Visto con i nostri occhi
I nostri giornali in cammino, con perseveranza
Non è stato solo un momento per il rinnovo degli incarichi o un incontro di giornalisti per fare il punto della situasione. È stata occasione di vita ecclesiale e condivisione fraterna. Parecchi gli stimoli e le indicazioni del vescovo Galantino
30/11/2016
Paolo Lomellini

Non è stato solo un momento assembleare per il rinnovo di incarichi o un incontro di giornalisti per fare il punto sullo stato di salute della loro attività. È stato un momento di vita ecclesiale, di confronto e condivisione fraterna di una esperienza che ha una lunga storia ed è convinta che, pur affrontando grandi sfide e cambiamenti, ha ancora un bel po’ da dire nella storia della Chiesa del nostro Paese.
Molto ricca e appassionata la relazione del presidente uscente Francesco Zanotti, al termine di due mandati durati sei anni, i cui contenuti essenziali trovate a pagina 3 nell’intervista che ha rilasciato alla vigilia dell’assemblea.
Parecchi gli stimoli anche nell’intervento del vescovo Nunzio Galantino, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, che ha portato un saluto non di maniera, fatto di riflessioni dirette e trasparenti, provocazioni e stimoli qui di seguito riassunti.

Un passato da spendere per il futuro
Dobbiamo raccogliere una preziosa eredità del passato da spendere nel presente e nel futuro, con la necessità di sapersi fermare ogni tanto per riflettere su ciò che stiamo facendo a fronte di trasformazioni rapide e profonde.
Dobbiamo collocare l’attività nel contesto in cui siamo per essere un humus fecondo e non uno sterile rinchiudersi dentro i propri schemi e recinti.

Stile e ruolo della comunicazione cattolica
Occorre amare la verità. Dovrebbe essere scontato ma non lo è, essa è spesso sostituita nel circo mediatico attuale dall’opinione superficiale. Nel mondo dei “social media” non c’è crescita di consapevolezza e la parola è abusata, a volte anche nei siti costellati di icone con croci e madonne.
C’è una domanda di senso che emerge, un bisogno di discernimento, di uscire dalla logica della “pancia” e dell’audience. Non bastano le buone intenzioni a tal fine ma occorre competenza e professionalità.
In particolare i giornali diocesani rappresentano la possibilità di dare spazio e voce alle periferie territoriali che spesso non sono raccontate dai grandi canali di informazione. Le testate diocesane, ha sottolineato Galantino, spesso non trovano nelle loro Chiese locali l’eco che meriterebbero (non sono e non devono essere l’amplificatore dell’ambone…).

Comunicazione: costo o investimento?
È una domanda che ricorre da tempo nella Chiesa italiana e nelle sue articolazioni. Le spese per la comunicazione sono da considerare un costo oppure un investimento?
Alcune indicazioni di metodo e di merito sono state chiarite dalle parole di Galantino. La comunicazione va considerata un investimento. Vanno poi commisurati e verificati i risultati e gli impatti pastorali di tali investimenti, con chiarezza e senza infingimenti.
La strada è quella, all’interno della Chiesa, di una armonia sinfonica che riesce a trovare le sinergie ed evitare virtuosisimi sterili di solisti.

La Chiesa all’epoca di Francesco
Alcune brevi ma ficcanti considerazioni il vescovo Galantino le ha dedicate alla attuale fase che la Chiesa sta attualmente attraversando, con una allusione pressoché esplicita a equivoci, distorsioni o accenti più o meno polemici che montano attorno al magistero del Papa. Senza tante perifrasi Galantino ha affermato che il Signore ci ha dato per questo tratto di cammino il pontificato di Francesco che dobbiamo accogliere per guardare e camminare in avanti, evitando la “sindrome di vedove inconsolabili e inacidite”.
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