Visto con i nostri occhi
I volontari, grande risorsa: una Pasqua di solidarietà
Viaggio tra le realtà mantovane, prezioso sostegno nei giorni del coronavirus. Dalla consegna di cibo e oggetti di tipo sanitario al trasporto dei pazienti, fino all’ascolto per chi necessita di un conforto
14/04/2020
Dalle associazioni di volontariato giungono segni concreti per ridare speranza a chi è messo a dura prova. Sono tanti i volontari mantovani che confortano chi vive nella precarietà o nella solitudine, rilanciando quello spirito vivo di rinascita che si celebra a Pasqua. «Si può parlare di una rete di solidarietà con le istituzioni pubbliche per sostenere capillarmente tante famiglie in affanno»: è quanto afferma Silvia Canuti, direttrice della Caritas diocesana. «Per fortuna – sostiene – vivo l’esperienza in una diocesi che si stringe attorno al senso della carità, offrendo a tutti noi un supporto utile e necessario. Si pensi solo al fatto che prima della pandemia coronavirus ogni anno spendevamo sui 100mila euro per acquisti di alimentari contro i 50mila euro spesi solo nel mese di marzo».
Altro dato significativo: «L’accoglienza alla Casa San Simone è passata da 27 a 35 famiglie. Attualmente come Caritas, con la distribuzione di generi alimentari, stiamo aiutando centinaia di persone, tra nomadi, lavoratori circensi e giostrai. Inoltre si devono aggiungere le richieste che provengono da decine di famiglie mantovane che con un piccolo bar o negozio sono costrette a decidere se mangiare o pagare l’affitto». Vi è stato recentemente un momento di emergenza anche nel carcere di Mantova per la sospensione delle visite dei familiari. «In quell’occasione – continua Canuti – abbiamo portato ai 130 detenuti l’occorrente per l’igiene personale, oltre alla distribuzione di materiale disinfettante per l’ambiente. La Caritas comunque continua come prima, con le dovute precauzioni, a sostenere famiglie in difficoltà, donne che hanno subìto violenza, uomini fragili a causa dell’alcolismo o della tossicodipendenza».
Passiamo a Matteo Formizzi, presidente del comitato locale di Mantova della Croce Rossa. «Attualmente – dichiara – abbiamo 350 iscritti con circa 100 operatori. In questo periodo, grazie alle donazioni da parte di privati e aziende, abbiamo acquistato e distribuito materiale sanitario di protezione individuale particolarmente oneroso. La nostra attività va dal trasporto dei pazienti ai servizi di emergenza per le chiamate del 112 fino al trasporto da un ospedale all’altro dei casi Covid–19 positivi». Roberto Cirelli, invece, è presidente del comitato di coordinamento della Protezione civile di Mantova. «In provincia – afferma – siamo presenti con 30 organizzazioni e 800 persone operative. Ci stiamo occupando del trasporto urgente di materiale sanitario verso gli ospedali. Inoltre distribuiamo capillarmente buoni spesa secondo gli stanziamenti del governo. Nell’urgenza ci siamo occupati del montaggio e della manutenzione della tenda per il pre triage, dove avviene la prima valutazione di chi giunge al pronto soccorso».
Un altro parere interessante è quello di Valentina Scipioni, responsabile dell’Ufficio servizi alla persona per il Comune di Curtatone: «Insieme al personale dipendente, anche molte realtà del terzo settore si sono rese disponibili per favorire la permanenza a casa dei soggetti più fragili. Dipendenti comunali e volontari, dotati di mascherine e guanti, distribuiscono pasti gratuiti a domicilio. La Protezione civile è impegnata nella raccolta delle domande per l’erogazione di buoni per l’acquisto di generi di prima necessità». Altra realtà è il Club delle Tre Età con presidente Luciano Tonelli. «In questo periodo di allarme per coronavirus – spiega – siamo attivi con i nostri servizi per garantire ciò di cui i nostri anziani hanno bisogno. In molti casi basta una telefonata per dare sollievo e conforto alle persone sole che conosciamo».
La psicologa Paola Aleotti partecipa al “centro di ascolto” promosso dall’Istituto oncologico mantovano e accolto dalla direzione strategica dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova. Il colloquio può avvenire tutti i giorni telefonando al 392.7296463 o scrivendo un’email all’indirizzo centrodiascoltoiom@gmail.com. L’iniziativa è rivolta a familiari, volontari e anche operatori sanitari. «Non si può improvvisare una relazione positiva – sostiene Paola Aleotti –. L’ascolto deve essere attivo, ponendo domande aperte che stimolino la comunicazione, dando respiro alla riflessione. Occorre, cioè, favorire il racconto, così che la persona parli di sé liberamente». Dalla nostra inchiesta si comprende come la figura del volontario sia ricca di umanità e comprensione per il prossimo. Da qui il senso delle parole di papa Francesco in occasione del Giubileo del volontariato: «Voi siete la mano tesa di Cristo: ci avete pensato? Cari fratelli, voi toccate la carne di Cristo con le vostre mani. Non dimenticatelo».
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