Visto con i nostri occhi
I sindaci e la «fase 2»: solo uniti si può vincere
L’attività instancabile di molti primi cittadini per non far sentire sola la propria comunità. I commenti di Carlo Bottani e Luca Malavasi tra programmazione e opportunità da cogliere
20/04/2020
«Occorre un nuovo Piano Marshall, dove pubblico e privato siano insieme. Come dopo la Seconda Guerra mondiale dobbiamo essere tutti uniti, maggioranza e opposizione, comuni, regioni, governo nazionale. Lavorare per la ricostruzione del nostro tessuto economico e sociale»: è l’accorato appello di Carlo Bottani, 42 anni, sindaco di Curtatone da quasi cinque. «Siamo ancora in piena fase uno e dobbiamo pensare a salvare vite. Ci vuole senso civico, rispetto per chi sta lottando in un letto d’ospedale e per chi lotta con lui attorno a quel letto. Già la settimana prossima apriremo un tavolo con le parti sociali, tramite videochiamate, per programmare i passi futuri a supporto del territorio». Il comune conta 73 persone positive al coronavirus; di questi, 18 sono guariti e altri 4 attendono l’ultimo tampone. In 12 non ce l’hanno fatta, per lo più anziani o malati. «A Montanara, ho dato l’estremo saluto a due persone: erano marito e moglie. Anche queste sono le tragedie legate all’emergenza sanitaria».
La figura del primo cittadino in situazioni come questa va oltre quella istituzionale, abbatte barriere di rappresentanza politica o burocratica: quando un sindaco parla dei “suoi” cittadini li sente parte della sua famiglia, da proteggere e aiutare nei momenti difficili. E il gesto delle 6.400 uova di Pasqua donate ai nuclei familiari di Curtatone va in questo senso. «Alle casse comunali sono costate nulla – racconta Bottani – grazie alla collaborazione di un supermercato locale. E, attraverso la riconversione di un’azienda del territorio siamo riusciti a consegnare le mascherine filtranti di cotone, lavabili e riutilizzabili all’infinito. Anche da qui parte la fase 2: artigiani locali che realizzando prodotti di pubblica utilità fanno ripartire l’economia».
Sempre a proposito di mascherine, il sindaco è stato protagonista di un “blitz” all’aeroporto di Malpensa dove è riuscito a sdoganare 600mila mascherine, con la collaborazione di funzionari aeroportuali e doganali. Altre 300mila erano a San Marino e sono state poi consegnate agli ospedali lombardi, ai Carabinieri, all’Ugr di Curtatone, a una ventina di case di riposo della provincia, alle quattro farmacie del territorio comunale, Casa del Sole, volontari, dipendenti comunali, medici di base. «Sono molti i ringraziamenti che devo fare – dice Bottani – a partire dalla Fondazione Comunità Mantovana e al Circolo delle Imprese. Ma è la lotta alla burocrazia la vera sfida da vincere». Ogni mercoledì sera, il sindaco Bottani propone una diretta sul canale YouTube del Comune dove fa il punto sull’emergenza con un ospite. Dopo il parroco dell’Unità pastorale don Cristian Grandelli è stata la volta del primario di pneumologia del “Carlo Poma” dottor Giuseppe De Donno che ha raccontato i progressi delle cure sperimentali in corso. Mercoledì 22 aprile, sempre alle 21, sarà la volta del nuovo comandante della stazione dei Carabinieri di Curtatone, Emanuele Membrino.
Come molti altri primi cittadini, anche Luca Malavasi, 32 anni, sindaco di Quistello dal 2011, non si sta risparmiando. «Questa è la seconda emergenza che mi trovo a gestire – racconta –: nel 2012, dopo il terremoto vinse l’abnegazione, lo stare insieme. Oggi la distanza fisica impedisce un immediato supporto morale. Tutte le relazioni si sono spostate sui social. Abbiamo cercato di tenere vivo lo spirito di comunità con dirette Facebook quotidiane per raccontare quello che si sta facendo, dando la parola a varie associazioni, a imprese, cittadini impegnati nell’emergenza». Il Comune è già proiettato alla ripartenza. «Si è svolta la prima assemblea pubblica social a cui hanno partecipato imprenditori, piccoli commercianti, artigiani, liberi professionisti, il motore della nostra comunità, per individuare una strategia di ripresa comune e opportunità da cogliere. Ci sono parecchi bandi rivolti al settore economico: diverse imprese non partecipano perché si fermano alle prime difficoltà burocratiche soprattutto di compilazione online. Ecco, vogliamo dare l’assistenza necessaria perché nulla vada perso, nemmeno i buoni pasto».
Con Malavasi si accenna anche al futuro del commercio: «La consegna delle merci è fondamentale. Le nostre aziende che in queste settimane si sono adoperate per consegnare i medicinali e la spesa ai loro clienti non potranno reggere per mesi, perché fare le consegne è costoso, sia in termini di tempo che di denaro. Nell’emergenza lo fai, ma dopo devi organizzarti al meglio. Il rischio è che arrivi la grande distribuzione con più risorse e si mangi tutto». Questo è il momento in cui le imprese devono fare rete, mettersi insieme per sostenere i costi dello sviluppo. «Nella gestione delle emergenze, la priorità per un sistema–paese non possono essere gli aiuti a pioggia ai cittadini ma far ripartire il sistema economico, il resto viene di conseguenza. I buoni pasto che abbiamo distribuito, circa 200 euro a famiglia, sono un provvedimento che va bene nell’immediato, perché lavorare è difficile. Ma da adesso in poi, il provvedimento deve essere ridurre il costo del lavoro, in modo che le ditte abbiamo voglia di fare impresa!».
La gestione dell’emergenza a Quistello è avvenuta in piena collaborazione tra il Comune con i servizi sociali e il centro d’ascolto della Caritas. «Questo fare squadra è stato fondamentale per raggiungere con gli aiuti le persone più bisognose, senza doppioni». Molte le donazioni dei quistellesi per gli ospedali e la Croce bianca e per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale. Un gesto molto bello è arrivato dalla comunità indiana: «Hanno donato duemila euro al Comune – dice con commozione Malavasi –, il 10% del loro reddito per aiutare gli altri, per ripagare un Paese che li ha accolti e che sentono come il loro». Con questi soldi è stato portato Internet nelle case di quindici ragazzi, che ora potranno seguire le lezioni scolastiche a distanza.
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