Visto con i nostri occhi
Il Battesimo è la «porta» che fa rinascere in Cristo
Operatori lombardi a Caravaggio per il convegno annuale. Si assiste a una fase di transizione verso una fede consapevole, che parte da una scelta. Così il sacramento assume un’altra prospettiva: rimanda alla catechesi del «primo annuncio
08/04/2019
«La libertà si esprime nel generare liberamente altre libertà. Il senso del nostro esserci consiste nel mettere al mondo, nel dare, nel generare, non nel prendere e nel consumare». Con queste parole il sociologo Mauro Magatti ha aperto il convegno regionale dei catechisti sulla pastorale battesimale, dal titolo “Nascere due volte”, che si è tenuto a Caravaggio (Bergamo) lo scorso 30 marzo. In un mondo pervaso dal consumismo si rende necessaria un’educazione alla generatività, non solo per far fronte al calo demografico, ma anche per ricomprenderci come comunità capace di generare e ri–generare alla fede. La differenza sostanziale che passa tra il concetto di produzione e quello di generazione è che quest’ultima ci mette in rapporto con un altro, che non è un oggetto che sta sotto il nostro controllo ma che ha una sua libertà. È proprio dentro l’ambito della generazione che si può giocare la fede in quanto affidamento in qualcosa che ci supera e sfugge al nostro potere.
La nascita, una vita che viene alla luce, è un evento, un accadimento straordinario che eccede e sorprende. Generare non è soltanto un fatto biologico, ma anche teologico–sacramentale. Con il Battesimo accade qualcosa di straordinario che ci supera: dall’acqua e dallo Spirito siamo generati a una vita “nuova”. Questa realtà tuttavia non risulta così scontata, anche se oggi molti chiedono ancora alla Chiesa il Battesimo per i loro figli. Il Battesimo non è il sacramento attraverso il quale si “producono” cristiani, ma la porta attraverso cui si entra in un modo nuovo di vivere, quello di Dio, in Cristo, per mezzo dello Spirito Santo. Per essere comunità cristiane capaci di generare dobbiamo accettare di rinnovarci, di cambiare paradigma pastorale, come ha ricordato fratel Enzo Biemmi, anche lui intervenuto al convegno. Mentre il contesto socio–culturale è cambiato, le nostre prassi pastorali sono rimaste al passato e così rischiamo di non incontrare più gli uomini e le donne di oggi.
Biemmi ha provocato a immaginare come sarà la situazione pastorale nel 2060. Oggi ci troviamo in un periodo di passaggio: da un cristianesimo sociologico e di tradizione a un cristianesimo di scelta; da una pastorale per lo più di conservazione a una pastorale di proposta costituita sulle relazioni; da un catechismo della dottrina a un catechismo del primo annuncio. Noi ci troviamo nel mezzo di questa trasformazione che, a ben guardare, non sta andando in direzione opposta rispetto alle origini del cristianesimo. Dovremmo quindi accettare che la proposta cristiana sia collocata in un contesto di libera scelta, probabilmente di pochi, ma che sia sempre più consapevole.
L’incontro di Caravaggio ha avuto anche una fase di lavori in gruppo, che ha coinvolto direttamente l’équipe di pastorale battesimale dell’Unità pastorale “La Riviera del Po”, nel Basso Mantovano. Il fatto che un gruppo della nostra diocesi sia intervenuto in un evento di rilievo regionale è un fatto significativo per la Chiesa mantovana. Il punto di partenza per accompagnare nella trasformazione che l’epoca attuale richiede è il Battesimo. Le nostre comunità sono interpellate ad aiutare i genitori a maturare il passaggio da una fede di tradizione a una fede consapevole.
La conversione più grande è richiesta a sacerdoti, persone di vita consacrata, operatori pastorali e cristiani “della prima ora”. Per compiere questa conversione dobbiamo lasciarci accompagnare dagli uomini e dalle donne di oggi, che sono pienamente immersi in questa fase di transizione, per mostrare un cristianesimo che non può essere più quello del dovere e dell’impegno, che pure è stato efficace e ha fatto del bene negli anni passati. Le persone che si renderanno disponibili, anche nella nostra diocesi, a far parte delle équipe di pastorale battesimale, incontrandole coppie che chiedono il Battesimo per i loro figli, avranno anzitutto la missione dimostrare loro un cristianesimo della grazia. Accompagnandoli nella preparazione al Battesimo, durante la celebrazione e nel cammino post battesimale, potranno condividere con genitori e bambini il Vangelo della gioia facendo sperimentare, attraverso delle relazioni fraterne, l’amore gratuito del Padre.
Non per tutti il tempo della preparazione al Battesimo potrà essere il tempo favorevole, ma sicuramente è lo spunto per gettare il seme buono della Parola proprio nel momento in cui la vita di questi genitori si è aperta per lasciare spazio a un altro. Una Chiesa ospitale, bella ,normale, libera, che propone il Vangelo filtrato attraverso la narrazione della vita, diventa una grembo accogliente capace di generare.
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