Visto con i nostri occhi
Il Battesimo guida verso la Pasqua
Il rito del Mercoledì delle Ceneri apre la Quaresima. È un tempo di conversione, come dimostrano alcune metafore dei Vangeli domenicali: il fico sterile, la parabola dei due figli, la peccatrice redenta. Siamo invitati a riscoprire il nostro «sì» a Dio
05/03/2019
Con la celebrazione dell’imposizione delle Ceneri, mercoledì 6 marzo, la liturgia ci innesterà ancora una volta nello stesso combattimento che Cristo ha dovuto affrontare contro il male, offrendoci la sua vittoria come anticipo della definitiva sottomissione della morte e del peccato ai suoi piedi, come caparra della nostra vittoria in lui. In effetti, il tempo di Quaresima non è soltanto preparazione alla Pasqua, ma vera e propria iniziazione sacramentale a essa, attraverso un percorso che, coinvolgendoci integralmente, ci predispone alla celebrazione del mistero pasquale (passione, morte, sepoltura, risurrezione, ascensione di Cristo): vero e proprio tempo sacramentale dal duplice carattere penitenziale e battesimale. Per i credenti si tratta di vivere un’esperienza sacramentale in un rinnovato spirito battesimale. Questa centratura battesimale della Quaresima mira ad aprire un percorso di memoria grata e umile dell’evento che ci ha indelebilmente innestati a Cristo nella Chiesa, che si fa anche invocazione di perdono e riconoscimento di conversione, propri di chi è già in cammino, ma non è ancora arrivato. Per questo, nella durata simbolica dei quaranta giorni (tempo biblico del peregrinare dell’uomo sulla terra, tempo di attesa, di lotta, di ricerca) la Chiesa si lascia introdurre in un intenso itinerario di conversione. Questo stile è particolarmente sottolineato dalle letture evangeliche domenicali del fico sterile, della parabola dei due figli, della peccatrice perdonata che ci attestano l’instancabile opera di Dio per favorire il desiderio per la nostra riconciliazione e il ritorno nella comunione dei figli. I cardini per vivere intensamente questo tempo sono l’ascolto e l’approfondimento della Parola di Dio, le celebrazioni liturgiche, il digiuno, la carità e speciali forme di preghiera come la Via Crucis. Queste tipiche “armi del combattimento” spirituale del periodo quaresimale necessitano di un sapiente equilibrio tra il coinvolgimento personale, quello comunitario e quello sociale, e tra dimensione interna e quella esterna degli atti e dei gesti compiuti, secondo le capacità di ciascuno. Infatti non c’è né fede né peccato che siano solamente qualcosa di individuale, né esterno e interno possono procedere in modo dissociato. Queste pratiche, appartenenti alla ricca tradizione ecclesiale, si prestano a essere luoghi in cui ciò che si compie esteriormente diventa porta di accesso alla nostra interiorità e ci rende disponibili alla grazia vivificante di Dio. Il rinnovamento e la conversione interiori danno forma ai nostri gesti, ai nostri atti, alle nostre scelte. Così siamo chiamati alla purificazione del cuore e dei sensi a livello personale e comunitario per staccarci da un rapporto possessivo e oppressivo verso persone e beni proprio a partire da dentro la Chiesa. Le stazioni penitenziali quaresimali nei vicariati, presiedute del vescovo Marco Busca, sono dirette a rischiarare i compiti ministeriali degli operatori pastorali alla luce del sentire evangelico, purificandoli dalle possibili tentazioni. Allo stesso modo l’appuntamento, ormai tradizionale, dei venerdì di “Digiuno e Parola” in Cattedrale avranno per tema principale proprio la purificazione dei cinque sensi (fisici e spirituali collegati) e la grazia della vita nuova scaturita dal Battesimo perché non stiamo nel mondo da meri consumatori bensì da figli. «Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore» (Mt 6,21). Il Vangelo stesso del Mercoledì delle Ceneri, che ci rinvia ai tre atteggiamenti fondamentali di preghiera, digiuno ed elemosina, mostra chiaramente che la veracità delle nostre azioni ha ripercussioni dirette sulla qualità delle nostre relazioni con il Padre, le sorelle e i fratelli, il creato e, in definitiva, con noi stessi.
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