Il pasto nudo”, “La rosa purpurea del Cairo”, “La conversazione”, “Stato di grazia” ed “American Buffalo”. Dopo il successo di una prima retrospettiva svoltasi nel 2017 presso la galleria bolognese ONO arte, si è voluto allargare lo sguardo a una più ampia produzione cinematografica, di cui offrire una lettura completa attraverso le testimonianze di uno dei suoi più prolifici reporter.

La prima volta che Brian Hamill incontra Allen è sul set di “Io e Annie”, il film che consacrò Allen tra i più grandi registi americani, vincendo ben quattro Premi Oscar. La pellicola segna una svolta fondamentale nel percorso artistico di Allen che nel film ha saputo raccontare il sentimento dell’amore e le sue contraddizioni come nessun altro era riuscito a fare prima di allora, non solo con sincerità e profondità, ma anche con ironia, caratteristiche che, da lì in poi, sarebbero diventate suoi marchi di fabbrica. Hamill non aveva mai visto uno dei film di Allen, ma presto capisce che l’immagine pubblica un po’ nevrotica e intellettuale che il regista e attore mette in scena, non è altro che quella di un personaggio di finzione, e da quel momento comincia un’amicizia che dura ancora oggi. Altrettanto presto il fotografo impara che Allen è un uomo di poche parole e di pochi complimenti, che non interagisce molto con i suoi attori e che, al più canonico cut alla fine di una scena, sostituisce un laconico okay.

Hamill ha seguito Allen lavorando a lungometraggi come “Io e Annie”, “Manhattan”, “Zelig” e molti altri, immortalando il making of di film che sono diventati pietre miliari del cinema contemporaneo. Sarà l’esperienza di fotoreporter a segnare il lavoro di Hamill sulla scena, ricco di attimi rubati più che documentati, e a cementare così la collaborazione con il regista. Il rapporto tra i due prosegue anche dietro le scene e Hamill ci regala scatti privati di Allen ritratto nel suo salotto in momenti di vita quotidiana, o ancora nel suo studio mentre analizza le pellicole appena girate. Di lui Allen dice: «He’s got eyes in the back of his head. He knows what shots are important and he gets them, plus he’s got soul. He can compose, he can light, and he’s to the point».

Partendo dal cinema di Allen, la mostra racconta, attraverso le foto di Hamill, la cultura newyorkese e di conseguenza quella americana, a cavallo degli anni ’60 e ’80: un mondo di attori, musicisti e sportivi che hanno fatto innamorare di New York persone di tutto il mondo.

Hamill non solo è riuscito a catturare lo spirito della città filtrato dal lavoro del regista, ma è stato anche protagonista della cosiddetta scena newyorkese ritraendo, con uno stile unico che non poteva non prescindere anche da un approccio personale e umano, i personaggi straordinari che hanno arricchito la città nel corso della seconda metà del XX secolo: Maryl Streep, John Lennon, Francis Ford Coppola, Brad Pitt, Johnny Depp, Robert Downey Jr, Mohammed Ali e ovviamente Robert De Niro - un altro New York addicted - sul set di “Toro Scatenato”.

De Niro è considerato uno dei più importanti attori americani non solo per il numero di film nei quali ha recitato, e che gli hanno fruttato due premi Oscar, ma soprattutto per la qualità delle sue interpretazioni e dei suoi personaggi, sempre preparati in modo maniacale. Straordinari anche i registi coi quali ha lavorato, primo tra tutti l’amico Martin Scorsese con il quale ha recitato in otto pellicole. Tra le sue interpretazioni memorabili sicuramente Travis Bickle, lo psicopatico reduce del Vietnam in “Taxi Driver”, don Vito Corleone ne “Il Padrino”, e Jack La Motte in “Toro scatenato”, immortalato da Hamill in immagini diventate ormai iconiche ed esposte in occasione di questa mostra.
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